Asi: "Tutti i fondi per Micorosa"

BRINDISI – Il grosso delle risorse disponibili per le bonifiche del sito inquinato di interesse nazionale di Brindisi vanno destinate alla soluzione del problema Micorosa, l’immensa discarica di veleni che si estende tra il petrolchimico e gli stagni delle Saline, lungo la spiaggia. Un milione e mezzo di metri cubi di scorie di ogni genere (e non solo idrati di calcio) con cui ai bei tempi della chimica senza freni fu colmata una laguna simile a quelle dell’attuale Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa. Un inferno di clorurati organici: dicloroetilene, il famigerato cloruro di vinile, benzene, arsenico, e altri contaminanti per volumi complessivi che superano di 4 milioni i limiti consentiti dalla legge, fino a cinque metri di profondità.

Marcello Rollo

BRINDISI – Il grosso delle risorse disponibili per le bonifiche del sito inquinato di interesse nazionale di Brindisi vanno destinate alla soluzione del problema Micorosa, l’immensa discarica di veleni che si estende tra il petrolchimico e gli stagni delle Saline, lungo la spiaggia. Un milione e mezzo di metri cubi di scorie di ogni genere (e non solo idrati di calcio) con cui ai bei tempi della chimica senza freni fu colmata una laguna simile a quelle dell’attuale Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa. Un inferno di clorurati organici: dicloroetilene, il famigerato cloruro di vinile, benzene, arsenico, e altri contaminanti per volumi complessivi che superano di 4 milioni i limiti consentiti dalla legge, fino a cinque metri di profondità.

Per rimuovere questo immane obbrobrio, dicono i soggetti convocati ad un tavolo tecnico da Marcello Rollo, il nuovo presidente dell’Asi di Brindisi, bisogna fare presto e ci dovrà pensare il pubblico. E il privato? I proprietari dell’area ai quali Enichem Anic scaricò la gigantesca patata bollente? La società Micorosa è da tempo in procedura fallimentare, e gli svariati milioni di euro necessari per rimuovere i veleni, pretrattarli, trasportarli e stoccarli in siti autorizzati non li ha certo la curatela. Ma non è neppure giusto che tutto il peso di questo grave insulto all’ambiente, al territorio e al mare di Brindisi ricada sui fondi pubblici senza possibilità di procedere in danno.

Il 6 maggio del 2011, rapporto della Sogesid (la società che è impegnata nelle caratterizzazioni e nelle strategie di bonifica del Sin di Brindisi, incluso il problema Micorosa) sul tavolo, l’assessore comunale pro tempore all’Ambiente, Cesare Mevoli, disse a BrindisiReport.it: “Abbiamo fatto presente ai nostri interlocutori ministeriali che il Comune di Brindisi non dispone delle risorse necessarie all’intervento, dunque a questo interrogativo replicheranno gli enti deputati, individuando le società responsabili dell’inquinamento in danno delle quali dovranno essere eseguiti i lavori, come prevede il Codice dell’Ambiente. Gli enti chiamati a indicare le società in questione altri non possono essere che la Provincia per competenze in materia ambientale, o meglio lo stesso Ministero dell’Ambiente che conta competenze specifiche sui Siti di interesse nazionale (Sin) come quello di specie”.

Oggi nel comunicato dell’Asi dopo l’incontro di concertazione propedeutico ad un vertice romano, si legge: “I partecipanti alla riunione, dopo aver sinteticamente ricordato le varie istanze rivolte al Ministero circa la revisione degli oneri a carico delle Imprese che intendono aderire all’Accordo di Programma e circa le procedure agevolate per consentire opere di modesta entità, nelle more della restituzione agli usi legittimi delle aree, hanno altresì evidenziato la necessità di rappresentare al più elevato livello politico possibile la necessità che le risorse del territorio siano finalizzate ad allentare, nell’immediato, le pressioni ambientali procurate dalla discarica Micorosa e che sia valutato, prima di procedere al confinamento della falda, il rischio attuale rappresentato per la popolazione e per il mare dall’attuale stato della falda. I partecipanti alla riunione, a seguito di una osservazione del Comune, hanno convenuto sulla necessità di chiedere al Ministero di approfondire la necessità scientifica del confinamento fisico della falda”.

Nella speranza che anche per Micorosa non vada a finire come per Evc e Dow, che hanno lasciato il petrolchimico di Brindisi indisturbate, mollando alla comunità operai senza lavoro e aree da bonificare. Ma l’assetto dell’incontro svoltosi all’Asi sembra molto sbilanciato a favore degli sconti alle grandi imprese, fatta eccezione per la parte riguardante lo svincolo dei piccoli interventi dagli obblighi di caratterizzazione e bonifica, e quello delle aree Asi già caratterizzate dall’ambito dell’Accordo di Programma del 2007. Infatti si cercherà di rimettere in discussione la soluzione del confinamento fisico della falda inquinata sottostante la zona industriale, e si chiederà la revisione degli oneri a carico delle imprese che aderiranno all’accordo stesso, che è – come certamente molti non ricordano – un protocollo tra lo Stato e i governi locali per la pianificazione e l’esecuzione delle bonifiche nella zona industriale e nel porto, che prevede sconti sui costi delle stesse per le aziende grandi e piccole che aderiscono accettando le procedure decise in sede di Ministero dell’Ambiente.

La riunione di cui ha dato notizia Rollo non era altro che una sorta di preconsiglio prima della seduta del  Comitato di Indirizzo e Controllo per la Gestione dell’Accordo di programma del Sin (Sito di interesse nazionale) di Brindisi, che avrà all’ordine del giorno: 1 – Approvazione del verbale della riunione di Comitato del 24 marzo 2011; 2 – Stato di avanzamento delle attività previste dall’Accordo di Programma con particolare riferimento a: progettazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica della falda acquifera a carico Sogesid; completamento della caratterizzazione delle aree a terra del sito di bonifica di Brindisi a carico di Arpa Puglia; 3 – Stato di avanzamento delle attività funzionali alla definizione di un ‘protocollo’ per la realizzazione di piccole opere in aree non ancora svincolate per usi legittimi; 4 – Varie ed eventuali.

Hanno partecipato al vertice all’Asi il commissario prefettizio del Comune di Brindisi, la Provincia di Brindisi e l’Autorità Portuale. Hanno partecipato, altresì, oltre al presidente del Consorzio Asi, Anna Maria D’Agnano direttore del Dipartimento di Brindisi dell’Arpa Puglia, Giuseppe Marinò presidente di Confindustria, il direttore Sonia Rubini, Emanuele Sternativo e Franco Gentile della Cna, ed il vice presidente della Camera di Commercio di Brindisi, Cosimo Convertino.

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