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Martedì, 7 Dicembre 2021
Ambiente

AqP, Monteforte sordo a tutto avvia il ridimensionamento di Brindisi

BRINDISI - L’Acquedotto pugliese parte con la riorganizzazione: ordini di servizio, freschi di stampa, sono stati recapitati questa mattina stessa ai dipendenti dell’ente. In barba allo stop richiesto dal presidente dell’Ato, il sindaco di Bari Michele Emiliano, ma anche da venti Comuni del Brindisino, nonché dal Comitato referendario Acqua bene comune, e anche dall’assessore regionale Fabiano Amati. Rassicurazioni dalle gambe corte quelle dell’amministrazione dell’Acquedotto, presto smentite dal passaggio ai fatti.

BRINDISI - L'Acquedotto pugliese parte con la riorganizzazione: ordini di servizio, freschi di stampa, sono stati recapitati questa mattina stessa ai dipendenti dell'ente. In barba allo stop richiesto dal presidente dell'Ato, il sindaco di Bari Michele Emiliano, ma anche da venti Comuni del Brindisino, nonché dal Comitato referendario Acqua bene comune, e anche dall'assessore regionale Fabiano Amati. Rassicurazioni dalle gambe corte quelle dell'amministrazione dell'Acquedotto, presto smentite dal passaggio ai fatti.

L'acquedotto aveva ribadito nessuna variazione per la sede di Brindisi nel suo profilo operativo, nel numero degli uffici, nel numero degli operatori assegnati e nelle funzioni svolte. Nemmeno ventiquattro ore dopo la doccia fredda, e l'allarme dei sindacati, con il sospetto collaterale della conversione dell'attuale assetto in quattro macro aree in cui verrebbero accorpate anche le attuali sette unità territoriali.

L'ordine di servizio messo a punto, è formulato nell'esatta direzione indicata nel cosiddetto "blitz di Ferragosto", con relativo ridimensionamento della sede di Brindisi e il trasferimento di unità lavorative e funzioni alla sede di Taranto. I sindacati, levano ancora una volta la voce, ma stavolta in un coro unico: "Come segreterie territoriali - scrivono Cgil, Cisl e Uil - denunciamo ancora una volta il comportamento arrogante dell'ente, che non ha voluto tener conto delle proteste che si sono sollevate dal mondo sindacale, istituzionale e politico contro la razionalizzazione del servizio, che va, sempre e comunque, a danno dei lavoratori e dell'utenza brindisina".

Surclassate, a piè pari, le delibere di tutti i consigli, provinciale e comunali, né l'intervento del presidente dell'Ato Puglia, Michele Emiliano, che ha imposto all'amministratore unico di sospendere il programma di riorganizzazione in quanto del tutto arbitrario. Anche a fronte del fatto che, nel vigente piano d'ambito, non è prevista alcuna variazione strutturale e organizzativa. Per inciso. Nell'incontro tenutosi l'altro ieri a Bari, con i sindacati regionali, l'Aqp non solo ha confermato la riorganizzazione da tempo annunciata ma, con un comportamento intollerabile, ha rigettato le richieste portate al tavolo.

"Esprimiamo forte perplessità rispetto al ruolo svolto dalla Regione - affondano i sindacati - è incomprensibile che l'Aqp agisca come fosse una tra le peggiori aziende private, senza rispetto per il Territorio e con comportamenti antisindacali. Ribadiamo, quindi, la nostra ferma richiesta al presidente Vendola e all'assessore Amati di far annullare immediatamente l'ordine di servizio aziendale, chiudendo con l'autorità di loro competenza questa diatriba che sta avvelenando ed indispettendo un clima che rischia di degenerare in un caos senza precedenti".

E urla all'indignazione il senatore del Pd Salvatore Tomaselli: "Un vero e proprio schiaffo all'intera provincia di Brindisi, frutto della totale indifferenza alle ragioni del territorio e alle legittime prese di posizione istituzionali, che tradisce arroganza e protervia aziendalistica".

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