Ammorbati dalla discarica che fuma da anni

SAN PIETRO VERNOTICO – “Qui ci stanno inquinando i polmoni, non si può più respirare, siamo costretti a stare con porte e finestre sigillate per evitare di essere colpiti dal forte odore di 'gomma bruciata' che da mesi, ogni sera invade gran parte del paese. Non se ne può più”.

Palazzo della Provincia, il tempio del Laboratorio

SAN PIETRO VERNOTICO - "Qui ci stanno inquinando i polmoni, non si può più respirare, siamo costretti a stare con porte e finestre sigillate per evitare di essere colpiti dal forte odore di 'gomma bruciata' che da mesi, ogni sera invade gran parte del paese. Non se ne può più". A parlare è l'esasperazione di alcuni residenti delle villette a schiera della zona 167, l'area che confina con l'ex discarica di contrada Pallitica dove da quasi una decina di anni è in attesa di essere bonificata e messa in sicurezza.

Ieri sera l'ennesima segnalazione al primo cittadino, l'avvocato Pasquale Rizzo, al responsabile del settore Urbanistica del Comune di San Pietro Vernotico, alla Protezione civile e alla Forestale. Dalla montagna di rifiuti dell'ex discarica si levavano numerose colonne di fumo, segno che c'era una combustione sotterranea in corso. L'odore simile a quello della gomma bruciata aleggiava in tutta la contrada e nella parte del paese che confina con la zona 167.

I volontari della protezione civile di San Pietro, su disposizione del primo cittadino, hanno gettato acqua sull'incendio senza fiamme che stava divorando in più punti i rifiuti. L'unico intervento che al momento si può attuare. I roghi, però, ormai sono all'ordine del giorno, da mesi chi vive nei pressi della contrada (ma anche tutta la parte sud del Paese) è costretto a respirare aria presumibilmente inquinata. Di certo tossica che crea non pochi disagi. Si sa che dalla combustione si sprigiona anche la diossina.

Un'estate, quella di chi è rimasto in paese, trascorsa con porte e finestre chiuse. "Qualcuno soffre di asma, altri di allergie, chi non è ammalato lo diventerà a breve", lamentavano ieri sera Salvatore De Bello, Tiziana Caputo, Raffaela Murrone, Daniele e Maria Brescia e Gianfranco Barletta, una parte del numeroso gruppo di cittadini che da annichiede di poter respirare liberamente. Numerose sono le segnalazioni fatte alla caserma dei carabinieri.

"Ci dicono che si può intervenire solo con l'acqua ma qui la situazione è molto grave. Ogni sera dall'inizio della stagione estiva si crea una cappa di fumo che puzza di gomma bruciata, nell'aria vola polvere nera che si deposita sulla nostra pelle e sulle labbra siamo costretti a chiuderci in casa sigillando porte e finestre. Per non parlare poi dei terreni destinati alla coltivazione di frutta e verdura situati a ridosso della discarica. Chi ci garantisce che i prodotti di quelle terre non non contaminati?".

Una risposta questa che dovrebbe essere data da tutti gli enti che da anni si sono occupati della discarica e che non hanno ancora provveduto a renderla innocua. La situazione in cui versa contrada Pallitica è il risultato della cattiva gestione delle risorse e dei finanziamenti pubblici di cui hanno disposto le diverse amministrazioni comunali ma anche provinciali che si sono susseguite nel corso degli anni.

Le tonnellate di rifiuti che sono stoccate nel terreno di quella che un tempo era una discarica oggi in attesa delle opere di bonifica, si stanno estinguendo con processi chimici dannosi per l'ambiente e per la salute pubblica senza che nessuno sia ancora riuscito a mettere fine alla situazione.

Come se non bastasse il 5 giugno scorso il commissario straordinario prefettizio della Provincia di Brindisi, Cesare Castelli, con apposita delibera ha revocato al Comune di San Pietro il finanziamento di 1.450.000 euro stanziato nel 2005 nell'ambito del Piano provinciale di attuazione del programma regionale per la tutela ambientale, che prevedeva la "Messa in sicurezza e completamento delle opere di bonifica e sistemazione finale della discarica dimessa di Rsu ubicata in località Pallittica nel Comune di San Pietro Vernotico".

Soldi che sono stati stanziati tra il 2007 e il 2009 e mai utilizzati e che, salvo cambiamenti (è previsto un incontro in Regione per bloccare la revoca), devono essere ora restituiti alla Provincia.

L'unico intervento che sarebbe stato fatto fino a questo momento riguarda la "caratterizzazione" del sito. Si tratta del primo di una serie di passi che ha come obiettivo la bonifica di un'area contaminata. Consiste nella definizione dell'assetto geologico e idrogeologico del sito, nella verifica della presenza o meno di contaminazione nei suoli e nelle acque e nello sviluppo di un modello concettuale del sito. La discarica di contrada Pallitica sembrerebbe ferma a questo primo passo. Da quanto si legge nella delibera di revoca del finanziamento, però, la Provincia ha più volte chiesto il rendiconto degli interventi di bonifica.

"Con determinazione dirigenziale n.1334 del 21/11/2006 del dirigente del servizio, con note prot. nn. 70298-53987-60051-91843, rispettivamente del 7/04/2008, 10/06/2010, 13/07/2011 e del 18/12/2012, al fine di consentire al Servizio ambiente ed ecologia della Provincia, di poter adempiere, puntualmente, a quanto richiesto dalla Regione Puglia, si sollecitava l'invio della documentazione attestante lo stato di attuazione del suddetto intervento, nonché dei vari documenti giustificativi di spesa (atti di gara e/o modalità di affidamento delle somme, determinazioni di liquidazioni spese e Sal, mandati di pagamento quietanzati, fatture) in copia conforme all'originale".

La richiesta non ha mai ricevuto risposte così con nota 23328 dell'8/04/2013, in assenza di riscontro alle suddette note, "questo ente comunicava l'avvio del procedimento di revoca del finanziamento concesso di 1.450.000 euro".

Da quanto assicura Rizzo il rischio di perdere il finanziamento potrebbe essere scongiurato: "E' previsto un incontro per la fine del mese in Regione e in Provincia per cercare di non perdere questo finanziamento, per quello che mi riguarda sto facendo l'impossibile per evitare di non avere più i soldi per continuare l'opera di bonifica, ma questa è una situazione purtroppo ereditata dalla vecchia amministrazione".

"I soldi sono stati stanziati (e accantonati) tutti insieme ma la Provincia non è mai stata informata delle opere che man mano venivano eseguite. Non sono stati utilizzati anche per una questione legata al patto di stabilità ma questo non giustifica gli errori compiuti fino a questo momento. Adesso la situazione è molto grave, non posso assicurare che il rischio di inquinamento non è alto. Si potrà stabilire solo quando il finanziamento potrà essere utilizzato", dice Rizzo.

Nel frattempo, a quanto sembra, la maggior parte dei sanpietrani, nell'area interessata dall'odore di bruciato ci sono anche le scuole, dovrà convivere con la puzza o munirsi di mascherine.

delibera provincia

 

 

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