Professione wine broker: storia di una esperta di vini

Mihaela Cojocaru non è una sommelier, ma si è formata alla Wine & spirit education trust di Londra. Oggi tiene corsi e masterclass in Italia e all'estero. Rappresenta l'Italia per WineJump, una nuova piattaforma di vendita online di vino

BRINDISI- “Il vino aiuta tantissimo a mantenermi giovane. Non si dice ‘quel vino non è buono, ma questo vino a me non piace’ perché ciò che non piace a te, può piacere agli altri. Gli asiatici fanno fatica a pronunciare il nome della maggior parte dei vini italiani. Il mondo del vino è casual, più assaggi più stai bene”: non chiamatela sommelier (anche se fa parte dell’Ais), ma Mihaela Cojocaru, splendida 41enne con gli occhi azzurri e una pronuncia elegante dell’italiano e dell’inglese è un’esperta di vino. Qual è la differenza? “Il sommelier fa abbinamento tra vino e cibo, io, invece, conosco i mercati, i prezzi, le tendenze” racconta Mihaela Cojocaru di origine rumena, ma brindisina d’adozione, mentre versa nel calice una Garnacha Blanca della cantina spagnola Torres che ha visitato prima dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

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L’esperta di vino Mihaela si è formata alla Wine & spirit education trust (Wset), il leader mondiale nella formazione dedicata a vini, distillati e sake, con sede a Londra e distribuita in oltre 70 Paesi, che da più di cinquant’anni, sviluppa e offre corsi di formazione riguardanti vino e distillati riconosciuti dalle maggiori organizzazioni internazionali del settore delle bevande. “I corsi della Wset si sviluppano su quattro livelli progressivi, e a me manca l’ultimo esame per concludere il quarto livello ed essere a tutti gli effetti una professionista del vino- dice Mihaela, che attende con pazienza il termine della diffusione della pandemia per completare il suo percorso ed espandere gli orizzonti e opportunità professionali. Anche se, dal 2003, anno in cui è arrivata in Italia, ha già formato un ottimo bagaglio sul mondo e l’educazione al vino, da marzo anche con l’esperienza nell’ultima frontiera dell’e-commerce on-line di vino, WineJump, la piattaforma ambasciatrice della filiera corta per risparmiare costi e poter provare più o meno ogni vino del mondo, dalla cantina alla porta di casa.

Cantina Apollonio, l'avvio nel mondo del vino

“Nel 2007, dopo vari lavori, mi sono proposta nella cantina Apollonio, a Monteroni: cercavano qualcuno in ufficio che parlasse in inglese ed è iniziata così la mia esperienza nel mondo del vino, anche se già mi piaceva berlo – sorride Mihaela, mentre, oggi, confessa di essere innamorata dei vini di Paolo Leo – poi loro vendono molto a livello internazionale, ho partecipato a diversi Vinitaly e anche se sono laureata in geografia, ho capito che la mia strada non sarebbe stata quella di insegnare”.

Mihaela ha vissuto tredici anni a Lecce, nei quali ha conseguito l’attestato di sommelier rilasciato dall’Associazione italiana sommelier però per lei “Non esistono delle regole, è buon quello che piace a te. Tu puoi abbinare i cibi a seconda dei piatti proposti, ma se aggiungi più sale a una pietanza o lo diminuisci, cambia completamente il sapore e quindi il vino da abbinare”. Allora, fa assaggiare la Garnacha Blanca della cantina Torres che aveva versato nel calice poco prima. Poi prende il sale chiede di metterne qualche granello sul dorso della mano destra, lo fa assaggiare e poi un altro sorso di vino. “Senti com’è diverso in bocca? Sembra più acido, eppure è lo stesso vino”. È proprio così.

“Quel lato di sommelier l’ho quasi perso perché siamo tanti, non abbiamo gli stessi gusti e le regole in tavola cambiano continuamente. Mi piaceva più la filosofia inglese e così ho iniziato a seguire i corsi della Wset e dopo aver superato i primi livelli, dal 2016, ho impartito dei corsi e masterclass, in Italia e all’Estero. Hanno iniziato a chiamarmi un po’ ovunque, soprattutto durante il mio lavoro per un’agenzia di Trieste che vendeva vini in Asia”.

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Wine broker, i viaggi di lavoro in Asia per un'agenzia di Trieste

Quando il fidanzato di Mihaela, brindisino doc, per lavoro ha dovuto spostarsi a Milano e poi a Triste, lei l’ha seguito perché ha avuto delle offerte di lavoro eccezionali: ha viaggiato da Seul a Tokyo, da Hong Kong a Kuala Lumpur, Singapore e anche in Australia, a Sidney. Cosa faceva? Presentava i vini italiani, li descriveva e dopo aver conosciuto il cliente asiatico e i suoi gusti, gli indicava i vini che avrebbero soddisfatto le richieste. “Ho anche insegnato e insegno tutt’ora dei trucchi per riconoscere il vino buono e qual è il grado di fermentazione oltre il quale non si deve andare per ottenere un buon vino”.

Mihaela Cojocaru ha clienti da tutto il mondo perché “quando chi acquista è poi soddisfatto del prodotto e riesce a venderlo nel proprio mercato, allora il nome dell’esperto inizia a girare. Si crea un rapporto di fiducia con il cliente e se anche poi non lavori più per lui, resta la stima e il rispetto”.

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Il ritorno a Brindisi: WineConnection e WineJump, Mihaela rappresenta l'Italia nel mondo del vino

Oggi Mihaela Cojocaru, stabilitasi a Brindisi da febbraio con il fidanzato, è un’esperta di vino che lavora in proprio, ha instaurato buoni rapporti con l’Ice (l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), ha fondato con le amiche Daniela ed Elena, la WineConnection che offre servizi di consulenza e formazione sull’educazione al vino, nonché esperienze nel mondo del vino per valorizzare il territorio come il “Wine-trekking” (passeggiate e degustazione) e, soprattutto, da quando per l’emergenza sanitaria è difficile spostarsi, ha accettato di essere la rappresentante italiana dei vini per WineJump, l’ultima frontiera dell’e-commerce on-line di vino, fondata dal suo amico danese Thomas Winther, un economista di 50 anni e appassionato di vino che ha iniziato la sua carriera lavorando nel governo danese e nella Commissione europea. “Ciao Mihaela, come stai? Il mio progetto è finalmente online, rappresentiamo la Spagna, la Germania e la Francia al momento. Ti va di rappresentarmi l’Italia?”.

Ma se doveste incontrare Mihaela Cojocaru (Covid-19 permettendo) in qualche locale, vi accorgereste che starà bevendo uno spritz, perché “più conosci i vini buoni, meno bevi. Ma bevi meglio”.

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