Alberghiero: 7 mesi senza ascensore

BRINDISI - Da sette mesi l'istituto Alberghiero di Brindisi è senza ascensore, e ciò comporta disagi sia per gli studenti disabili che per l'intera scuola. La Provincia, informata della sospensione dell'esercizio dell'impianto disposta da Comune dopo la verifica periodica effettuata a nell'aprile 2012 da Eurocert, non ha provveduto ad effettuare l'intervento necessario per poter riattivare l'impianto. Servono 18mila euro. Ma poiché l'immobile è della Asl, dal Palazzo di via De Leo sostengano che sia quest'ultima a doversi fare carico della spesa. C'è un piccolo problema: la Provincia è in debito con la Asl (per canoni non versati) di circa 5 milioni di euro.

La sede dell'Alberghiero all'ex Braico

BRINDISI - Da sette mesi l'istituto Alberghiero di Brindisi è senza ascensore, e ciò comporta disagi sia per gli studenti disabili che per l'intera scuola. La Provincia, informata della sospensione dell'esercizio dell'impianto disposta da Comune dopo la verifica periodica effettuata a nell'aprile 2012 da Eurocert, non ha provveduto ad effettuare l'intervento necessario per poter riattivare l'impianto. Servono 18mila euro. Ma poiché l'immobile è della Asl, dal Palazzo di via De Leo sostengano che sia quest'ultima a doversi fare carico della spesa. C'è un piccolo problema: la Provincia è in debito con la Asl (per canoni non versati) di circa 5 milioni di euro.

A fare le spese del contenzioso tra l'Azienda sanitaria e l'Amministrazione provinciale, insomma, sono studenti e docenti del "Pertini", che devono salire e scendere le scale a piedi, anche quando devono trasportare utensili e attrezzature di cucina. Dopo le prime sollecitazioni da parte della scuola, la Provincia nei giorni scorsi ha fatto presente di aver interpellato la Asl. Abbiamo contattato la direzione della Asl, e la risposta è stata di questo tenore: «Ci vogliono chiedere 18mila euro quando una sentenza di primo grado ha condannato al Provincia a pagarci 5 milioni?».

Come andrà a finire è più che scontato: l'ascensore resterà fermo ancora per qualche mese, in attesa che si esprima la Corte d'Appello. Se la sentenza di primo grado sarà confermata, la Provincia dovrà pagare quei soldi, a rate, e aggiungendo qualche altro "spicciolo" potrà diventare proprietaria dell'immobile. Intanto, per senso di "responsabilità istituzionale", la Asl non ha dato seguito allo sfratto riconosciuto dai giudici, che imponeva di liberare l'edificio entro il 31 agosto 2012.

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