Domenica, 21 Luglio 2024
Ambiente

Approvato il piano di bonifica Micorosa

BRINDISI - Con una nota del pomeriggio, il Ministero dell'Ambiente fa sapere che è stato approvato oggi dalla apposita conferenza dei servizi permanente sulle bonifiche nelle aree Sin, il progetto di messa in sicurezza della falda nell’area Micorosa, a Brindisi.

BRINDISI - Con una nota del pomeriggio, il Ministero dell'Ambiente fa sapere che è stato approvato oggi dalla apposita conferenza dei servizi permanente sulle bonifiche nelle aree Sin, il progetto di messa in sicurezza della falda nell’area Micorosa, a Brindisi, "circa 50 ettari di terreno a sud del polo petrolchimico, nei pressi dell’oasi naturale delle Saline, utilizzati come discarica industriale per un ventennio".

"Il progetto, il cui soggetto attuatore è il Comune di Brindisi, sarà finanziato con 40 milioni di euro già assegnati dal Cipe nel 2012 e sarà integrato da quello di Syndial, l’attuale proprietaria delle aree circostanti (Syndial, società Eni, è 'l'amministratore di condominio' del petrolchimico consortile brindisino, ndr)".

“Si chiude così - commenta il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando - un capitolo triste della storia ambientale pugliese che ha pesato negativamente sulla vita del territorio e dei suoi abitanti. Si tratta di un esempio significativo di come con il coordinamento tra il ministero, gli enti locali e i soggetti interessati possano essere utilizzate in maniera efficace le risorse pubbliche”.

Le caratterizzazioni finanziate dalla Regione Puglia e affidate al Comune di Brindisi, e da questi appaltate ad una società specializzata (costate 650mila euro forniti dai fondi Fas, più 135mila destinati alle analisi dell’Arpa), scoperchiarono l’inferno: "sino alla profondità di 5 metri, quel lago asciutto, lunare, nasconde al confine nord del Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa, 1,5 milioni di metri cubi di dicloroetilene, il famigerato cloruro di vinile, benzene, arsenico, e altri contaminanti per volumi complessivi che superano di 4 milioni i limiti consentiti dalla legge", aveva scritto BrindisiReport.it l'1 febbraio 2013.

Il finanziamento Cipe è attualmente nella disponibilità della Regione Puglia che per bocca dell'assessore alla Qualità dell'Ambiente, Lorenzo Nicastro, aveva fatto sapere l'estate scorsa che la soluzione che sarà adottata non è quella dello svuotamento dell'enorme massa di veleni, ma il loro tombamento sul posto con la messa in sicurezza della falda contaminata collegata alla discarica Micorosa sia sul versante del mare che su quello del Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa.

La società Micorosa, che ricevette il 27 febbraio del 1992 l'eredità del lago di veleni per una loro improbabile trasformazione in calce per i filtri dei denitrificatori Enel (all'epoca negli atti ufficiali si parlava solo di idrati di calcio stabilizzati) da Enichem, intanto è sempre in procedura fallimentare: nel 1993 Enel annullò infatti la gara per le forniture di materiale per i filtri dei denitrificatori e la piccola azienda appena nata non entrò mai in attività. Resta da capire se la responsabilità dell'inquinamento di quello stagno tra il Petrolchimico e il mare resteranno impunite non dal punto di vista penale (prescrizioni scattate da decenni) ma quanto da quello risarcitorio.

 

E’ stato approvato oggi dalla Conferenza dei servizi il progetto di messa in sicurezza della falda nell’area Micorosa, a Brindisi, circa 50 ettari di terreno a sud del polo petrolchimico, nei pressi dell’oasi naturale delle Saline, utilizzati come discarica industriale per un ventennio.

 

Il progetto, il cui soggetto attuatore è il Comune di Brindisi, sarà finanziato con 40 milioni di euro già assegnati dal Cipe nel 2012 e sarà integrato da quello di Syndial, l’attuale proprietaria delle aree circostanti.

