San Michele, Pinuccio di Striscia: “Sono il principe di Spigola, il paese è mio”

Dopo le richieste del principe Giuliano Dentice di Frasso: “Se regala la proprietà ai cittadini, il Comune gli fa una statua"

SAN MICHELE SALENTINO – Pinuccio, l’inviato barese di Striscia la Notizia, per un giorno è diventato principe: “Carissimi amici sono a San Michele Salentino, io sono il principe spigola di scoglio e questo paese è tutto mio e mi devono dare i soldi. Hai capito Sabino?”.

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L’inviato di Striscia

E’ arrivato a San Michele, nato sulle proprietà del principe Dentice di Frasso, con la corona in testa. Corona di plastica, come quelle che adorano le bambine quando giocano o si vestono da principesse. Trasferta nel Brindisino per cercare di risolvere il caso legato all’enfiteusi che, di fatto, sta bloccando l’economia del paese.

“Nell’800 i terreni erano tutti di un principe che manteneva la proprietà e dava il possesso agli agricoltori e in cambio chiedeva una parte del raccolto, un po’ di grano e di olio. Poi con il tempo è sorto il paese, Sabino”, ha spiegato all’inseparabile compagno di avventure. E Sabino: “Le case”. “Sì. La famiglia nobiliare è stata in silenzio, ma un certo punto un erede si è alzato e ha detto: “Ehi voi, dove sta là, dovete dare i soldi a me, perché io sono il proprietario”. Striscia, a questo punto ha inserito una celebre battuta di Alberto Sordi nel montaggio del servizio che è stato mandato in onda nella serata di ieri. Il servizio è stato pubblicato sulla pagina Facebook dell'Amministrazione cittadina.

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La richiesta di pagamento

“Quindi, io principe di Scoglio ora voglio l’enfiteusi, ovvero il canone che mi dovevano dare, quindi segna questa casa: mille euro, , quella affianco 1.500. Andiamo, andiamo, facciamo un po’ di soldi: 1.800”. Ovviamente Sabino ha annotato tutti gli importi sul taccuino.

Pinuccio, il neo principe, ha incontrato alcuni degli abitanti di San Michele: “Tutte le banche hanno sospeso l’erogazione dei mutui per questa situazione incresciosa. Non è semplice risolvere. Per quanto riguarda i mutui, è ancora peggio perché sono tutti ragazzi che vogliono mettere casa. Case in affitto non esistono”.

Pinuccio, a quel punto, si è trasferito davanti alla chiesa del paese: “Anche la chiesa è mia. Quanto possiamo chiedere?”. Sabino: “Chiediamo l’indulgenza”. E Pinuccio: “Niente soldi? E matrimonio a mia nipote gratis, scrivi”. Altra tappa: “Pure la scuola è mia. Quanto chiediamo?”. Sabino: “Duemila euro, a bambino”. “No, mi sembra un po’ troppo, facciamo duemila euro a maestra, bidelli 1.500”.

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L’incontro con il sindaco

Alla fine del tour, Pinuccio è arrivato in Municipio per incontrare il sindaco, Giovanni Allegrini. Per il colloquio con il primo cittadino ha tolto la corona: “Praticamente anche dove stiamo noi, non è palazzo del comune, ma di un principe. Cosa sta accadendo qui?”. Allegrini ha spiegato: “Parliamo dell’enfiteusi, un retaggio di epoca del diritto romano, ancora oggi purtroppo attuale nel nostro comune, per cui ci troviamo a occupare questa grave situazione: diversi concittadini hanno avuto lettere con importi esosi, si è svegliato questo principe dopo 80 anni che non chiedeva nessun canone”.

“ Parliamo di lettere con importi di 20 e 30mila euro e non mi sembra per niente corretto perché stiamo entrando nella speculazione”, ha detto Allegrini. “Tra l’altro San Michele ha una via intitolata ai Dentice di  Frasso, oltre ad avere il simbolo della famiglia nello stesso comunale”.

La statua e la piazza

Pinuccio ha ripreso la parola: “Se poi il principe, nella sua magnanimità, dovesse che ne so, regalare la proprietà del Comune, una piazza gliela dobbiamo fare”. E il primo cittadino: “Prendo l’impegno di dedicargli anche una statua”. L’ironia di Pinuccio: “Un bel dentice, fresco”. Il sindaco: “Assolutamente sì., freschissimo”.

