Sabato, 13 Luglio 2024
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Giro d'Italia in bici, oltre la disabilità: giovane non vedente fa tappa a Brindisi

Accolte nel capoluogo adriatico dai rappresentati locali della Federazione Italiana ambiente e bicicletta, Giusi e la sua accompagnatrice Laura sono partite da Milano alla volta di Lecce

BRINDISI -  Sono giunte in città ieri (25 ottobre) per mezzo di un tandem. Giusi Parisi, 34enne non vedente dalla nascita originaria di Ceglie Messapica ma residente a Milano, e Laura Seroni, la sua accompagnatrice. Un vero e proprio giro d'Italia partito lo scorso 30 settembre dal capoluogo lombardo e concluso oggi nella vicina Lecce. 

Il progetto, ironicamente intitolato “Ragazze in tandem...alla cieca”, coinvolge in totale cinque donne (delle quali tre non vedenti) ed è volto a favorire l’utilizzo di questo specifico mezzo di trasporto che permette anche alle persone con disabilità di scoprire e affrontare entusiasmanti avventure. Inoltre, è un'occasione per promuovere la bicicletta come mezzo di inclusività, oltreché al fine di sensibilizzare la gente sul tema delle barriere fisiche e mentali presenti nella società. Giusi è stata accompagnata da alcune amiche che si sono alternate alla guida. 

Al loro arrivo a Brindisi, le sportive sono state accolte dall’associazione Fiab presso L’accademia degli Erranti con i loro rappresentanti Jeff Gromen e Rosy Barretta, quest'ultima presidente dell'associazione Brindisi e le Antiche Strade.

Grazie alla partnership con Fiab Brindisi (Federazione Italiana ambiente e bicicletta), Giusi e Laura sono poi state accolte presso l’Hotel Torino: uno spazio "bike friendly" particolarmente attento ai temi dell’inclusione e della sostenibilità ambientale, che cerca di promuovere la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico, in un quadro di riqualificazione dell'ambiente.

"Lo sport è stato una sorta di sfida e di riscatto - racconta Giusi nel mezzo del suo cammino - ho voluto trasmettere agli altri la mia passione per la bici. Vorrei sensibilizzare sull'importanza dello sport inclusivo, mettere in luce come possa fungere da scambio e condivisione". 

"Quando si pedala si crea una sinergia unica tra le due persone - racconta l'accompagnatrice Laura - ognuna è indispensabile all'altra. Per ogni singolo momento, non vedere non è più un ostacolo bensì una ricchezza".

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