 

“Si chiude così - commenta il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando - un capitolo triste della storia ambientale pugliese che ha pesato negativamente sulla vita del territorio e dei suoi abitanti. Si tratta di un esempio significativo di come con il coordinamento tra il ministero, gli enti locali e i soggetti interessati possano essere utilizzate in maniera efficace le risorse pubbliche”.

- See more at: https://www.minambiente.it/comunicati/orlando-con-lok-alla-messa-sicurezza-della-falda-nellarea-micorosa-si-chiude-un-capitolo#sthash.ZZ7DKXzw.dpufE’ stato approvato oggi dalla Conferenza dei servizi il progetto di messa in sicurezza della falda nell’area Micorosa, a Brindisi, circa 50 ettari di terreno a sud del polo petrolchimico, nei pressi dell’oasi naturale delle Saline, utilizzati come discarica industriale per un ventennio.

 

Il progetto, il cui soggetto attuatore è il Comune di Brindisi, sarà finanziato con 40 milioni di euro già assegnati dal Cipe nel 2012 e sarà integrato da quello di Syndial, l’attuale proprietaria delle aree circostanti.

 

“Si chiude così - commenta il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando - un capitolo triste della storia ambientale pugliese che ha pesato negativamente sulla vita del territorio e dei suoi abitanti. Si tratta di un esempio significativo di come con il coordinamento tra il ministero, gli enti locali e i soggetti interessati possano essere utilizzate in maniera efficace le risorse pubbliche”.

 

E’ stato approvato oggi dalla Conferenza dei servizi il progetto di messa in sicurezza della falda nell’area Micorosa, a Brindisi, circa 50 ettari di terreno a sud del polo petrolchimico, nei pressi dell’oasi naturale delle Saline, utilizzati come discarica industriale per un ventennio.

 

 

 

Il progetto, il cui soggetto attuatore è il Comune di Brindisi, sarà finanziato con 40 milioni di euro già assegnati dal Cipe nel 2012 e sarà integrato da quello di Syndial, l’attuale proprietaria delle aree circostanti.

 

 

 

“Si chiude così - commenta il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando - un capitolo triste della storia ambientale pugliese che ha pesato negativamente sulla vita del territorio e dei suoi abitanti. Si tratta di un esempio significativo di come con il coordinamento tra il ministero, gli enti locali e i soggetti interessati possano essere utilizzate in maniera efficace le risorse pubbliche”.

- See more at: https://www.minambiente.it/comunicati/orlando-con-lok-alla-messa-sicurezza-della-falda-nellarea-micorosa-si-chiude-un-capitolo#sthash.ZZ7DKXzw.dpuf

BRINDISI - Con una nota del pomeriggio, il Ministero dell'Ambiente fa sapere che è stato approvato oggi dalla apposita conferenza dei servizi permanente sulle bonifiche nelle aree Sin, il progetto di messa in sicurezza della falda nell’area Micorosa, a Brindisi, "circa 50 ettari di terreno a sud del polo petrolchimico, nei pressi dell’oasi naturale delle Saline, utilizzati come discarica industriale per un ventennio".

"Il progetto, il cui soggetto attuatore è il Comune di Brindisi, sarà finanziato con 40 milioni di euro già assegnati dal Cipe nel 2012 e sarà integrato da quello di Syndial, l’attuale proprietaria delle aree circostanti (Syndial, società Eni, è 'l'amministratore di condominio' del petrolchimico consortile brindisino, ndr)".

“Si chiude così - commenta il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando - un capitolo triste della storia ambientale pugliese che ha pesato negativamente sulla vita del territorio e dei suoi abitanti. Si tratta di un esempio significativo di come con il coordinamento tra il ministero, gli enti locali e i soggetti interessati possano essere utilizzate in maniera efficace le risorse pubbliche”.

