Ambientalisti: "Chiudere Brindisi Nord"

BRINDISI - Le associazioni ambientaliste brindisine, prendendo le mosse dall'attuale indagine su un progetto di inserimento nell'affare della movimentazione del carbone Edipower, che al momento lascia spazio ad ipotesi di abuso di ufficio ed induzione alla corruzione, rilanciano la questione della chiusura progressiva della centrale di Brindisi Nord-Costa Morena, salvaguardandone i posti di lavoro, e invitano l'amministrazione ad opporsi all'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata per la centrale di Brindisi, oggi controllata dalla multiutily A2A. Ecco il documento.

Centrale Edipower Brindisi Nord-Costa Morena

BRINDISI - Le associazioni ambientaliste brindisine, prendendo le mosse dall'attuale indagine su un progetto di inserimento nell'affare della movimentazione del carbone Edipower, che al momento lascia spazio ad ipotesi di abuso di ufficio ed induzione alla corruzione, rilanciano la questione della chiusura progressiva della centrale di Brindisi Nord-Costa Morena, salvaguardandone i posti di lavoro, e invitano l'amministrazione ad opporsi all'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata per la centrale di Brindisi, oggi controllata dalla multiutily A2A. Ecco il documento.

"Abbiamo ribadito più volte ed anche in un recente documento la non rinviabilità della chiusura della centrale termoelettrica Brindisi nord e del contestuale accordo per l’immediato avvio dei lavori di bonifica, impegnando in tale opera innanzitutto i lavoratori della stessa centrale per i quali, se necessario, si potranno effettuare corsi di formazione e specializzazione. I provvedimenti assunti dalla Magistratura confermano la gravità di una situazione dovuta anche a disattenzioni e inerzie da parte dei competenti organi di vigilanza e  di controllo.

Non c’è un minuto da perdere: occorre che gli indiscutibili elementi di grave rischio e danno, insiti nel funzionamento della centrale a carbone Edipower, operante a due passi dalla città e sotto il cono d’atterraggio dell’aeroporto, siano messi a punto e tradotti dai competenti organi in chiare e documentate argomentazioni da mettere a fondamento di un’ordinanza contingibile ed urgente del Sindaco rivolta ad inibire l’esercizio dell’impianto e le attività connesse mettendo in sicurezza ogni parte del ciclo produttivo. A tale riguardo va precisato che se sarà necessario supportare tali argomentazioni con contributi di qualificate consulenze occorrerà farlo in sede amministrativa anche per evitare che ancora una volta i necessari accertamenti, come è accaduto a Taranto, siano adottati dalla Magistratura.

Occorrerà nel contempo opporsi all’AIA, autorizzazione rilasciata dal competente Ministero in data 8/7/2012 con procedimento istruttorio conclusosi nel maggio dello stesso anno, nella quale non solo manca qualsiasi traccia di rilievi da parte dei rappresentanti del nostro comune in ordine all’impraticabilità dell’impianto ma incredibilmente si leggono nella parte motiva le seguenti testuali parole “Rilevato che il Sindaco del comune di Brindisi non ha formulato per l’impianto specifiche prescrizioni ai sensi degli artt. 216 e 217 del Regio Decreto 27/07/1934 nr. 1265”. Una annotazione questa, che - vogliamo credere - sia stata frutto non certo di una scelta politica ma di un assurdo infortunio dell’Amministrazione comunale, al quale occorre porre urgente rimedio.

Si tratta di misure che vanno adottate nell’ambito di un rilancio della “Vertenza Brindisi”, da noi sollevata formalmente l’8 novembre del 2011 nel corso del convegno “Umanizzare l’economia a Brindisi, in Italia e nel mondo”. Una “vertenza” che, avendo come punti fermi la tutela e la promozione del lavoro e della salute, si adoperi per il rilancio dell’economia valorizzando le risorse locali e per il risanamento dell’ambiente mediante l’annullamento dell’autorizzazione concernente il terminale di rigassificazione, la chiusura della centrale di Brindisi nord, la riduzione del carbone nella centrale Enel di Cerano, un efficace monitoraggio globale, l’avvio di adeguate indagini epidemiologiche e un puntuale e aggiornato piano complessivo di bonifiche".

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Italia Nostra, Legambiente Brindisi, WWF Brindisi, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, ACLI Ambiente, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Salute Pubblica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente, PeaceLink.

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