Assolti gestori termodistruttore Asi

BRINDISI – Si è chiuso in primo grado con due assoluzioni il processo per violazione delle normative ambientali in tema di rifiuti speciali, a carico del capo impianto della piattaforma polifunzionale di proprietà del Consorzio Asi, nella zona industriale di Brindisi, e del consigliere delegato all’impianto, entrambi di Tmt Spa Tecnitalia.

Il termodistruttore per rifiuti pericolosi dell'Asi di Brindisi

BRINDISI - Si è chiuso in primo grado con due assoluzioni il processo per violazione delle normative ambientali in tema di rifiuti speciali, a carico del capo impianto della piattaforma polifunzionale di proprietà del Consorzio Asi, nella zona industriale di Brindisi, e del consigliere delegato all'impianto, entrambi di Tmt Spa Tecnitalia.

"Dopo oltre 5 anni dal lontano 16 luglio 2007, allorché gli agenti del Nucleo di Polizia Tributaria procedettero ad un temerario quanto improvvido sequestro contestando lo stoccaggio non autorizzato di rifiuti pericolosi e non pericolosi, con sentenza di piena assoluzione (perché il fatto non sussiste) in data 12 ottobre 12 il Tribunale di Brindisi -sezione penale monocratica ha rilevato la assoluta correttezza dell'operato della Tmt Spa Tecnitalia", dice una nota dell'azienda.

Le persone assolte sono il consigliere delegato all'impianto, Andrea Campi, difeso dagli avvocati Andrea Corradino e Francesco Arigliano, e il campo impianto Franco Zanon Franco, difeso dall'avv. Roberto Cavalera. "Nel corso del procedimento penale, infatti, è stato smontato il teorema accusatorio ed è, di contro, emerso il pieno rispetto della normativa in materia ambientale e di smaltimento dei rifiuti industriali ad opera dei due imputati che, a quel tempo, operavano presso l'impianto per conto di Tmt Spa Tecnitalia".

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