Ambiente

"Basta carbone e petrolio entro 2050"

BRUXELLES - L'Unione europea deve indirizzare le sue politiche di settore, in materia di energia, trasporti e agricoltura verso l'obiettivo della riduzione delle emissioni di CO2. È questo il contenuto di una risoluzione del Parlamento europeo votata a larga maggioranza, che invita la Commissione Ue a perfezionare strategia e strumenti, primo tra tutti il sistema di scambio delle emissioni. Secondo l'Europarlamento per rendere l'economia europea più competitiva è indispensabile affrancarsi dai combustibili fossili entro il 2050.

BRUXELLES - L'Unione europea deve indirizzare le sue politiche di settore, in materia di energia, trasporti e agricoltura verso l'obiettivo della riduzione delle emissioni di CO2. È questo il contenuto di una risoluzione del Parlamento europeo votata a larga maggioranza, che invita la Commissione Ue a perfezionare strategia e strumenti, primo tra tutti il sistema di scambio delle emissioni. Secondo l'Europarlamento per rendere l'economia europea più competitiva è indispensabile affrancarsi dai combustibili fossili entro il 2050.

I deputati hanno scelto di appoggiare la tabella di marcia per il passaggio ad una bassa intensità di anidride carbonica proposta dalla Commissione europea, che alla volta del 2050 immagina un percorso arduo ma possibile per ottenere una riduzione del 80-95 per cento delle emissioni di CO2, secondo una tempistica che immagina un taglio di almeno il 40% entro il 2030, del 60% entro il 2040 e dell'80% entro il 2050. La data del 2030 come primo step è stata scelta dopo il fallimento del negoziato parlamentare che auspicava di anticipare la scadenza della riduzione del 40% al 2020: secondo la maggioranza si trattava di un'opzione impraticabile, che avrebbe penalizzato in maniera eccessiva produzioni e consumi.

La risoluzione attribuisce centralità nella strategia europea di lotta al cambiamento climatico, al sistema del mercato delle quote di emissione, che considera il principale strumento dell' Unione europea per ridurre le emissioni industriali e promuovere gli investimenti verdi. Ma ne raccomanda un perfezionamento, sia per quanto le regole che per quanto attiene alla opportunità di congelare il numero dei permessi di inquinamento, il cui mercato si è ampliato in maniera eccessiva e poco controllabile (si tratta dell'acquisto di quote di emissione da altri Paesi). Inoltre sollecita uno sviluppo positivo del negoziato con i paesi terzi, che stanno esercitando una forte opposizione ad adeguarsi al sistema europeo.

I deputati hanno espresso il loro appoggio alla proposta di direttiva sull'efficienza energetica, che considerano un pilastro della strategia di de-carbonizzazione della produzione di energia elettrica. Tanto che si propongono di sollecitare la fissazione di obiettivi vincolanti per le energie rinnovabili entro il 2030. Hanno inoltre chiesto alla Commissione di proporre misure specifiche per ridurre le emissioni agricole. E esprimono pieno appoggio all'avvio di una contabilità da applicare agli altri usi dei suoli, che investano i settori della produzione di biocarburanti e della forestazione sostenibile. Anche la possibilità di incrementare le misure volte alla riduzione delle emissioni generate dai trasporti via mare viene vista con interesse per il contributo che possono offrire al rispetto della tabella di marcia della riduzione delle emissioni entro il 2050.

I relatori che hanno contribuito alla stesura della risoluzione hanno citato casi di successo del processo di de-carbonizzazione, come un nuovo supermercato in gran Bretagna, nel quale è stato installato un sistema di pompaggio da una grande profondità dell'acqua che arriva in superficie già calda: un sistema elementare che permette un risparmio economico di oltre 100.000 euro all'anno e uno energetico ancora superiore. Senza arrivare alle scelte estreme messe in campo dalla Cina dove le fabbriche che non rispettano i programmi di riduzione delle emissioni sono costrette a interrompere le produzioni, è necessario che l'Europa incrementi gli sforzi con misure di incentivo ma anche con l'imposizione di limiti severi e soprattutto sviluppando tecnologie pulite e efficienti, come è già avvenuto nel comparto della produzione automobilistica.

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