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Patrimonio linguistico, presentato "Il dizionario mesagnese"

Si è svolta nel pomeriggio di ieri, 20 novembre, la conferenza stampa per la presentazione del volume scritto e curato da Marcello Ignone. La cittadinanza è invitata a partecipare all'incontro di domenica 24 nell'auditorium del Castello di Mesagne

MESAGNE- Ci sono voluti 48 anni di approfondita ricerca e studio per compilare la ponderosa opera di 864 pagine di “mesagnesità” della Terra che sta tra i due mari, teatro della guerra tra Longobardi e Bizantini e della dominazione Normanno- Sveva: Marcello Ignone ha presentato nel pomeriggio di ieri, 20 novembre, nella sala dell’associazione Giuseppe Di Vittorio, “Il dizionario mesagnese”, cuore pulsante della lingua dialettale composto da 8500 lemmi, giochi, proverbi, modi di dire, locuzioni, soprannomi e tradizioni della città di Mesagne.

IMG-20191119-WA0037-2«Ho sentito quasi un obbligo morale» ha raccontato Marcello Ignone «una sorta di passaggio di testimone con mio nonno venuto a mancare nel 1971. All’epoca frequentavo il liceo e per tutto quello che mi aveva insegnato ho deciso che avrei lasciato un documento alle nuove generazioni».

Nonostante la difficoltà nel ricostruire alcune etimologie, poiché la derivazione del dialetto mesagnese affonda le radici nel latino medievale, Marcello Ignone è riuscito a plasmare un’opera figlia della storia che ha attraversato le voci, le cadenze, i suoni e le bocche di cavalieri, dame, guerrieri, schiavi e re.

«La lingua si evolve, è viva e il dialetto mesagnese è anche una lingua concreta: non si può fare filosofia con la pragmaticità del duro lavoro del contadino che vive alla giornata» prosegue facendo un salto nel passato e spiegando che il dialetto mesagnese deve la sua nascita a due grandi momenti storici. «La prima influenza si attribuisce all’800, durante la guerra tra Longobardi e Bizantini. La seconda risale alla dominazione Normanno- Sveva tra l’800 e il 1200, con alcuni apporti successivi dei Coronei intorno al 1400, i Saraceni e i Turchi, gli Spagnoli e la lingua albanese».

Ma il dialetto mesagnese è anche l’amalgamarsi di influenze linguistiche belliche e postbelliche. Insomma, un lavoro quello di Marcello Ignone, portato a termine con passione e dedizione, ritagliano e rubando il tempo al lavoro, tra tantissimi documenti schedati e a volte anche colorati per individuare immediatamente una branca.

Il professore Ignone ha dato forma scritta alla grammatica orale, agli aggettivi, alle subordinate, alle regole che ha scoperto esistere nel dialetto mesagnese, per preservarne l’identità e valorizzarla.

Così, finalmente, anche i bambini che ascoltano parlare i loro nonni sapranno dare un significato alle parole arcaiche che gli sentiranno pronunciare. E magari potremo vederli per strada a riprendere gli antichi giochi, piuttosto che stare davanti alla play station o al tablet.

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«Per esempio, scintrusu, è un termine tipicamente mesagnese. Deriva dal latino, e vuol dire “fuori centro, perdere il senno” e deve essere pronunciato con la S strascicata». Dunque, da oggi, anche la città di Mesagne, come per esempio quella di Ostuni che aveva già pubblicato il suo dizionario negli anni ’50, avrà la raccolta del proprio dialetto. “Il dizionario mesagnese”, scritto e curato da Marcello Ignone, rilegato dalla tipografia Locopress di Mesagne per Giordano Editore, e con il contributo dell’associazione Giuseppe Di Vittorio e patrocinio del Comune, sarà presentato alla cittadinanza domenica 24 novembre alle 10 nell’auditorium del Castello Normanno-svevo.

Presentazione Dizionario Mesagnese

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