Martedì, 18 Maggio 2021
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Dalla debàcle annunciata al trionfo: la palpitante domenica di un tifoso brindisino

Carmine ingrosso, funzionario pubblico di stanza in Liguria, racconta come ha vissuto la vittoria della Happy Casa sull'Olimpia Milano

Foto Tasco

Carmine ingrosso, funzionario della pubblica amministrazione di stanza in Liguria, grande appassionato di basket e affezionato lettore di BrindisiReport, racconta come ha vissuto la domenica della storica vittoria della Happy Casa Brindisi contro l'Olimpia Milano: un successo valso alla New Basket il primo posto nel campionato di Serie A, a poche giornate dalla fine della regular season. Pubblichiamo di seguito il suo racconto

Sono le 20.15 di una domenica sera come tante. Per smaltire la delusione, alle 18.00 sono andato a fare qualche km di corsa. Se non fosse stato per questo maledetto Covid, adesso sarei qui a soffrire la sindrome del prepartita, di una grande partita. Brindisi contro la Squadra che è quarta in Europa, che si gioca il primo posto in classifica nel campionato di Serie A di basket. Roba che a immaginarla ad inizio anno, tutti ci avrebbero riso dietro dandoci di matti.

E infatti, la partita stasera sarà una debàcle totale. Venderemo cara la pelle, ma…. con “Angiulino” ancora fuori, Dario, Nick (l’asse play pivot, cardine di ogni squadra) e il coach positivi al virus, che ha preso anche il Direttore sportivo…. Ma dove andiamo? Questo pensavo mentre scorreva la strada sotto i piedi, guardando il lungomare che mi tiene compagnia. Bello eh…. Per carità. Bello. Ma tu vuoi mettere i colori del lungomare di Brindisi? Non vorrai mica paragonare un bel tragitto che parte dai corsi, arriva sul lungomare e ti porta fino a Piazzale Lenio Flacco guardando le colonne e il monumento al marinaio? No eh. La Liguria… per carità. Ha il suo perché ma….. appena potrò …. Qualche km sulla costa nord non me lo toglie nessuno. Parcheggio al Casale, e poi via dritto…. Ameno fino al granchio rosso. E se le gambe vorranno, anche fino ad Apani (facciamo Giancola và..ad Apani il prossimo anno).

Sarebbe stato bello esserci, e farsi notare dal Presidente, che in questi anni mi ha visto esultare a Pistoia, a Milano, a Firenze, a Varese, a Brescia, a Cantù, a Torino, a Roma…. Perché io sono un brindisino fuori sede. Uno di quelli che per amare Brindisi, e vedere quanto è bella, va a controllare le stories su instagram di Keelyrwillis, moglie del nostro Derek, uno dei migliori “4” che si siano mai visti a queste latitudini, uno con una cazzimme che Napoli… scansati. E il buon Derek è anche un nativo americano. Innamorato pazzo di Brindisi. Come puoi non amare uno così?

Willis, Champions Happy Casa

Ma mentre un residuo di esaltazione stava per prendermi, vedo entrare in campo l’Olimpia Milano, e con  loro vedo entrare sui legni di Brindisi 28 scudetti, 7 coppe Italia, 4 supercoppe italiane, 3 Euroleghe, 1 coppa intercontinentale, 3 coppa delle coppe e 2 coppa Korac. E vedo il roster… e mi incanto a guardare Sergio Rodriguez Gòmez, detto “el chacho”, con un brillante passato non remoto a Portland, a Sacramento ed a New York, uno che ti fa impazzire solo se provi a marcarlo.  Ed alla fine, entra “Lui”. L’istituzione Basket in Italia. Ettore Messina. Tralasciando ciò che ha vinto allenando in Italia, Nazionale compresa, si presenta a Brindisi uno che ha vinto tutto a Mosca col CSKA, a Madrid con il Real, ma soprattutto ha dato lezioni di basket a Kobe a Los Angeles ed ha vinto un anello NBA a San Antonio dando consigli a Popovich (uno che capisce così poco di Basket che lo hanno chiamato ad allenare la Nazionale USA). 

Stasera sarà un massacro. Dimentichiamo l’andata. Abbiamo vinto ,ma è stato un episodio. Stasera se portiamo a casa la dignità, sarà già tanto. Perché i nostri si sbatteranno, ma….Poi la partita inizia. E la prima palla è loro. Ed il primo canestro è loro. Ma noi rispondiamo. Colpo su colpo. Canestro su canestro. E non ci tiriamo indietro. E lottiamo. E Ousman spinge, salta, taglia, resiste, e segna… e segna… e segna… e Derek la mette da tre, e schiaccia, e difende come un pazzo… ma come si fa a non amare uno così. Lo ho già detto, vero? E Gaspardo? Che sembra un americano per quanto va in alto… e schiaccia, e taglia fuori, e va a rimbalzo, e la mette da tre, e da due, prende e da un sacco di mazzate (sportivamente parlando), ma sempre muto. E Josh Bostic? E’ impazzito? Penetra nella difesa di Milano e la fa a fette, tira da fuori, passa la palla con una precisione che neanche un geometra…

Bostic, Champions 2-2

Primo quarto andato. Siamo avanti. Ma ora vedrai che loro si organizzano. Ci han lasciato giocare e vedrai che… Ma Zanelli rientra, per fortuna non si è fatto nulla però…. Ahia. E’ entrato il Chacho, e sta mettendo in chiaro chi è lui e perché. Ci provano in tanti a fermarlo. Escono anche i lunghi su di lui. Ma Chacho… nulla. La mette sempre. Ci prova anche Derek. Giù sulle gambe, non molla un millimetro, lo fa arretrare fino ai 9 metri (come si può non amare uno così?) ma lui… la mette sempre.
Però… però… a parte Rodriguez, gli altri li teniamo, e che ci frega se anche loro son da NBA o della Nazionale Italiana. Li teniamo, e li teniamo bene. Tirano solo tiri difficili, e quando è così, le cose prima o poi andranno bene. E in attacco, la mette Zanelli, la mette Bostic, la mette Udom, la mettono tutti… e Derek schiaccia, e schiaccia, e tira da tre, e la mette (lo ho già detto che non si può non amare uno così?)

