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La statua in bronzo del console Lucio Emilio Paolo Macedonico

La statua in bronzo del console Lucio Emilio Paolo Macedonico

Nuovo viaggio per il console Lucio Emilio Paolo. Ma last-minute

La statua in bronzo del vincitore di Pidna prestata a Trieste sino a maggio. Le critiche di Bozzetti

BRINDISI – “Profectus ex Italia classem a Brundisio sole orto solvi; nona diei hora cum omnibus meis navibus Corcyram tenui”. Quella volta, era il 167 avanti Cristo, come racconta lo storico Livio, il console Lucio Emilio Paolo lasciava Brindisi al levar del sole con la sua flotta, per recarsi in Grecia a risolvere le grane che aveva Roma con il re Perseo di Macedonia, il quale aveva già messo in  difficoltà le legioni e i consoli inviati in precedenza. Tappa a Corfù, sacrificio propiziatorio a Delfi, e poi nel 168 la pattaglia di Pidna in cui Lucio Emilio Paolo alla testa dei suoi uomini ribaltò le sorti dello scontro spezzando in due la falange macedone e uccidendo 20mila nemici. E dire che il console non era un giovanetto, ma un sessantenne sia pure ancora vigoroso. Suo padre, l’altro Lucio Emilio Paolo, era uno dei consoli morti nella battaglia di Canne.

Cosa c’entra questo preambolo? C’entra perché ora Lucio Emilio Paolo Macedonico riparte da Brindisi ma per Trieste. O meglio, è la sua effigie in bronzo a lasciare il Museo archeologico regionale Ribezzo assieme ad un’altra ventina di reperti, su richiesta del Mibact, e a quanto pare con brevissimo preavviso per il museo.  Se ne duole il consigliere regionale brindisino del Movimento 5 Stelle, Gianluca Bozzetti, sia per la procedura a tamburo battente adottata, che per il fatto che la Sala dei Bronzi del Museo Ribezzo resterà praticamente vuota sino al primo giorno di maggio (più viaggio di ritorno). Insomma, noi ai turisti che faremo vedere? E’ proprio il mese delle polemiche archeologiche, questo  novembre 2017, se si aggiunge quella sul Bacco di Brindisi trasferito a Francavilla Fontana.

Museo Ribezzo

Certo Lucio Emilio Paolo stesso inviterebbe a soluzioni più ragionate: lui, tanto per far capire meglio che tipo fosse, non sapeva solo menare le mani e il gladio, ma amava molto la cultura e i libri. Tenne infatti per sé e i propri figli l’immensa biblioteca di Perseo, e mandò al Senato i soldi, in misura tale da rendere possibile ai Renzi e ai Berlusconi dell’epoca di abolire il tributo sulla proprietà dovuto dai cittadini romani. Morì otto anni dopo, di malattia. La sua statua in bronzo ripescata a Punta del Serrone poco a nord-ovest del porto con altre parti di opere, ha fatto supporre agli archeologi che si trattasse di un carico di opere d’arte ridotte in pezzi per nuove fusioni, trasportato proprio dalla Grecia verso Brindisi dove la nave oneraria finì i suoi giorni sulle micidiali secche intorno a Punta Penne.

Ma ecco la polemica sul nuovo viaggio del console. “Nella giornata odierna con ogni probabilità 25 reperti del Museo Archeologico Provinciale Francesco Ribezzo (ormai regionale, ndr) di Brindisi, tra cui il pezzo più pregiato ovvero la statua del Console Lucio Emilio Paolo, verranno trasportati a Trieste per essere esposti all’interno di una mostra che durerà fino a maggio”, fa sapere il consigliere del M5S Gianluca Bozzetti. “La Soprintendenza ha comunicato la data del trasferimento alla direzione del Museo con sole 24 ore di anticipo. Sappiamo che la nuova soprintendente per i Beni Archeologici di Lecce Taranto e Brindisi, Maria Piccarreta, ha semplicemente attuato la procedura prevista dalla legge che disciplina i prestiti dei reperti di proprietà dello Stato”.

Museo di Brindisi, prua di nave

Tuttavia, aggiunge Bozzetti, “ci saremmo aspettati un maggiore coinvolgimento delle istituzioni a tutti i livelli, compreso l’assessorato regionale alla Cultura, da cui il Museo oggi dipende, prima di dare il consenso al trasferimento di un numero così importante di reperti. Ci piacerebbe poi sapere come mai quest’anno si sia rilasciato il nulla osta per il trasferimento della statua del console Lucio Emilio Paolo a Trieste, mentre l’anno scorso fu vietato il trasporto a Firenze a causa delle condizioni ‘non ottimali’ dell’opera. Con il prestito di questi reperti si è andati, tra l’altro, a svuotare l’ala più ampia del Museo – aggiunge il consigliere regionale pentastellato - quella che ospita i ritrovamenti peculiari simbolo dell'identità delle nostre zone, senza prevedere alcun tipo di sostituzione temporanea”.

“Per queste ragioni - fa sapere Bozzetti - già nella giornata di ieri ho avvisato l’assessore Loredana Capone e ottenuto il suo impegno a contattare la Soprintendenza per far arrivare, nel minor tempo possibile, altri reperti a copertura della vacanza venutasi a creare”. Per evitare il ripetersi di simili situazioni Bozzetti chiede che venga siglato al più presto un Protocollo che preveda riunioni periodiche tra tutti gli attori interessati per programmare le attività dei Musei.  “È importante conoscere per tempo gli eventuali prestiti di reperti statali ad altri musei in modo da poter capire come far fronte a quelle mancanze e poter informare con il giusto preavviso i turisti e chi organizza gli itinerari per le visite guidate. La Statua di Lucio Emilio Paolo ad esempio è tra le più importanti in Italia e dispiace che i turisti che in questi mesi arriveranno a Brindisi non potranno ammirarla”. Ave, Lucio Emilio Paolo, torna presto. Per chi passa da Trieste, ecco l’indirizzo provvisorio: “Nel mare dell’intimità. L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico”, 16 dicembre 2017 – 1 maggio 2018, Salone degli Incanti. In fondo, un po’ di pubblicità per Brindisi ci sta pure.

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