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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Ambiente

Api e Pd: “Discarica a vista sul mare”

BRINDISI: Una grande discarica abusiva colma di rifiuti, calcinacci, materiale edilizio ed elettrico, mobili, libri, plastica, elettrodomestici, pneumatici, lastre frantumate di eternit. Ruderi fatiscenti. Una situazione di estremo degrado, diffuso in tutta la zona. E’ quanto hanno documentato i consiglieri comunali Francesco Cannalire (Api) e Vincenzo Albano (Pd). Ed è polemica.

BRINDISI: Una grande discarica abusiva colma di rifiuti, calcinacci, materiale edilizio ed elettrico, mobili, libri, plastica, elettrodomestici, pneumatici, lastre frantumate di eternit. Ruderi fatiscenti. Una situazione di estremo degrado, diffuso in tutta la zona. E' quanto hanno documentato i consiglieri comunali Francesco Cannalire (Api) e Vincenzo Albano (Pd). Ed è polemica.

Un dossier, corredato da foto, quello prodotto dai due rappresentanti consiliari, che sulla vicenda hanno informato la Procura della Repubblica di Brindisi, il sindaco, Domenico Mennitti ed il comandante dei vigili urbani del capoluogo, Teodoro Nigro.

"Un gigantesco immondezzaio: queste le caratteristiche peculiari dei luoghi, che abbiamo visitato nei giorni scorsi, su segnalazione di alcuni nostri concittadini, in località Punta Penne, sul litorale nord della nostra città, tra la Torre di Punta Penne e l'ex Batteria Militare Crocetta. Una situazione che, ci dicono, perdura da diverso tempo e che peggiora continuamente, senza che nessuno ritenga di dover intervenire in maniera efficace, per stroncare le criminose abitudini di chi mostra disprezzo per il nostro, paradossalmente anche per il proprio, territorio, scaricando in zona ogni tipo di rifiuto rendendo tutta l'area tempio dell'inciviltà".

Per i due consiglieri sarebbero cadute nel vuoto le tante sollecitazioni di intervento di molti cittadini: "Hanno dovuto fare i conti con una Amministrazione, che ha mostrato scarsa capacità di iniziativa nell'affrontare un tema di così grande rilevanza, che investe la salute pubblica e la salubrità ambientale, ma anche la salvaguardia e la valorizzazione della nostra, già tanto martoriata, costa. E' evidente che una delle carte più importanti per lo sviluppo turistico del territorio è stata giocata male, o forse non è stata giocata affatto, da parte di chi eccelle nell'annuncio di grandi progetti, ma non riesce a vedere e risolvere le tante situazioni di degrado e di disagio, che sono sotto gli occhi di tutti, e che potrebbero contribuire a sfruttare le potenzialità a portata di mano, senza dover fare affidamento alla provvidenza. Come, d'altronde, siamo soliti fare da molto tempo".

A margine della denuncia, l'appello di Cannalire e Albano: "Nella circostanza, confidiamo che, almeno per una volta, ci venga risparmiato il solito rimbalzo delle responsabilità, perché è urgente intervenire per la presenza di molte lastre di eternit frantumate, che possono disperdersi nell'ambiente e costituire un serio problema per la salute pubblica. Ma è anche necessario lanciare un segnale forte per la difesa dell'ambiente e dell'immagine del nostro litorale, impegnando risorse adeguate in uomini e tecnologie, che ci permettono di controllare costantemente il nostro territorio per impedire che al degrado, si aggiunga ulteriore incuria e regresso".

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Ma principalmente chiediamo, considerata anche la stagione estiva e l'affollamento delle litoranea, se rientra nelle sue intenzioni, intervenire tempestivamente per bonificare e riqualificare quei luoghi per restituire decoro alla zona, mettendo fine allo spettacolo desolante che penalizza la nostra costa e offende la dignità di ogni cittadino di Brindisi".

La replica dell'Amministrazione comunale c'è. Ovvero: è solo preannunciata: "Lunedì prossimo, alle ore 11, presso la Sala Giunta di Palazzo Nervegna, il vice sindaco Mauro D'Attis e l'assessore all'Ambiente Cesare Mevoli terranno una conferenza stampa per rispondere, atti amministrativi alla mano, all'interrogazione presentata dai consiglieri Albano e Cannalire in riferimento alla discarica abusiva in contrada Punta Penne".

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