Diavulicchio di Carovigno, il peperoncino si fa crema e birra artigianale

L’associazione Effetto Serranova in collaborazione con l’azienda agricola “Calemone” di Carovigno e il birrificio “Gruit” di Brindisi ha realizzato due prodotti per far rivivere una vecchia cultivar

CAROVIGNO- “Peccato, si potrebbe perdere e vogliamo farlo diventare un presidio”: sull’etichetta della bottiglia è scritto “afrodisiaco naturale”, birra chiara aromatizzata al peperoncino diavulicchio di Carovigno e il barattolo contiene la crema della stessa cultivar.

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Questa è la sfida di Angela Argentieri, originaria di San Michele Salentino e presidente dell’associazione “Effetto SerraNova” che, grazie all’appoggio dei suoi associati e dell’azienda agricola “Calemone” del famoso pomodoro fiaschetto, e del birrificio artigianale di Brindisi, “Gruit”, ha potuto dare una seconda vita alla vecchia cultivar diavulicchio di Carovigno, un peperoncino che se colto ancora verde dalla pianta è sostanzialmente dolce, ma lasciato, diventa rosso e piccante.

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“L’anno scorso ci è venuto il pallino della vecchia cultivar perché una fruttivendola di Carovigno aveva le ultime piantine” racconta una esuberante Angela Argentieri che solo nella serata di sabato ha assaggiato per la prima volta la birra “Effetto diavulcchio di Serranova”, prodotta dal birrificio artigianale Gruit di Brindisi. “Così con tutta l’associazione, sul terreno di un socio, siamo riusciti a coltivare duemila piantine che abbiamo portato avanti durante il lockdown” dice, facendo percepire l’emozione di un piccolo sogno realizzato.

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Angela Argentieri vive da dieci anni a Serranova con il marito Andrea, originario di Brindisi, “perché volevamo vivere in una comunità e campagna tranquille”, ma da quando nel 2016 hanno fondato l’associazione “Effetto SerraNova” hanno coinvolto tutti nelle loro serate organizzate in occasione della Focara e “Porta cu te, ca mangi cu me”. E nel 2019 hanno perfino realizzato la “sagra dei curnaletti” che quest’anno non ha visto la seconda edizione a causa della pandemia da Covid-19. “Ma speriamo di rifarla presto”.

E Angela Argentieri, che ha già in cantiere nuovi progetti, non si è accontentata solo di far rivivere l’antica cultivar nella fermentazione del luppolo, ma ha voluto anche la crema. “L’azienda Calemone che produce il pomodoro fiaschetto ci ha aiutato ad amalgamarlo con il peperoncino ed ecco che, di pari passo con la birra, è stata confezionata anche la crema”. Ma, Angela, com’è questa birra? È particolare, molto pastosa e delicata. La trovate al Gruit solo da un giorno, provatela e fatemi sapere se vi piace”.

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