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Vittoria show del "gruppo Vitucci" contro i campioni d'Italia

Prestazione da manuale contro l'Olimpia Milano. Il successo della Happy Casa entra a pieno titolo nella storia del basket brindisino

BRINDISI - Tutto in una sola partita. Forse la più bella e vissuta della storia recente della pallacanestro brindisina. Gioco, spettacolo, punteggio e vittoria esaltante da 101 -92 di Happy Casa contro i campioni d’Italia dell’Olimpia Milano. E’ la pagine di basket più entusiasmante, scritta da una formazione nata per lottare nelle zone basse della classifica con l’obiettivo di mettere al sicuro la salvezza nel più breve tempo possibile e che, invece, ha già conquistato con pieno merito l’accesso alla Final Eight 2019 in programma il mese prossimo a Firenze, e che ora può aspirare a più ampi traguardi. 

La vittoria ottenuta da Happy Casa contro Olimpia Milano è di quelle da mettere in bacheca come un autentico trofeo, e non solo per aver semplicemente battuto i campioni d’Italia ed una squadra dal palmares fra i prestigiosi d’Europa, ma per come si è svolta la partita, per le emozioni che ha provocato dal pronti via fino alla fine, e per una gara che ha esaltato e confermato la forza di un gruppo solido, compatto in grado di esprimere energia positiva con la stessa intensità per i 40 minuti.

Happy Casa Brindisi dopo la vittoria contro Milano (2)-3

Moraschini, Brown, Banks: in tre per la gloria

Potrebbe sembrare ingeneroso ed inopportuno citare tre soli giocatori per una vittoria che ha premiato la forza di un gruppo straordinario, ma proprio i “magnifici tre” hanno infuso energia e trascinato tutta la squadra ad una vittoria da manuale del basket. Si è capito quale sarebbe stato l’andamento della partita da come Riccardo Moraschini ha impattato la gara presentandosi al cospetto dei giganti di Olimpia Milano con autorevolezza e padronanza del suo ruolo e, soprattutto, infilando un fantastico 4/4 nel tiro da 3 punti che ha dato consapevolezza alla squadra di poter competere e vincere (Moraschini chiuderà la partita con 25 punti, con 5/6 da 3, e 7 falli subiti,2 palle recuperati e 3 assist 28 di valutazione). 

Riccardo Moraschini-2

Che sia da “Nazionale” non ci sono più dubi ed anzi coach Sacchetti con Moraschini potrebbe aver trovato una soluzione eccellente per ricoprire due ruoli importanti della sua squadra. Ed accanto a Moraschini continua a raccogliere consensi e simpatie uno strepitoso John Brown (21 punti realizzati in 29 minuti di presenza in campo, con 9/11 da sotto,3/3 ai liberi e 7 rimbalzi). Il pivot di Happy Casa è stato capace di lottare ad armi pari, contro la più fisica ed atletica batteria dei lunghi di coach Pianigiani, spesso avendo la meglio grazie alla sua straordinaria energia e ad una grinta eccezionale che trasmettere ai compagni di squadra. 

John Brown-5

E poi c’è lui, Adrian Banks, completamente ritrovato, leader incontrastato e giocatore “ovunque”. Per lui non parlano più soltanto i punti messi a referto che pure sono ben 25(7/9 da 2 punti, 2/5 da 3 e 5/6 nei liberi, 4 assist, con 5 rimbalzi catturati) ma la sua prestazione complessiva, perché il giocatore è presente nell’impostazione del gioco, va a rimbalzo, corre in transizione, apre in contropiede. Ora Banks è diventato il capitano che ogni allenatore e compagno di squadra vorrebbe avere.

Adrian Banks-7

Il ritorno di Gaffney e il debutto di Walker

E per battere così nettamente i campioni d’Italia coach Vitucci aveva bisogno di ritrovare il miglior Tony Gaffney del campionato, ed il giocatore si è fatto trovare pronto all’appuntamento più importante del campionato. 12 punti realizzati,2/5 da 2 punti,1/2 da 3,5/6 ai liberi, 9 rimabalzi, 4 assist e 20 di valutazione finale gratificano la sua prestazione. Finalmente Gaffney, insomma con una prestazione che va oltre i numeri espressi dal suo score personale, per il notevole contributo dato in difesa ed i continui aiuti ai compagni di squadra.  Anche Devondrick Walker al suo debutto al PalaPentassuglia ha dato il suo contributo lasciando intravedere abilità e precisione nel tiro da fuori, e sarà decisamente utile alle rotazioni che coach Vitucci potrà operare in campionato.

E’ vincente il “gruppo-Vitucci” 

I 24 assist serviti in partita, quasi a turno, dai giocatori brindisini (Chappell su tutti con i suo personali 8 assist serviti per i compagni di squadra), convalidano la tesi vincente che la forza di Happy Casa Brindisi è tutta nella compostezza di un gruppo energico, che si cerca e si passa la palla per andare a canestro, e che attua “aiuti” concreti nelle fasi difensive laddove c’è più necessità di fare blocco contro formazioni avversarie abitualmente più fisiche. Aver plasmato questo gruppo così compatto è decisamente merito di coach Vitucci e del suo staff, nel quale va meglio identificato Marco Sist, il preparatore atletico della squadra che svolge un lavoro prezioso con ottimi risultati evidenti sul campo.

Coach Frank Vitucci-4

Non è questione di budget

L’Olimpia Milano strapazzata a Brindisi dagli “over 100” punti e passa, per l’attuale stagione agonistica ha aumentato il proprio budget fino a 25 milioni di euro.  La società può contare, infatti, sull’apporto di ben 200 sponsor che garantiscono 12 milioni di euro, mentre 2 milioni provengono dal Merchandising e 3 dal ticketing. Il “patron” Giorgio Armani, invece, si limita ad investire nella squadra a titolo personale ….soltanto 8 milioni di euro. Vale a dire che alla New Basket Brindisi basterebbe l’ingaggio percepito da uno solo dei giocatori che compongono l’attuale roster milanese per finanziare il proprio campionato.

Chappell-3

PalaPentassuglia: “Umiliata la passione della gente”

C ‘era da aspettarselo. Dopo che negli anni scorsi il quotidiano sportivo l'Equipe aveva segnalato la "vetustà" dell'impianto di contrada Masseriola, a livello nazionale anche questa volta la Gazzetta dello Sport ha svergognato lo scandaloso stato del PalaPentassuglia, precedentemente ribattezzato Paleolitico.  “La passione della gente- scrive il giornale sportivo milanese-  viene umiliata da un palazzetto-scatola retrò Anni 80 con visuale dal parterre nulla dalle file dietro i pilastri. Sono anni ormai che si va avanti così ed è giunto il momento di dire stop all’omologazione degli impianti con carenze come quello pugliese, con pericolosità altissima in caso di evacuazione per qualsiasi motivo. E’ arrivato il momento di aumentare la capienza minima a 5 mila posti, Lega e Fip facciano qualcosa: basta deroghe, chi non ha il campo vada a giocare altrove”. 

Impossibile dare torto. Passano i sindaci e gli amministratori, cambiano i dirigenti, ma in più di 40 anni non sono variate le famose altre priorità (ma quali?) in una città immobile, ferma all’età della pietra in quanto a realizzazione di opere pubbliche, ed il tema snervante che “non ci sono soldi”, gli stessi soldi che altre città riescono a trovare. Si parla, ora, della possibilità di costruire un nuovo “palaeventi”, ma si parla e basta. Allo stato, infatti, non risultano atti formali che confermino questa volontà pure manifestata pubblicamente dal sindaco Rossi e dalla sua amministrazione.

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