"A Cerano dispersione di polveri"

BRINDISI – Con il deposito della consulenza tecnica di Claudio Minoia, il perito del pool ambiente della procura di Brindisi, che segue quello della relazione della polizia giudiziaria, in questo caso la Digos della questura brindisina, si può considerare conclusa la fase delle indagini sulla dispersione delle polveri di carbone nell’area circostante la centrale termoelettrica Enel “Federico II” di Cerano”. E l’esito è netto: anche se non in maniera continuativa, ma piuttosto in concomitanza con fenomeni eolici, nei sette giorni di campionamenti effettuati nell’autunno del 2009 in nove punti corrispondenti ad altrettante abitazioni e pertinenze di cittadini, otto dei quali autori di un esposto mentre il nono era il titolare di un sito assunto come punto di misurazione di valori di fondo, si sono palesate “dispersioni significative di polveri di carbone dal deposito carbonile”.

La centrale di Cerano col carbonile scoperto

BRINDISI – Con il deposito della consulenza tecnica di Claudio Minoia, il perito del pool ambiente della procura di Brindisi, che segue quello della relazione della polizia giudiziaria, in questo caso la Digos della questura brindisina, si può considerare conclusa la fase delle indagini sulla dispersione delle polveri di carbone nell’area circostante la centrale termoelettrica Enel “Federico II” di Cerano”. E l’esito è netto: anche se non in maniera continuativa, ma piuttosto in concomitanza con fenomeni eolici, nei sette giorni di campionamenti effettuati nell’autunno del 2009 in nove punti corrispondenti ad altrettante abitazioni e pertinenze di cittadini, otto dei quali autori di un esposto mentre il nono era il titolare di un sito assunto come punto di misurazione di valori di fondo, si sono palesate “dispersioni significative di polveri di carbone dal deposito carbonile”.

Tale dispersione, rileva il consulente tecnico del pm, “ha sicuramente rappresentato la prevalente via di contaminazione delle aree prospicienti e al contempo si sottolinea che non è noto il contributo derivante da possibili ricadute di emissioni convogliate”. Nel tempo, sottolinea ancora Minoia nella sua relazione, gli effetti di ciò “hanno contribuito ad elevare i livelli aerodispersi di elementi in traccia a valori diversi da quelli normalmente rilevabili in aree urbane caratterizzate da elevata densità di traffico veicolare”, nonché “a produrre direttamente o indirettamente una contaminazione indoor presso le abitazioni di soggetti in aree prospicienti la centrale”. La polvere di carbone, conclude il perito, con tutti i metalli pesanti che la caratterizzano, influenza “la contaminazione superficiale di frutti e colture vegetali (incluso il materiale fogliare)”.

Agli accertamenti peritali, quindi con facoltà di depositare a loro volta conclusioni,  hanno partecipato nove consulenti tecnici di parte per vari manager Enel, e due per le parti offese, tutelate dagli avvocati Giovanni Brigante e Vincenzo Farina. Ora toccherà ai sostituti procuratori che avevano commissionato le indagini e la consulenza tecnica (Giuseppe De Nozza e Cristina Fasano, mentre nel frattempo Silvia Nastasia è passata ad altra sede), decidere sulle richieste conclusive. Le operazioni per rispondere ai quesiti dei pm ebbero inizio il 10 ottobre del 2009 sul campo, mentre le attività complessive erano cominciate il 2 luglio precedente con l’esame degli atti. Poi sono state richieste e concesse proroghe sino al 2 luglio 2011. Il laboratorio di riferimento per l’analisi dei campioni è stato quello della Fondazione “S. Maugeri” di Pavia.

E’ stato possibile effettuare i rilievi sulle dispersioni aeree, sulla polvere depositata all’interno ed all’esterno delle abitazioni interessate e sulle matrici alimentari delle colture, sulle acque piovane raccolte in alcune cisterne, ma non sul top-soil (lo strato superficiale del terreno), che avrebbe richiesto un grande numero di punti di campionamento, operazione che avrebbe portato ad uno sfondamento del plafond disponibile. I proprietari delle abitazioni e pertinenze interessate dai prelievi sono Massimo Spedicato, Oronzo Suma, Antonio Suma, Romeo De Falco, Giuseppe De Leo, Giovanni Spedicato, Luigi Zinzeri e Alessandra Uggenti.

Il giudizio del consulente tecnico dei pm sulla situazione esistente a Cerano è severo. Intanto viene sottolineata l’esigenza di poter disporre di un sistema di monitoraggio costante della dispersione delle polveri di carbone nell’area, che non è mai esistito. Ma ecco il resto: il consulente tecnico “non ritiene che la dispersione di polveri dal deposito carbonile della centrale Federico II sia stato caratterizzato da continuità ma che piuttosto risultasse accentuato da condizioni sfavorevoli di vento. Nel contempo ritiene che nel corso della consulenza tecnica le operazioni messe in atto per il contenimento della dispersione di polveri di carbone (utilizzo di getti d’acqua e filmanti) ricevesse un’attenzione e una serie di precauzioni a carattere non certamente routinario. Per quanto riguarda il pregresso – sostiene ancora Claudio Minoia -  è opinione dello scrivente che le precauzioni allora in uso fossero inadeguate e non fossero in grado di incidere in modo significativo sulla dispersione di polveri da carbone”.

E il per il futuro? Dovrebbe essere imminente, secondo il cronoprogramma annunciato qualche mese fa da Enel, l’avvio del cantiere a Cerano per la realizzazione di due grandi carbonili coperti a cupola completamente automatizzati e stagni alle polveri, che sostituiranno l’attuale enorme carbonile scoperto su cui punta l’indice il perito della procura di Brindisi. I carbonili a dome sono uguali a quelli realizzati da tempo accanto alla centrale termoelettrica Enel di Civitavecchia.

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