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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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AqP pubblico, Fitto impugna

ROMA - Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, ha impugnato 5 leggi regionali mentre per altre 21 è stata decisa la non impugnativa. Tra queste, due leggi della regione Puglia, la n.9 e la n.11 del 2011 sull'Istituzione dell'Autorità idrica Pugliese e la “Gestione del servizio idrico integrato - Costituzione dell'Azienda pubblica regionale - Acquedotto Pugliese”.

ROMA - Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, ha impugnato 5 leggi regionali mentre per altre 21 è stata decisa la non impugnativa. Tra queste, due leggi della regione Puglia, la n.9 e la n.11 del 2011 sull'Istituzione dell'Autorità idrica Pugliese e la "Gestione del servizio idrico integrato - Costituzione dell'Azienda pubblica regionale - Acquedotto Pugliese".

"Sull'Acquedotto pugliese l'impugnazione era più che prevedibile, a causa della profonda e radicale differenza di punto di vista giuridico e politico tra il governo nazionale e i cittadini italiani, delle cui aspettative sull'argomento ci siamo fatti convinti porta bandiera", ha commentato l'assessore regionale Fabiano Amati.

"Da ciò che mi pare di cogliere i motivi su cui si fonda l'impugnazione sono la trasformazione di AqP da società per azioni a soggetto giuridico di diritto pubblico e la potestà del legislatore regionale di imporre l'affidamento del servizio. Circa l'impugnazione della legge istitutiva dell'Autorità' Idrica Pugliese, i rilievi sono di modestissima portata e fondati, sulla base di quanto riesco a capire a caldo, su una disposizione che introducemmo accogliendo un emendamento dell'opposizione e su mancanza di precisione sul transito del personale dall'Ato all'Aip", sostiene Amati.

E' chiaro che, prosegue l'assessore, " sulla legge di ripubblicizzazione di AqP resisteremo con tutto l'impegno e l'ingegno dinanzi alla Corte Costituzionale, mentre sulla legge istitutiva dell'Autorità Idrica Pugliese e' probabile, anche questo detto a caldo, che torneremo in consiglio regionale per adeguarci ai rilievi marginali posti, che in ogni caso non producono, anche in termini di prudenza, alcun problema di applicabilità immediata".

"Mi piace sottolineare - ironizza Fabiano Amati - che il governo nazionale preferisce impugnare una legge regionale emanata nel rispetto della volontà dei cittadini italiani espressa col referendum, piuttosto che intervenire esercitando i suoi poteri legislativi per riordinare la materia nel senso indicato con la consultazione popolare". L'assessore regionale perciò conclude che "politicamente questo atteggiamento mi sembra una dichiarazione di guerra avanzata nei confronti dei cittadini italiani, e non solo nei confronti della Regione Puglia, da parte del governo nazionale; ciò mi fa maturare l'impressione che il Ministro degli Affari Regionali avrebbe potuto delegare alla richiesta di impugnazione il Ministro della Difesa, così come si fa appunto in tempo di "guerra".

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