"Casa degli urri": l'asilo senza aule, immerso nella pineta

A Serranova, i bimbi dai due ai sei anni giocano con la cera d’api, cantano filastrocche in riva al mare, si arrampicano sugli alberi e sviluppano i cinque sensi col metodo steineriano

BRINDISI- I bimbi vedono il mare dalla pineta, lo raggiungono facendo le passeggiate tra le balle di fieno, si prendono cura di un coniglio salvato dalla pentola, del gallo Rino e delle tartarughe di terra. Raccolgono le uova deposte dalle galline, coltivano e mangiano la frutta e la verdura di stagione. Quando piove, saltano nelle pozzanghere, poi salutano il sole, si abbracciano all’ombra del pino e imparano a conoscere i cinque sensi: non chiamatelo asilo questo libero luogo di crescita, ma “Casa laboratorio degli Urri”. Esatto, come il termine dialettale per indicare i fichi, perché all’ingresso, quando si apre il cancello verde, tra il cinguettìo dei passeri e le farfalle, c’è un grande albero di fichi da cui i bambini, con le maestre Miriangela Sardella e Chiara Califano, fanno la marmellata.

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“La natura è diversificata, perché i bambini devono essere tutti uguali? La scuola tradizionale offre un modello standardizzato, noi diamo molto spazio all’individualità di ogni bambino che sviluppa la crescita secondo le proprie potenzialità” dice la maestra Miriangela, che nel 2009 ha partecipato al programma per le Politiche giovanili, “Bollenti spiriti”, e ha portato il modello dell’asilo steineriano a Serranova, tra l’azzurro del mare Adriatico, il verde dei pini e il giallo delle distese di grano della riserva di Torre Guaceto. 

“Ho una formazione pedagogica tradizionale, teatrale e di educazione ambientale, mi piace il contatto con la natura e per le mie figlie ho desiderato un modello diverso in questo territorio che in Italia sta galoppando, ma che è stato avviato nel 1956 dal modello danese” racconta Miriangela che in Chiara Califano ha trovato la collega e complice per lo “stesso modo di entrare nelle cose e di sentire”. “In Puglia abbiamo la fortuna di avere una temperatura più mite rispetto alla Germania, l’Austria e alla Danimarca dove fa più freddo, e perché non realizzare anche qui una scuola steineriana?”. All’inizio ai laboratori di Miriangela e Chiara partecipava un solo bambino che veniva da Cisternino, poi tre, poi sei da Ostuni, San Vito e Mesagne e oggi sono tredici, compresi i bimbi della città di Brindisi. E quest'anno la lista d'attesa arriva fino al 2021 perché la pandemia da Covid-19 ha permesso di riscoprire l'importanza di stare all'aria aperta.

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I bambini arrivano la mattina entro le 9.30 e nell’attesa che siano al completo sono liberi di giocare arrampicandosi agli alberi, saltando con l’aiuto delle funi, entrando e uscendo da una casetta di legno. Poi si fa merenda e via con il libero gioco. Nella Casa laboratorio degli Urri non ci sono giocattoli, non c’è plastica: un pezzo di legno diventa un telefono, la bambola si fa con i tappi di sughero, stoffe e lana. Anche la macchina può prendere forma da qualsiasi dono della natura, basta avere fantasia ed essere creativi. Ecco il metodo di insegnamento della Casa degli Urri: la creatività del bambino (grazie anche agli acquerelli stockmar) è spronata a crescere e a correre. E giocando liberamente, inventando giochi di ruolo o attività, il bambino impara molto più che attraverso un gioco guidato da un oggetto o da un adulto. Non si utilizza la cerapongo, ma la naturale cera d’api che si scalda tra le mani per essere modellata, aiutando con il calore anche lo sviluppo del linguaggio.

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“La nostra aula didattica è la pineta e quattro ettari di terreno in cui i bambini vedono, toccano guardano e apprendono le stagioni, non diamo concetti: noi facciamo, i bambini fanno” spiega la maestra Miriangela, mentre racconta la sistematicità della settimana. “Ogni lunedì facciamo il pane, il martedì passeggiamo fino al mare, il mercoledì pitturiamo e facciamo laboratori teatrali, giovedì circo, venerdì attività libera e ogni giornata si conclude con il racconto poetico di una favola che poi illustriamo. L’asilo è aperto tutto l’anno, non abbiamo giornate di chiusura da calendario e abbiamo intenzione di realizzare l’aula chiusa tipo una thai house in legno o sul modello dei bauwagen tedeschi”, conclude Miriangela Sardella che insieme a Chiara Califano, è contenta di esser riuscita a realizzare una “casa” in cui c’è empatia tra i bambini, la natura e gli animali.

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