Amati: “No al Depuratore? Pazzesco”

BRINDISI – E’ furioso l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Fabiano Amati, di fronte all’ipotesi che l’Amministrazione provinciale, come annunciato dal presidente Massimo Ferarrese, possa davvero negare l’autorizzazione per l’avvio del Depuratore intercomunale di Bufalaria, destinato a raccogliere e sanificare gli scarichi fognari dei Comuni di Carovigno, San Vito dei Normanni e San Michele Salentino. “In questo preciso momento, mentre noi stiamo commentando, dibattendo e discutendo - sbotta l’assessore - quella zona è sottoposta a un’incivile contaminazione del suolo e del mare. In questo stesso istante, lungo quei terreni non è possibile realizzare un pozzo perché allo stato affiorerebbero soltanto liquami”.

Il depuratore intercomunale di Bufalaria

BRINDISI – E’ furioso l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Fabiano Amati, di fronte all’ipotesi che l’Amministrazione provinciale, come annunciato dal presidente Massimo Ferarrese, possa davvero negare l’autorizzazione per l’avvio del Depuratore intercomunale di Bufalaria, destinato a raccogliere e sanificare gli scarichi fognari dei Comuni di Carovigno, San Vito dei Normanni e San Michele Salentino. “In questo preciso momento, mentre noi stiamo commentando, dibattendo e discutendo - sbotta l’assessore -  quella zona è sottoposta a un’incivile contaminazione del suolo e del mare. In questo stesso istante, lungo quei terreni non è possibile realizzare un pozzo perché allo stato affiorerebbero soltanto liquami”.

“Negare il nullaosta al funzionamento di un impianto di depurazione tabella 4 (vale a dire che stiamo parlando di un sanificatore) significherebbe consacrare la conservazione di questo vergognoso, indegno e ingiusto stato di cose, a tutto danno del patrimonio naturale protetto e della salute delle popolazioni, che da anni attendono invece di essere giustamente risarcite dei danni patiti per l’arretratezza strutturale del loro territorio, in tema di salvaguardia ambientale”.

Più chiaro di così l’assessore non poteva essere sull’argomento, esprimendo tutte le sue perplessità e il suo disappunto rispetto alla posizione assunta dal presidente della Giunta Provinciale, che in settimana ha annunciato: “Non autorizzeremo il depuratore di Carovigno”. Una sortita che ha gelato e lasciato di stucco le istituzioni e le comunità locali interessate: un territorio ferito, dove negli anni passati c’è mancato poco che prendesse corpo il consorzio dei “bottini”. Tant’è. Ma per il presidente della Provincia oggi occorre “tolleranza zero per i depuratori  che continuano ad inquinare”.

E la contrapposizione con Amati è netta: “La geomorfologia del nostro territorio, privo di corsi d’acqua, non ci consente – spiega l’assessore regionale - di prendere in esame alternative. Quindi di cosa parliamo? Dire no al depuratore sarebbe pazzesco, significherebbe contrastare gli sforzi sino ad oggi compiuti e mortificare l’impegno civile e ambientalista di chi si è prodigato per giungere finalmente ad un passo dalla soluzione.  La Regione in questa vicenda intende esercitare sino il fondo il proprio ruolo, con senso di responsabilità. Noi siamo pronti a consegnare un’opera attesa da anni. Cosa decideranno gli altri, poi, lo vedremo”.

Gli altri, vale a dire il presidente Ferrarese, il suo annuncio choc lo ha già dato in settimana: “A seguito di opportuni approfondimenti, si è deciso di negare l’autorizzazione allo scarico delle acque del depuratore che sarà al servizio di Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e delle marine di Specchiolla e Santa Sabina”.

Amati mantiene il suo aplomb istituzionale, ma ammette: “Non so cosa abbia in testa la Provincia. So quello che desidero io. Voglio che i cittadini di questa parte della mia provincia non vivano più tra i liquami e che non debbano più bagnarsi in un mare inquinato. L’attivazione del Depuratore oggi ridarebbe dignità a chi per troppi anni ha reclamato invano un diritto sacrosanto: godere di un ambiente sano”.

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