Abusi: sequestro spiaggia e multe

OSTUNI – La Capitaneria di Porto torna di nuovo in azione sulla costa di Ostuni, con una operazione mirata al contrasto delle attività illecite sul demanio marittimo. Sequestrati dieci ormeggi abusivi nella rada di Villanova e un intero stabilimento balneare a Lido Morelli

Lo stabilimento balneare abusivo di Fiume Morelli

La Capitaneria di Porto torna di nuovo in azione sulla costa di Ostuni, con una operazione mirata al contrasto delle attività illecite sul demanio marittimo. Nello specifico, gli interventi coordinati dal comandante della Capitaneria brindisina, capitano di vascello Giuseppe Minotauro si è indirizzata dapprima su un’area demaniale marittima all’interno dello specchio acqueo del porticciolo di Villanova , dove i militari, con l’ausilio della nuova motovedetta CP720 assegnata al comando della Guardia Costiera di Brindisi, hanno individuato e sottoposto a sequestro penale dodici posti barca abusivi, realizzati a mezzo di galleggianti collegati a dei “corpi sommersi”.

Si tratta di ormeggi per imbarcazioni e natanti che non utilizzano pontili o banchine, ma lo stazionamento in rada. Forse qualcuno pensava così di aggirare il problema delle autorizzazioni, ma anche gli specchi acquei portuali sono parte del demanio. Pertanto, per tale attività di accertamento, seguiranno nei prossimi giorni ulteriori iniziative della stessa Guardia Costiera. Il blitz a Villanova segue quello più vasto come casistica e sequestri compiuto nello scorso mese di febbraio assieme al personale della sezione contro gli abusi edilizi della Polizia municipale di Ostuni.

Il nucleo operante si è successivamente spostato all’interno del Parco regionale della dune costiere, in località Fiume Morelli, dove è stato eseguito assieme ai vigili urbani di Ostuni il decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice delle indagini preliminari di Brindisi, sulla base del lavoro di accertamento della stessa Capitaneria di Porto che ha portato all’individuazione di un vero e proprio stabilimento balneare realizzato abusivamente a mezzo di opere di edilizia.

Stamani, invece, a seguito di una fotosegnalazione riportata su un noto settimanale locale, il personale della Capitaneria ha eseguito un sopralluogo ad Apani, verificando l’estrazione di sabbia dal fondale marino antistante da parte del da parte del titolare di uno stabilimento balneare, il Lido del Sole, al quale è stata comminata una sanzione amministrativa pecuniaria 3098,00 euro, in quanto lo stesso risultava sprovvisto delle autorizzazioni necessarie ad effettuare tale attività. Di tutta l’operazione è stata inoltrata relazione alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, che coordina le indagini in corso.

Ma questa mattina al Lido del Sole si sono recati anche i vigili urbani di Brindisi assieme ai tecnici del settore Urbanistica del Comune, alla luce di alcune segnalazioni pervenute ieri alla sala operativa del comando. Il verbale di sopralluogo, contestato anche allo stesso proprietario - concessionario attuale del tratto di balneazione, G.S.di 46 anni -, ha evidenziato “la realizzazione di barriere costituite da secchi in telo sintetico riempiti di sabbia e posizionati in senso perpendicolare alla linea di costa consistenti un ingombro di circa ml 10 per 100 posti, tutti, in maniera avanzata rispetto alla line di costa”. Approfondimenti in corso. Tuttavia, l'iniziativa del proprietario della spiaggia era finalizzata a limitare l'erosione della battigia.

 

 

 

 

 

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