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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Pagamenti con POS: quando non è possibile pagare con carta

Spesso accade di recarsi presso alcune attività commerciali e che non sia prevista la possibilità di pagamento con POS. E' consentito tutto ciò dalla legge? La nostra guida offre un breve resoconto sulla situazione locale, e suggerisce le soluzioni appropriate per i consumatori

Nella provincia di Brindisi, come per molte altre zone del Paese, spesso ci si imbatte in alcune attività commerciali e lavorative che non consentono l’emissione di pagamenti con il POS. 

Andando in un ristorante per magiare solo un primo piatto, per esempio, può capitare di non avere contanti e allora le soluzioni possono essere due: o si ripara lavando i piatti insieme ai lavoratori dell’attività, oppure si può pagare con l’apposito terminale elettronico.

Al di là degli scherzi, il problema è emerso anche la scorsa estate quando molti turisti, venuti in vacanza nel territorio, hanno manifestato sui social network le difficoltà nel compiere  versamenti di denaro con carta. Questione che però non ha riguardato solo i commercianti ma anche alcuni apparati del servizio pubblico, come i parcometri-auto per cui in molti casi è necessario il solo utilizzo del contante.

La domanda, dunque, sorge spontanea: ma il POS è obbligatorio?

Per le attività commerciali la risposta è si. L’obbligo è in vigore addirittura dal 2014, ma ancora molte attività lavorative non sono intervenute al riguardo, adeguandosi alla vigente normativa. Si parla di una stima che tocca addirittura il 20% delle attività nazionali. La soglia per l’utilizzo con la Legge di Bilancio 2020 è pari a 5 euro, mentre in passato era fissata a 30 euro (Legge di Stabilità 2016).

Come fare?

Il governo Draghi sta attenzionando la questione, cercando di programmare delle nuove azioni volte a contrastare l’evasione fiscale. Finora questo rimane un tema aperto, che non ha ottenuto grandi risultati; le iniziative intraprese si sono rivelate insufficienti. Probabilmente perchè da un lato si pone il problema di porre rimedio ad una norma che non tiene molto in considerazione le problematiche dei commercianti, e che dall’altro lato sta comunque svantaggiando i clienti; inoltre, vige la consapevolezza che il vero problema da risolvere a monte è quello culturale.
Il Condacons, associazione nazionale che tutela i diritti dei consumatori, si è espresso in maniera molto chiara: se ci si dovesse trovare davanti ad una situazione del genere è necessario lasciare la merce e non ultimare l’acquisto, contattando le autorità preposte.

Soluzioni:
Iniziare una politica culturale che contrasti in modo efficace l’evasione fiscale è il primo passo da compiere. Ma non si può nemmeno trascurare la necessità di compiere un tavolo d’incontro con i commercianti, anche su base locale. E’ importante capire quali sono le problematiche vere; il trucco è, infatti, quello di rendere conveniente una misura normativa. Molte attività, per esempio, ritengono che la soglia di 5 euro sia bassa, questione da affrontare con gli addetti del settore che non possono essere estromessi da giudizi al riguardo.
 

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