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Capodanno: sindaci e commissari vietano "botti" e fuochi d'artificio

Emesse le prime ordinanze che vietano botti e fuochi d'artificio, ma c'è da scommettere che anche quest'anno i divieti saranno disattesi

A pochi giorni dalla notte di San Silvestro, come di consueto, sindaci e commissari prefettizi impongono il divieto di “botti” e fuochi d’artificio, per un arco temporale che, nella maggior parte dei casi, si estenderà fino alla festa dell’Epifania. Si tratta di un divieto emesso con l’obiettivo di tutelare l’incolumità dei cittadini, salvaguardando in particolar modo i bambini dai rischi che potrebbero scaturire dalla raccolta dei botti inesplosi, e il benessere degli amici a quattro zampe, estremamente sensibili alle esplosioni.

Si accettano scommesse, però, sul fatto che anche quest’anno le ordinanze verranno disattese. Sarà impossibile, del resto, esercitare la men che minima forma di controllo sulle migliaia di famiglie che terranno fede alla tradizione di festeggiare l'arrivo del nuovo anno facendo saltare in aria i vari prodotti pirotecnici disponibili, in gran numero, sul mercato. 

Le singole ordinanze

I primi due Comuni in cui sono state adottate le ordinanza “anti botti” sono quelli di Fasano e Francavilla Fontana. A Fasano, il sindaco Francesco Zaccaria ha imposto un divieto vigente dalle 18 del 28 dicembre e fino alle ore 7 dell’8 gennaio 2018. 

Sarà vietato lo scoppio di petardi, mortaretti ed altri oggetti pirotecnici, negli spazi pubblici (vie e piazze) di Fasano e frazioni, e in quegli spazi privati (cortili, giardini, balconi e finestre) il cui scoppio dei “botti” può raggiungere aree e spazi pubblici. È fatto divieto di scoppio negli spazi privati anche di quei “botti” non posti in libera vendita senza la licenza, così come è vietato l’utilizzo di fuochi pirotecnici posti in libera vendita ma senza rispettare le istruzioni contenute nell’etichetta.

Zaccaria motiva il divieto per “prevenire e contrastare azioni di disturbo, pericolo e danno alle persone, agli animali ed alle cose”, soprattutto in considerazione che la pratica degli scoppi di materiale pirotecnico “anche a causa del volume di forza esplodente che viene liberato dalla contemporaneità degli scoppi, a cavallo fra il 31 dicembre ed il 1° gennaio, rischia di produrre danni o lesioni alle persone, anche gravi e gravissimi, provocati dall’uso improprio o dal malfunzionamento di detti ordigni, oltre ad effetti traumatici agli animali a causa del panico da rumore”.        

A Francavilla il commissario prefettizio “ordina il divieto a far esplodere fuochi d’artificio, petardi, “botti”, artifici pirotecnici di vario genere e di qualsiasi tipo, compresi quelli ad effetto illuminante, anche se di libera vendita su tutto il territorio comunale, (con decorrenza dalla data di pubblicazione sull’Albo Pretorio della presente Ordinanza e sino al 06.01.2018), nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, nonché in luoghi privati laddove possano verificarsi ricadute degli effetti pirotecnici sui luoghi pubblici”.

Spetterà al comando di polizia locale il compito di “vigilare sulla corretta attuazione della presente ordinanza e di far osservare quanto in essa contenuto, nonché di irrogare le relative sanzioni amministrative nei confronti dei soggetti trasgressori”.

A San Vito dei Normanni il divieto sarà vigente su tutto il territorio comunale, dal 30 dicembre 2017 al 6 gennaio 2018.  "La violazione di tale ordinanza sarà punita con una sanzione pecuniaria che può partire da 25 euro e arrivare a 500 euro". "Deroghe potranno essere concesse dall’Amministrazione Comunale su richiesta scritta e motivata nell’ambito dello svolgimento di particolari manifestazioni".

A Mesagne l’ordinanza (n. 16/2017) è in vigore già dallo scorso 21 dicembre 2017 e sarà vigente fino al prossimo 1° gennaio 2018. «Deroghe – recita ancora il testo dell’ordinanza sindacale - potranno essere concesse dall’Amministrazione Comunale, su richiesta scritta e motivata, nell’ambito della tenuta di particolari manifestazioni». Per i trasgressori sono previste multe da euro 50,00 a 300,00 euro e «delle violazioni commesse dai minori risponderanno coloro i quali sono tenuti alla loro sorveglianza».

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