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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Quaremma, origine e significato dell'antica tradizione popolare

Da un lato il suo significato è legato alla "laboriosità", dall'altro alla "penitenza": un concetto - quest'ultimo - che contraddistingue il periodo precedente alla Pasqua

BRINDISI - Nella Puglia meridionale, in questo periodo, può capitare di imbattersi al cospetto di alcuni pupazzi esposti per le strade. Sono simili alla più comune Befana, ma in realtà con lei non hanno nulla a che fare. 

Si tratta della Quaremma, il carattaristico fantoccio che raffigura un'anziana donna vestita di nero.

Nel territorio, secondo la tradizione, viene esposta sui balconi delle case a partire dal mercoledì delle ceneri, conseguente al periodo di Carnevale, e rimane disponibile alla vista dei passanti fino al giorno di Pasqua. 

Come spesso accade in questi casi, l'origine del termine non si può definire con certezza. L'ipotesi più accreditata ne associa la derivazione al francese “Careme”, che riporta alla parola "Quaresima". Probabilmente, a causa della presenza di soldati transalpini nel territorio intorno al XIV secolo. 

Il significato della Quaremma da un lato è legato al concetto di "laboriosità": ogni pupazzo, infatti, nella mano destra porta un fuso ed un filo di lana utili per tessere. Questi particolari fanno riferimento al "tempo impiegato" e alla "pazienza". 

Nella mano sinistra, invece, è ricorrente un’arancia amara, talvolta sostituita da un melograno: simboli di penitenza e sacrificio. Due concetti - questi ultimi - che contraddistinguono la fase precedente alle celebrazioni pasquali.

All'interno del frutto, spesso sono inserite sette piume d’uccello (o di gallina), tante quante le settimane che precedono la Pasqua. Ogni sette giorni ne viene tolta una.

Al termine del periodo, il pupazzo viene bruciato per poi essere sostituito da uno nuovo l'anno successivo. 

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