Gli impermeabili da pesca diventano fashion: mesagnese crea nuovo brand

Impermeabili, borse, cappelli, stivali e zaini variopinti: il lifestyle di Giulia Petronella pubblicato su VanityFair. Da azienda di famiglia al marchio Woo

MESAGNE- “Woo sta per waterproof, ho creato una sorta di onomatopea invece di wau, e poi in inglese significa ‘corteggiare’”: la mesagnese Giulia Petronella, classe 1991, è apparsa con le proprie innovative creazioni sulla rivista VanityFair, tra gli impermeabili sinonimo di lusso e stile come Gucci e Burberry. “L’animo di Woo è quello di un esploratore che si meraviglia andando in giro per il mondo” racconta la graphic designer che ha rivoluzionato l’azienda di famiglia Raitex, con sede alla zona industriale di Mesagne, da 35 anni produttrice delle salopette, giacche e cerate per i pescatori e gli agricoltori.

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In Woo c’è tutto di Giulia Petronella, dalla voglia di viaggiare alla propria famiglia e i valori con cui è cresciuta: “Fin da piccola volevo fare l’imprenditrice perché ho sempre vissuto questa realtà”, racconta mentre le tremano le mani per l’emozione e un intenso entusiasmo che cerca di tenere a bada. “Dopo il diploma di commerciale, poiché sono una tipa cui piace mettersi sempre alla prova con cose impossibili, ho deciso di trasferirmi a Trento per studiare alla facoltà di Ingegneria dell’informazione e dell’organizzazione d’impresa” ci dice, mentre accenna al fatto che il padre voleva che studiasse giurisprudenza perché “ha molta memoria ed è per la giustizia”, ma fa sempre il contrario di ciò che le viene detto.

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Dopo la laurea triennale si è spostata a Venezia per la specialistica, si è convertita al Buddismo “e mi si è smosso tutto” racconta con il sorriso negli occhi, agitando i polsi pieni di bracciali e ciondoli che producono un tintinnìo in sintonia con la voce squillante. “Stavo ricadendo nell’anoressia appena arrivata nella nuova città, ma il rispetto della donna e il valore per la mia vita che mi ha insegnato il Buddismo mi hanno permesso di affrontare una nuova sfida e rinascere”. Giulia Petronella, già in passato, con caparbietà e forza di volontà aveva superato un periodo delicato e difficile perché durante le scuole superiori veniva bullizzata dagli altri ragazzi che la definivano una “secchiona”. Ma un riscatto per sé stessa è presto arrivato, perché dopo aver avuto eccellenti esperienze professionali all’interno di note multinazionali che l’hanno immediatamente assunta dopo la laurea, ha deciso che doveva tornare nella propria città natale, Mesagne, dai propri cari perché tutti i posti in cui ha viaggiato e vissuto non li ha mai percepiti come la propria casa. “Perfino la casa con giardino in cui vivevo a Venezia, sembrava tutto così perfetto. Mi sentivo come Barbie”. Poi, la scelta definitiva.

“Sono tornata dai miei genitori dopo più di dieci anni vissuti tra Venezia e Trento. E i tanti viaggi che ho fatto sola tra le principali Nazioni europee” ed è in uno degli ultimi viaggi alla scoperta di sé stessa che ha avuto l’”illuminazione” di creare delle cerate da utilizzare nei giorni di pioggia, in giro per la città. Non solo nell’ittica e nell’agricoltura come aveva fatto fino ad allora l’azienda di famiglia Raitex.

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“Ero in Danimarca, poi in Svezia e tutti passeggiavano tranquilli sotto alla pioggia mentre io cercavo un riparo. Avevo la soluzione sotto agli occhi”. Allora chiese alle sarte del laboratorio di realizzare alcuni modelli sugli schizzi che lei disegnava. “All’inizio non è stato semplice perché le sarte ormai da anni cucivano gli stessi tagli di salopette, cerate e impermeabili. Ma ci siamo riuscite e a febbraio ho registrato il mio brand Woo”. Ed è con questa griffe che prima di approdare sulla rivista VanityFair, ha partecipato per due anni alla fiera East Market Festival di Milano, un mercato in linea con la tradizione londinese cui partecipano startup, e dov’è stata notata dalla blogger che gira col camper nel Nord Europa, Alice (A Gipsy in the kitchen), innamorata dei primi prototipi di impermeabili in pvc. “Li porto in giro con me, nei miei viaggi, farò le foto indossandoli”. Da Alice, le foto sono apparse su varie riviste fino all’articolo pubblicato su VanityFair il 7 giugno, relativo alla selezione di abiti waterproof. “Non ci credevo, ero e sono ancora emozionatissima, non riesco a trovare le parole” confida mentre le guance arrossiscono e tira un sospiro. Anche se Giulia Petronella quando ha lavorato per le multinazionali che curano le campagne pubblicitarie di noti punti vendita, ha visto pubblicati i propri risultati sulle riviste di Condé Nast.

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“Poi con l’aiuto di un mio caro amico fotografo di Mesagne, che vive a Milano, Marco Pionato, ho realizzato il primo shooting con modelli e modelle che hanno risposto al mio annuncio su facebook. Ma anche con i ragazzi dello Sprar che ho coinvolto nel primo progetto fotografico”. Quelle foto sono state scattate tra il Villaggio Pescatori di Brindisi e Torre Guaceto. E se non ne avete abbastanza di colori e cerate, se vi sentite corteggiati, consultate il sito www.woo-official.com e scegliete l’impermeabile e l’accessorio che fa per voi. Dentro troverete tutta la passione e l’amore di Giulia Petronella, per la propria famiglia e per la propria terra.

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