Le caratterizzazioni finanziate dalla Regione Puglia e affidate al Comune di Brindisi, e da questi appaltate ad una società specializzata (costate 650mila euro forniti dai fondi Fas, più 135mila destinati alle analisi dell’Arpa), scopechiarono l’inferno: "sino alla profondità di 5 metri, quel lago asciutto, lunare, nasconde al confine nord del Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa, 1,5 milioni di metri cubi di dicloroetilene, il famigerato cloruro di vinile, benzene, arsenico, e altri contaminanti per volumi complessivi che superano di 4 milioni i limiti consentiti dalla legge", aveva scritto BrindisiReport.it l'1 febbraio 2013.

Il finanziamento Cipe è attualmente nella disponibilità della Regione Puglia che per bocca dell'assessore alla Qualità dell'Ambiente, Lorenzo Nicastro, aveva fatto sapere l'estate scorsa che la soluzione che sarà adottata non è quella dello svuotamento dell'enorme massa di veleni, ma il loro tombamento sul posto con la messa in sicurezza della falda contaminata collegata alla discarica Micorosa sia sul versante del mare che su quello del Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa. La società Micorosa, che ricevette il 27 febbraio del 1992 l'eredità del lago di veleni per una loro improbabile trasformazione in calce per i filtri dei denitrificatori Enel (all'epoca negli atti ufficiali si parlava solo di idrati di calcio stabilizzati) da Enichem, intanto è sempre in procedura fallimentare: nel 1993 Enel annullò infatti la gara per le forniture di materiale per i filtri dei denitrificatori e la piccola azienda appena nata non entrò mai in attività. Resta da capire se la responsabilità dell'inquinamento di quello stagno tra il Petrolchimico e il mare resteranno impunite non dal punto di vista penale (prescrizioni scattate da decenni) ma quanto da quello risarcitorio.

BRINDISI - Con una nota del pomeriggio, il Ministero dell'Ambiente fa sapere che è stato approvato oggi dalla apposita conferenza dei servizi permanente sulle bonifiche nelle aree Sin, il progetto di messa in sicurezza della falda nell’area Micorosa, a Brindisi, "circa 50 ettari di terreno a sud del polo petrolchimico, nei pressi dell’oasi naturale delle Saline, utilizzati come discarica industriale per un ventennio".

"Il progetto, il cui soggetto attuatore è il Comune di Brindisi, sarà finanziato con 40 milioni di euro già assegnati dal Cipe nel 2012 e sarà integrato da quello di Syndial, l’attuale proprietaria delle aree circostanti (Syndial, società Eni, è 'l'amministratore di condominio' del petrolchimico consortile brindisino, ndr)".

“Si chiude così - commenta il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando - un capitolo triste della storia ambientale pugliese che ha pesato negativamente sulla vita del territorio e dei suoi abitanti. Si tratta di un esempio significativo di come con il coordinamento tra il ministero, gli enti locali e i soggetti interessati possano essere utilizzate in maniera efficace le risorse pubbliche”.

Le caratterizzazioni finanziate dalla Regione Puglia e affidate al Comune di Brindisi, e da questi appaltate ad una società specializzata (costate 650mila euro forniti dai fondi Fas, più 135mila destinati alle analisi dell’Arpa), scopechiarono l’inferno: "sino alla profondità di 5 metri, quel lago asciutto, lunare, nasconde al confine nord del Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa, 1,5 milioni di metri cubi di dicloroetilene, il famigerato cloruro di vinile, benzene, arsenico, e altri contaminanti per volumi complessivi che superano di 4 milioni i limiti consentiti dalla legge", aveva scritto BrindisiReport.it l'1 febbraio 2013.