Non oso immaginare le urla nello spogliatoio di Milano, perché Brindisi all’intervallo è avanti. E il terzo quarto è una battaglia, ma una battaglia vera. Milano difende forte, ma noi pure. Milano tira bene, ma noi pure. Il Chacho fa un massacro, ma anche noi, e Bell difende bene, e ci si mette pure Visconti, e Zanelli, il solito Gaspardo. Ousman fa una cosa con il piede perno che neanche Carla Fracci a 17 anni poteva fare, e Derek (cosa è che pensavo di Derek?). Ora ci si mette la partita a scacchi tra coach. Il Chacho e Derek in panca a prendere fiato, perché gli ultimi minuti saranno memorabili. Perché Brindisi è sempre avanti. Il Chacho li aveva riportati a meno tre, poi noi avanti, poi ancora a meno uno, ma poi noi ancora avanti, e nel 4° quarto, andiamo avanti, ancora, e poi ancora. Superiamo 10 punti, poi 11, poi 12, poi 13.

Timeout Alberto Morea-2

Poi rientra Rodriguez. E Milano difende, adesso. Ma anche noi. E Milano segna adesso. Ma anche noi. Ma Milano difende forte forte. Zach LeDay molla una stoppata a Derek che andava a schiacciare così violenta che il capo indiano va a terra, e lo sguardo dice: “not in my home”. Derek ricambia, e lo sguardo dice; “t’ha permessu sta vota… no ti permettiri cchiui”, in brindisino purissimo (come si fa a non adorare quest’uomo?)

E così sarà. Non ce la faccio a raccontare gli ultimi tre minuti. Non li ricordo. Ero troppo intento a saltare sul divano urlando come un pazzo, imprecando, gioendo, incitando neanche fossi al Palaelio, (tanto che il mio padrone di casa mi ha poi chiesto se stessi male). Ricordo Angiulino in tuta in prima fila nel parterre che si comporta peggio del più accanito degli ultras, le interviste alla fine, con il coach di riserva che fa fatica a trattenere le lacrime, e quel signore di Messina che si congratula, così come fanno tutti i suoi. E’ stata una partita giocata con onore da tutti. Anche da Milano.

Milano aveva superstar fuori per turnover? E chi se ne frega. Ai play off sarà tutta un’altra storia? E chi se ne frega. A fine anno sarà difficile trattenere molti di questi giocatori perché verranno loro offerti degli ingaggi dalle migliori squadre d’Europa e d’America? E chi se ne frega. Andrà via anche Willis? E chi… eh no. Questo sarà un dispiacere vero, se accadrà. Quello che conta oggi, è andare a leggere sui social cosa pensano di noi, della nostra squadra, ma soprattutto della nostra città i tifosi delle altre squadre. In tutti i siti specializzati, sulle pagine dei social dedicate al basket si leggono solo cose belle di Brindisi.
Cosa significa questa partita, questo primo posto per noi che siamo lontani? Significa leggere su Brindisi Report di una decisa accelerazione delle procedure preliminari per la costruzione della nuova arena. Perché noi che siamo fuori, appena possiamo, torniamo. E quando torniamo, vogliamo esserci. Tutti. E ci saremo. E vista da qui, credetemi, nulla ripaga come la sorpresa nello sguardo degli interlocutori del “norde” quando gli racconti chi sei, da dove vieni, che eccellenze esprime la tua terra, quale orgoglio si possa provare nel fargli vedere dalle immagini che spettacolo che è la città di Brindisi, e il suo basket. Che spettacolo…. Che spettacolo…..

Se fossi uno sceneggiatore, allora adesso i fatti dovrebbero essere descritti così:
interno: giorno. Sono le 18 di un mercoledì pomeriggio passato lontano da casa. Oggi non c’è bisogno di andare a correre per stemperare la tensione.
Oggi giochiamo a Pesaro, ed è tutta un’altra storia. Angiulino si è tolto la tuta e torna a giocare. E a Pesaro lo hanno notato. Oh, se lo hanno notato Gli altri ancora non ci sono, ma l’atmosfera e tutt’altra. Ed in effetti, questo è stato un pomeriggio rilassante. Abbiamo visto una bella partita, e soprattutto, abbiamo vinto, e vinto bene.
Francamente, oggi ho una carica di tensione così bassa, che già durante la partita ho iniziato a leggere i commenti sui siti specializzati, che, tanto per cambiare, parlavano benissimo di Brindisi.
Me ne è rimasto impresso uno, di un ragazzo che ha affermato: “se Derek continua a giocare così….. divento gay”. Il che, francamente, mi pare che possa dire tutto, molto più di quanto non si farebbe con mille parole…
Che spettacolo…. Che spettacolo….

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