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Assediati dai pannelli fotovoltaici. Un incontro per dire basta all'invasione

S.PANCRAZIO SALENTINO - Il fotovoltaico applicato ai terreni agricoli, e non ai tetti dei centri urbani e delle zone industriali, sta distruggendo la fisionomia del paesaggio del Salento. E arrivano i primi segnali di rigetto di queste politiche che sembrano senza freni, e che stanno consegnando aree intere della Puglia - malgrado i ritocchi alla normativa regionale - all'industria del silicio e forzano la mano a piccoli agricoltori spossati dalle crisi del settore, allettandoli a vendere.

S.PANCRAZIO SALENTINO - Il fotovoltaico applicato ai terreni agricoli, e non ai tetti dei centri urbani e delle zone industriali, sta distruggendo la fisionomia del paesaggio del Salento. E arrivano i primi segnali di rigetto di queste politiche che sembrano senza freni, e che stanno consegnando aree intere della Puglia - malgrado i ritocchi alla normativa regionale - all'industria del silicio e forzano la mano a piccoli agricoltori spossati dalle crisi del settore, allettandoli a vendere.

A S.Pancrazio Salentino, nel cuore della produzione del Salice rosso doc, quanti all'ufficio tecnico comunale o tra i consiglieri hanno letto le regole basilari messe a disposizione da Arpa Puglia sul proprio sito internet, per poter valutare gli impatti degli impianti delle cosidette energie alternative? Probabilmente nessuno se le cose stanno andando come denuncia un comitato locale che si oppone ad un mega insediamento fotovoltaico.

"A breve sorgerà una mega centrale fotovoltaica in agro di S.Pancrazio Salentino in una zona soggetta a tre vincoli di tipo ambientale (regionale, provinciale e comunale), avrà una potenza di 70 megawatt e si estenderà su un territorio di 130 ettari. Sarà la più grande di Europa. Il Consiglio Comunale di S.Pancrazio Salentino -enuncia il comitato - tenutosi il 25 agosto, non ha espresso alcun parere ufficiale a riguardo; i consiglieri di maggioranza, però, hanno mostrato una evidente propensione favorevole al progetto".

Il 14 settembre ci sarà la Conferenza di Servizi, convocata dalla Regione Puglia, nella quale si deciderà sulla sorte di questo insediamento. "Pochi sanno che questo mega impianto si somma ad altri micro insediamenti di fotovoltaico (150 ettari circa) ed eolico (altri 600 ettari circa). Si sta consumando nell'indifferenza generale, un vero massacro del territorio. Gli insediamenti, se e quando realizzati, occuperanno, un territorio esteso tre volte il nostro centro abitato", fa sapere il comitato. E bisogna considerare le situazioni analoghe nei comuni confinanti.

Contro questa gestione del territorio, sabato 4 settembre alle 18,30 presso l'aula consiliare di S.Pancrazio Salentino si terrà un'assemblea pubblica zon interventi di Maurizio Portaluri (Primario Radioterapia dell'Ospedale Perrino di Brindisi, e di Riccardo Rossi (Ricercatore Enea). Moderatore Pietro Attanasio, biologo e già sindaco di S.Pancrazio. Hanno aderito all'iniziativa numerose associazioni ambientaliste.

A proposito del rapporto tra tutela del territorio e insediamenti fotovoltaici ed eolici, Vincenzo Montanaro della segreteria del Pd di Mesagne ci ha inviato il seguente intervento, che pubblichiamo integralmente:

"Sempre più frequentemente stampa e televisioni dedicano attenzione allo sregolato proliferare in Puglia di impianti di energia rinnovabile che rapidamente stanno modificando il paesaggio rurale confinando, in alcuni casi, l'agricoltura ad un ruolo marginale nel sistema economico della nostra regione.

Il noto attore e regista Michele Placido durante la cerimonia tenutasi a Siponto per la consegna degli "Argos Hippium" non ha potuto fare a meno di rilevare, in un inedito fuori programma, lo stridente contrasto tra i dolci crinali del Tavoliere delle Puglie e le mega torri degli impianti eolici; mentre proprio sabato scorso due noti giornalisti, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, hanno denunciato dalle pagine del "Corriere della Sera" il rischio che le energie rinnovabili insieme al paesaggio cancellino anche la storia della Puglia.

In provincia di Brindisi, dopo la mobilitazione di alcune associazioni, anche la politica ha fatto sentire la propria voce per bocca di uno dei suoi massimi rappresentanti istituzionali, il presidente Massimo Ferrarese. Questa ultima ferma e decisa presa di posizione, certamente lodevole ed apprezzabile, può apparire, tuttavia, come un intervento postumo teso a fronteggiare l'ennesima emergenza ambientale e paesaggistica non dissimile da tante altre emergenze che hanno percorso e continuano a percorrere il nostro territorio.

Superare questa interminabile sequela emergenziale, attraverso efficaci politiche di programmazione e pianificazione, diventa, quindi, la vera priorità politica. La Provincia ha un ruolo peculiare ed unico, grazie anche alla recente normativa regionale in materia urbanistica, ma è necessario che si doti del PTCP.

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - alla cui stesura partecipano i comuni e ogni altro organismo portatore di interessi diffusi - è l'unico strumento di pianificazione sovra locale: esso, quindi, risulta indispensabile per una visione compiuta e condivisa dell'intero territorio provinciale e del suo utilizzo.

Solo attraverso un destino prefigurato è possibile, infatti, tentare di superare la sclerotica ed improduttiva contrapposizione tra sviluppo economico e tutela dell'ambiente e del paesaggio e rilanciare con forza il futuro della comunità brindisina".

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