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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Ambiente

Benzopirene, appello dei pediatri italiani contro il decreto Prestiacomo

ROMA - Un appello al governo italiano affinché riveda il decreto legislativo con cui si posticipa al 31 dicembre 2012 il divieto di superamento del livello di 1 nanogrammo per il benzopirene. Lo lanciano l'Associazione culturale pediatri (Acp) insieme alla Società italiana di pediatria (Sip) e alla Federazione italiana medici pediatri (Fimp). Il decreto n.155 del 13 agosto scorso della ministra Stefania Prestigiacomo , scrivono al Consiglio dei Ministri, Paolo Siani, presidente dell'Acp, Alberto Ugazio, presidente della Sip e Giuseppe Mele, presidente della Fimp, “di fatto mantiene ancora per 2 anni i cittadini italiani al rischio di esposizione a livelli elevati di questo pericolosissimo inquinante, svincolando le aziende inquinanti dall'obbligo di abbattere le emissioni in eccesso”.

ROMA - Un appello al governo italiano affinché riveda il decreto legislativo con cui si posticipa al 31 dicembre 2012 il divieto di superamento del livello di 1 nanogrammo per il benzopirene. Lo lanciano l'Associazione culturale pediatri (Acp) insieme alla Società italiana di pediatria (Sip) e alla Federazione italiana medici pediatri (Fimp). Il decreto n.155 del 13 agosto scorso della ministra Stefania Prestigiacomo , scrivono al Consiglio dei Ministri, Paolo Siani, presidente dell'Acp, Alberto Ugazio, presidente della Sip e Giuseppe Mele, presidente della Fimp, "di fatto mantiene ancora per 2 anni i cittadini italiani al rischio di esposizione a livelli elevati di questo pericolosissimo inquinante, svincolando le aziende inquinanti dall'obbligo di abbattere le emissioni in eccesso".

In particolare, secondo i tre presidenti, si mantengono «in questa inaccettabile situazione di rischio i cittadini e i bambini di Taranto, città in cui l'acciaieria più grande d'Europa, l'Ilva, immetterebbe, secondo i calcoli dell'Arpa Puglia, il 98% del benzopirene presente nel quartiere più vicino". Siani, Ugazio e Mele esprimono preoccupazione perchè "ai sensi del decreto" l'obiettivo di qualità di 1 nanogrammo al metro cubo, anche dopo la data indicata, dovrà essere osservato purché ciò non comporti costi sproporzionati.

È compito della comunità scientifica - osservano i pediatri - porre all'attenzione del governo i costi umani dovuti all'esposizione al benzopirene che è un agente cangerogeno genotossico. "Ci preme inoltre ricordare che la letteratura scientifica dimostra che l'esposizione in gravidanza ad elevati livelli di benzopirene comporta il rischio di ridurre il quoziente intellettivo del neonato e aumenta il rischio di malattie respiratorie del bambino".

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