Il finanziamento Cipe è attualmente nella disponibilità della Regione Puglia che per bocca dell'assessore alla Qualità dell'Ambiente, Lorenzo Nicastro, aveva fatto sapere l'estate scorsa che la soluzione che sarà adottata non è quella dello svuotamento dell'enorme massa di veleni, ma il loro tombamento sul posto con la messa in sicurezza della falda contaminata collegata alla discarica Micorosa sia sul versante del mare che su quello del Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa. La società Micorosa, che ricevette il 27 febbraio del 1992 l'eredità del lago di veleni per una loro improbabile trasformazione in calce per i filtri dei denitrificatori Enel (all'epoca negli atti ufficiali si parlava solo di idrati di calcio stabilizzati) da Enichem, intanto è sempre in procedura fallimentare: nel 1993 Enel annullò infatti la gara per le forniture di materiale per i filtri dei denitrificatori e la piccola azienda appena nata non entrò mai in attività. Resta da capire se la responsabilità dell'inquinamento di quello stagno tra il Petrolchimico e il mare resteranno impunite non dal punto di vista penale (prescrizioni scattate da decenni) ma quanto da quello risarcitorio.

BRINDISI - Con una nota del pomeriggio, il Ministero dell'Ambiente fa sapere che è stato approvato oggi dalla apposita conferenza dei servizi permanente sulle bonifiche nelle aree Sin, il progetto di messa in sicurezza della falda nell’area Micorosa, a Brindisi, "circa 50 ettari di terreno a sud del polo petrolchimico, nei pressi dell’oasi naturale delle Saline, utilizzati come discarica industriale per un ventennio".

"Il progetto, il cui soggetto attuatore è il Comune di Brindisi, sarà finanziato con 40 milioni di euro già assegnati dal Cipe nel 2012 e sarà integrato da quello di Syndial, l’attuale proprietaria delle aree circostanti (Syndial, società Eni, è 'l'amministratore di condominio' del petrolchimico consortile brindisino, ndr)".

“Si chiude così - commenta il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando - un capitolo triste della storia ambientale pugliese che ha pesato negativamente sulla vita del territorio e dei suoi abitanti. Si tratta di un esempio significativo di come con il coordinamento tra il ministero, gli enti locali e i soggetti interessati possano essere utilizzate in maniera efficace le risorse pubbliche”.

Le caratterizzazioni finanziate dalla Regione Puglia e affidate al Comune di Brindisi, e da questi appaltate ad una società specializzata (costate 650mila euro forniti dai fondi Fas, più 135mila destinati alle analisi dell’Arpa), scoperchiarono l’inferno: "sino alla profondità di 5 metri, quel lago asciutto, lunare, nasconde al confine nord del Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa, 1,5 milioni di metri cubi di dicloroetilene, il famigerato cloruro di vinile, benzene, arsenico, e altri contaminanti per volumi complessivi che superano di 4 milioni i limiti consentiti dalla legge", aveva scritto BrindisiReport.it l'1 febbraio 2013.

Il finanziamento Cipe è attualmente nella disponibilità della Regione Puglia che per bocca dell'assessore alla Qualità dell'Ambiente, Lorenzo Nicastro, aveva fatto sapere l'estate scorsa che la soluzione che sarà adottata non è quella dello svuotamento dell'enorme massa di veleni, ma il loro tombamento sul posto con la messa in sicurezza della falda contaminata collegata alla discarica Micorosa sia sul versante del mare che su quello del Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa. La società Micorosa, che ricevette il 27 febbraio del 1992 l'eredità del lago di veleni per una loro improbabile trasformazione in calce per i filtri dei denitrificatori Enel (all'epoca negli atti ufficiali si parlava solo di idrati di calcio stabilizzati) da Enichem, intanto è sempre in procedura fallimentare: nel 1993 Enel annullò infatti la gara per le forniture di materiale per i filtri dei denitrificatori e la piccola azienda appena nata non entrò mai in attività. Resta da capire se la responsabilità dell'inquinamento di quello stagno tra il Petrolchimico e il mare resteranno impunite non dal punto di vista penale (prescrizioni scattate da decenni) ma quanto da quello risarcitorio.

 

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