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Sognare da chef: diploma al corso superiore Alma per Arianna e Cosimo

Primo importante tappa per due ragazzi di Latiano e Francavilla Fontana alla rinomata Scuola Internazionale di Cucina Italiana

Due giovani della provincia di Brindisi, Arianna Carmen D'Errico, 21 anni, di Latiano, e Cosimo Landolfa, 26 anni, di Francavilla Fontana, hanno ottenuto l’ambito diploma di Cuoco Professionista, insieme con altri 67 ragazzi provenienti da tutta Italia, presso la rinomata Scuola Internazionale Alma, a conclusione della quarantesima edizione del Corso Superiore di Cucina Italiana (nelle foto anche i piatti dell’esame finale affrontato da Arianna e Cosimo).

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Si tratta di una tappa di un percorso virtuoso, in un contesto in cui il ruolo della gastronomia di alta qualità del nostro Paese nel mondo richiede continuamente nuove risorse, applicazione, preparazione e anche genio. Requisiti che si acquisiscono con un percorso formativo come quello offerto da Alma, e poi con l’esperienza nelle cucine di ristoranti di alto livello. Traguardi che occorre conquistare partendo da motivazioni forti, come quelle che hanno spinto in questi anni Arianna Carmen D’Errico e Cosimo Landolfa.

Il miglior studente della quarantesima edizione del corso Alma è stato il 21enne Michele Di Già, di Matera, che possiede un diploma liceale e che, prima di arrivare a Colorno, sede della scuola, nell’ottobre 2016, non aveva un’esperienza specifica in cucina - è ora stabilmente nella brigata del Ristorante “Osteria Francescana”, sotto la guida dello chef Massimo Bottura, da pochi mesi tornato sul tetto del mondo, avendo conquistato per la seconda volta (dopo quella del 2016) la testa del World’s 50 Best Restaurants.

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A Modena, sempre al fianco Bottura, il ragazzo ha trascorso anche gli ultimi cinque mesi, nell’ambito dello stage formativo legato al Corso Superiore di Cucina Italiana. Insieme a Di Già, Alma ha assegnato il diploma di Cuoco Professionista di Cucina Italiana ad altri 68 ragazzi (tra cui 12 donne), provenienti da tutta Italia. A valutare il grado di preparazione dei 69 candidati è stata una commissione mista, composta da docenti Alma, sotto il coordinamento del direttore didattico chef Matteo Berti, e da 51 visiting chef, che, insieme, totalizzavano 26 stelle Michelin.

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Tra i giurati presenti, l’executive chef Riccardo Monco, del ristorante tristellato “Enoteca Pinchiorri”; in rappresentanza di ristoranti bi-stellati, Valeria Piccini, chef patron del ristorante “Da Caino”, Simone Monco, sous chef di Antonino Cannavacciuolo a “Villa Crespi” e Christian Conidi, sous chef al ristorante “Antica Corona Reale”.

Come spiega il direttore generale Andrea Sinigaglia, «In virtù di un percorso didattico sfidante, della durata di 10 mesi, che è culminato nello stage prima e nell’esame finale poi, sotto lo sguardo di alcuni tra i più grandi interpreti della cucina italiana d’autore, i nostri diplomati sono ora pronti ad affrontare le difficoltà del lavoro quotidiano: emblematica, in questo senso, è la parabola professionale di Di Già, subito assunto da quello che è considerato dagli addetti ai lavori il miglior ristorante al mondo”. 

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“Secondo la banca dati Excelsior di Unioncamere, il 69% dei potenziali datori di lavoro denuncia ancora difficoltà nel reperire personale di cucina qualificato. Nel 50,7% dei casi, l’ostacolo principale è rappresentato da una preparazione inadeguata. Studiare in Alma garantisce l’acquisizione non solo di una forte etica e delle tecniche di lavoro corrette ma anche di competenze trasversali molto importanti per la professione di cuoco: mi riferisco, ad esempio, alla capacità di lavorare in gruppo - promuoviamo attività di team building ad hoc - e all’utilizzo di strumenti e tecnologie d’avanguardia. Per noi è poi fondamentale aiutare i ragazzi a maturare una riflessione su tematiche sensibili come quelle della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e del riuso: non dimentichiamo che in Italia, in media, si sprecano tuttora 110 chilogrammi di cibo all’anno a persona”.

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