Acque di frantoio nella falda: due denunciati

VILLA CASTELLI – Sversavano le acque di lavorazione delle olive direttamente nei terreni, invece di smaltirle secondo le procedure previste dalla legge. Per questo due soggetti di Villa Castelli, tra cui il proprietario del frantoio, sono stati denunciati.

Acque di frantoio sparse in un podere

VILLA CASTELLI – Sversavano le acque di lavorazione delle olive direttamente nei terreni, invece di smaltirle secondo le procedure previste dalla legge. Per questo due soggetti di Villa Castelli, tra cui il proprietario del frantoio, sono stati denunciati dal personale del Corpo Forestale dello Stato nell'ambito di un'operazione di contrasto delle violazioni delle norme che regolano la gestione dei reflui oleari provenienti dalla molitura delle olive. Il proprietario, inoltre, rischia fino a due anni di reclusione e un'ammenda che varia da 1.500 a 10.000 o l'arresto fino ad 1 anno.

Nonostante il comportamento scorretto, adottato per tutto il mese di gennaio, l’imprenditore finito nei guai, in concorso con tale A.D. entrambi di Villa Castelli, avrebbe prodotto una copiosa documentazione, non veritiera, allo scopo di dimostrare invece la corretta utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione provenienti dalla lavorazione delle olive.

C'è da precisare che questi liquidi se non utilizzati in agricoltura secondo le prescrizioni di legge nazionali e regionali, per il loro elevato contenuto organico, risultano potenzialmente inquinanti per il terreno e soprattutto per le falde acquifere. La scoperta, infatti è stata fatta proprio grazie ad alcune segnalazioni giunte al comando stazione di Brindisi della Forestale, da alcuni cittadini di Villa Castelli, che denunciavano da molti mesi la fuoriuscita dai pozzi artesiani in zone limitrofe al frantoio, di acque scure e maleodoranti tipico delle acque di vegetazione.

Il responsabile del frantoio è indagato ai sensi del Testo Unico per l’ambiente, per utilizzazione delle acque di vegetazione fuori dai casi e delle procedure prescritte dalla legge e per smaltimento illecito di rifiuti, nonché per falsità ideologica in atti pubblici.

Numerosi sono stati i controlli della Forestale di Brindisi indirizzati nei confronti degli stabilimenti del settore oleario in tutta la provincia di Brindisi, che hanno accertato violazioni amministrative per l’inosservanza alle prescrizioni di legge previste per l’utilizzazione agronomica dei reflui oleari in agricoltura, comminando sanzioni per oltre seimila euro.

 

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