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Ago, filo e fatica: storia di una sarta, dalle passerelle di Londra al ritorno in Puglia

I suoi abiti hanno vestito modelle internazionali come Kate Moss e Naomi Campbell ma dopo 14 anni in Inghilterra, Anna Idrontino, ha deciso di prendersi una pausa e tornare a Ceglie Messapica per creare qualcosa di "suo"

 

CEGLIE MESSAPICA – Ha cucito e ricamato abiti che hanno illuminato le passerelle dell’alta moda di Londra. Paillettes, balze, pizzi indossati, solo per citarne alcune, da modelle come Kate Moss e Naomi Campbell. Una parentesi della sua vita che Anna Idrontino, 44enne sarta di Ceglie Messapica, racconta con un filo di voce, nascosta da quel velo di educata umiltà che è uno dei suoi punti di forza insieme alla fatica dell’ago e del filo. Anna Idrontino rappresenta, infatti, quella artigianalità che tutti invocano come chiave del successo della moda italiana. Che tradotto non è altro che saper fare bene il proprio mestiere.

Brindisi Report l’ha incontrata nel laboratorio allestito nel suo trullo nella campagna di Ceglie Messapica, città dove ha imparato il “mestiere di sarta” in una delle tante aziende sartoriali che costituivano l’economia cittadina negli anni novanta ma che ha lasciato appena 20enne per trasferirsi a Londra. Qui si è iscritta al London College of Fashion che ha frequentato nel fine settimana, mentre dal lunedì al venerdì lavorava come “macchinista” per grandi case di moda, quelle di High Street. Una vita fatta di appartamenti condivisi e cinque ore di metrò tutti i giorni per andare al lavoro. Poi è arrivato l’“abito gabbia” e il bisogno di riprendere in mano la propria vita. Da qui la decisione di tornare nella sua Ceglie Messapica, di cercare qualcosa di autentico, creare qualcosa che fosse solo suo. Una storia di talento, di coraggio, di libertà.

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