“Noi ci auguriamo che lo Stato intervenga, perché si sta vivendo una situazione ottocentesca”. Sabino: “Ottocento”. E l’inviato di Striscia: “No, no, ottocentesca. Ci auguriamo che il principe nella sua magnanimità, regali la proprietà a tutti i cittadini e come ha detto il sindaco, gli fanno una bella statua e gli dedicano pure una piazza, quindi Sabino vuoi dire qualcosa?. “La piazza del Dentice”.  Cosa succederà a San Michele Salentino? Il principe risponderà a Pinuccio, diventato lui stesso principe per un giorno?.

Il Comune

L’Amministrazione Comunale in passato ha convocato un Consiglio comunale monotematico, presentato vari ordini del giorno e ha sollevato il caso coinvolgendo deputati e senatori. "Abbiamo anche scritto al presidente della Repubblica  Mattarella, al premier Conte, al Ministro Salvini e a tutti gli organi di stampa, nazionali e locali", sottolinea il sindaco dopo il servizio mandato in onda su Canale 5.

"La nostra azione amministrativa si è sviluppata verso alcune direttrici fondamentali: la richiesta di un intervento legislativo con l’abolizione di questo arcaico e desueto istituto o, almeno, un intervento legislativo che quantifichi il canone e, quindi, il costo d’affrancazione; un intervento giudiziario relativamente alla quantificazione del canone;  un accordo complessivo, con gli eredi Principi Dentice di Frasso, sul canone e sulla relativa affrancazione", prosegue.

"Nonostante alcune leggi abbiano abolito l’istituto ( n.74/58, n.3/74 e n.16/74), attualmente esiste un vuoto legislativo in merito alla quantificazione del canone enfiteutico, utilizzabile anche per accedere all’affrancazione, considerato che varie leggi che si sono succedute sono state, in tutto in parte, dichiarate incostituzionali. Per questo si è intrapresa, anche, la strada dell’azione giudiziaria il cui punto di partenza è stata una recente sentenza del Tribunale di Brindisi che ha stabilito, per l’affranco, che il parametro necessario per il calcolo del canone è il reddito domenicale rivalutato".

Il primo cittadino richiama quanto affermato dall’Avvocatura dello Stato con nota 8475 del 19/12/1999, l’attività di miglioria che è richiesta all’enfiteuta, deve ritenersi intrinsecamente connessa alla natura del fondo stesso. Nella stessa nota il predetto Organo dello Stato afferma che “…i fabbricati costruiti su terreni gravati da livello non possono essere considerati migliorie, in quanto esula completamente dagli obblighi gravanti sull’enfiteuta-livellario, ogni attività di trasformazione edilizia.” Alla luce di ciò, nessun diritto possono vantare i principi Dentice di Frasso sugli immobili esistenti sul nostro territorio comunale", sottolinea

"È vero, i tempi della giustizia e l’urgenza di risolvere quanto prima questa situazione, ha portato questa Amministrazione a trovare un accordo con gli eredi invitandoli in Municipio. Preliminarmente, pur constatando gli interessi di tutte le parti ad addivenire ad un accordo, vi era una contrapposizione netta tra la posizione del concedente e quella degli altri partecipanti. Il concedente ha chiesto di ripartire dall’accordo fatto con la Cgil, cioè  25 euro a metro quadro per le case e tremila euro ad ettaro per i terreni".

"La parte politica, al completo, ha ritenuto, invece, irricevibile tale richiesta, considerandola esosa ed ingiusta per i cittadini sanmichelani, soprattutto patendo dal fatto che i fabbricati sono stati costruiti dagli enfiteuti. Questa è la situazione di fronte alla quale non esiterò a fare un passo indietro per difendere i miei cittadini ed il mio territorio che sta pagando le conseguenze, soprattutto, dal punto di vista economico. Per questo, oggi più che mai, è necessario che Istituzioni, cittadini ed il Comitato No-Enfiteusi, nei confronti del quale non ci sono mai state contrarietà, facciano fronte comune".

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