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Martedì, 25 Gennaio 2022
Ambiente

Raccolta rifiuti: l'Aro e il lungo, misterioso rinvio della gara per il gestore unico

Chi o cosa aspetta l'Aro/Br2 ( Ambito di raccolta ottimale di cui fanno parte i comuni di Brindisi, Mesagne, S. Donaci, Cellino S. Marco, S. Pietro Vernotico, Torchiarolo) a indire una gara decennale per il servizio di raccolta dei rifiuti, come stabilisce la legge regionale

Chi o cosa  aspetta  l’Aro/Br2  ( Ambito di raccolta ottimale di  cui fanno parte i comuni di Brindisi, Mesagne, S. Donaci, Cellino S. Marco, S. Pietro Vernotico, Torchiarolo)  a indire  una gara decennale per il servizio di raccolta  dei rifiuti, come stabilisce la legge regionale n. 24 del 20 agosto 2012 ? Perché si sta consumando  questo notevole ritardo?

Infatti, nonostante la delibera della giunta regionale  n. 2877 del 20 dicembre 2012, pubblicata 15 gennaio 2013, avesse  stabilito  che i comuni facenti parte degli Aro  si dovevano  costituire non oltre 30 giorni dalla data di pubblicazione della delibera ed attivare  le procedure di affidamento entro 90 giorni dalla loro costituzione, l’Aro/Br2 non solo si è costituito in ritardo nell’aprile del 2013, ma non  ha ancora completato le procedure per l’affidamento del servizio e indetto la gara, pur essendo  già  trascorsi oltre 400 giorni dalla sua costituzione.

E’ riuscito solo a deliberare un’autorizzazione ai comuni di far da sé,  con l’espletamento della procedura negoziata o con l’ordinanza contingibile ed urgente,  che non è riuscita a superare il controllo di legittimità del tribunale amministrativo.

Non sono stati chiariti gli impedimenti, gli ostacoli, le eventuali responsabilità,  che li ha indotti a  preferire percorsi diversi, di piccolo cabotaggio,  che hanno contribuito ad  impantanare la questione dell’affidamento del servizio nelle aule dei tribunali amministrativi e che sta esponendo il comune ad un ulteriore probabile contenzioso giudiziario,  per contrastare la possibile richiesta di un risarcimento danni di  oltre  5 milioni di euro.

L’amministrazione comunale ha l’obbligo informare i cittadini,  che hanno il diritto di conoscere cosa succede e perché succede tutto questo, anche perché va  a incidere sulla vivibilità urbana e sui costi di un servizio,  che i cittadini pagano e che  ritengono per molti versi  inadeguato.

Tutto comunque nel segno della continuità amministrativa, come si conviene in una città, che ha vissuto sempre  in modo problematico il rapporto con le imprese incaricate della  raccolta dei rifiuti solidi urbani, che ha  accumulato tante  inefficienze, che sembra difficile recuperare.

Lo stesso contratto sottoscritto con la Monteco per l’affidamento del servizio per un anno,  (dal 15 ottobre 2012 al 15 ottobre 2013)  è stato stipulato solo in data 24 aprile  2013,  in esito ad una  procedura negoziata, indetta quando già vigeva il divieto per i singoli comuni di esperirle, nonché quello di aggiudicarle dopo la delimitazione dei singoli Aro, che la Regione Puglia aveva già effettuato da tempo.

Negli  ultimi anni si è riusciti a cambiare  tre volte il gestore del servizio,  senza conseguire alcun miglioramento, perché si è caparbiamente optato per affidamenti brevi, che hanno inciso sui costi, sulla qualità del servizio, sul decoro urbano, a causa delle  situazioni di precarietà determinati dai tanti cambiamenti organizzativi,  per la carenza di investimenti adeguati, ma, essenzialmente,  perché ha  dissuaso molte aziende importanti  dal partecipare, perché il tempo limitato non rendeva remunerativo l’investimento.         

Nel passato il consiglio comunale, prendendo  atto della inadeguatezza ed inefficienza del servizio e del degrado della città,  arrivò addirittura ad approvare un ordine del giorno con il quale impegnava il sindaco, la giunta e l’assessore competente a valutare la sussistenza delle condizioni per la risoluzione del contratto.

Alla fine non se ne fece niente, non perché il servizio migliorò, ma perché così vanno le cose in questa città: protestiamo, ci arrabbiamo ma poi, per stanchezza, ci rassegniamo e finiamo per adattarci al peggio. In questo, come in altri campi. Sembra proprio che nulla sia cambiato. # siamo sempre allo stesso punto.

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