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Venerdì, 20 Maggio 2022
Ambiente

Brindisi Lng contro il Comune

BRINDISI – Ventisette soggetti coinvolti, tra i quali la stessa Brindisi Lng e sette ministeri direttamente o attraverso enti dipendenti, si ritroveranno attorno ad un tavolo del dicastero dello Sviluppo economico, Dipartimento energia, alle 10,30 dell’ultimo giorno di novembre, convocati dalla dirigente della VI Sezione, Concetta Cecere, nonché responsabile del procedimento relativo al progetto British Gas di Capo Bianco a Brindisi, per un rigassificatore da 8 miliardi di metri cubi l’anno di capacità. Il commissario straordinario al Comune di Brindisi, Bruno Pezzuto, ieri in Comitato portuale era stato preciso: non si tratterà della seduta decisoria della conferenza dei servizi, che era attesa da un momento all’altro (toccherà al ministro dello Sviluppo riattivare o meno l’autorizzazione del 2003 per la costruzione dell’impianto), bensì di una ulteriore sessione istruttoria.

BRINDISI ? Ventisette soggetti coinvolti, tra i quali la stessa Brindisi Lng e sette ministeri direttamente o attraverso enti dipendenti, si ritroveranno attorno ad un tavolo del dicastero dello Sviluppo economico, Dipartimento energia, alle 10,30 dell?ultimo giorno di novembre, convocati dalla dirigente della VI Sezione, Concetta Cecere, nonché responsabile del procedimento relativo al progetto British Gas di Capo Bianco a Brindisi, per un rigassificatore da 8 miliardi di metri cubi l?anno di capacità. Il commissario straordinario al Comune di Brindisi, Bruno Pezzuto, ieri in Comitato portuale era stato preciso: non si tratterà della seduta decisoria della conferenza dei servizi, che era attesa da un momento all?altro (toccherà al ministro dello Sviluppo riattivare o meno l?autorizzazione del 2003 per la costruzione dell?impianto), bensì di una ulteriore sessione istruttoria.

Riesaminare le istruttorie - Perché? Lo spiega sinteticamente nella nota di convocazione la stessa responsabile del procedimento: malgrado i ricorsi al Tar sia contro le prescrizioni imposte con il rilascio del parere di compatibilità ambientale da parte della Commissione Via del ministero dell?Ambiente, viatico tanto sgradito da Brindisi Lng da indurla ad appellarsi nuovamente ai giudizi amministrativi (dopo aver impugnato anche la sospensione firmata nell?autunno del 2007 dall?allora ministro Bersani, e controfirmata dal collega Pecoraro Scanio), la società britannica sta ottemperando progressivamente alle prescrizioni stesse depositando i progetti delle modifiche richieste. Quindi è necessario adesso, secondo il ministero dello Sviluppo, ?fare chiarezza sullo stato del procedimento amministrativo con un confronto con tutte le amministrazioni coinvolte, al fine di esaminare le varie fasi istruttorie dei pareri di competenza?.

In breve, visto che Brindisi Lng ha dovuto depositare presso ogni soggetto interessato la documentazione relativa alle modifiche progettuali, affinché gli stessi esprimessero nuovamente un parere alla luce degli aggiornamenti richiesti dalla Commissione Via all?azienda, il ministero intende ricostruire tutta questa nuova fase di pronunciamenti degli enti esaminando le istruttorie che ognuno ha effettuato per giungere poi nuovamente ad un no o ad un sì al rigassificatore. Si tratta perciò non solo di una seduta istruttoria, ma anche di una seduta per tecnici e non per politici (come gli organi che hanno riformulato o rinnovato i pareri). Per la Provincia di Brindisi dunque il 30 sarà a Roma, su delega del presidente Massimo Ferrarese, il dirigente del Settore ambiente, Pasquale Epifani, mentre per il Comune di Brindisi il commissario straordinario ha delegato Angelo Roma, capo di gabinetto e direttore anche del Settore sviluppo e programmazione economica, e il responsabile dell?Ufficio legale, Francesco Trane.

Ricorso Br Lng anche contro il Dpp - Il contenzioso del Comune di Brindisi con Brindisi Lng, peraltro, si è nel frattempo arricchito. Nel carnet dei propri ricorsi ai tribunali amministrativi, Brindisi Lng ? British Gas ha aggiunto anche quello contro il Documento programmatico preliminare al Piano urbanistico generale del Comune di Brindisi, atto ratificato dal consiglio comunale prima del suo scioglimento, che esclude la presenza di un rigassificatore nel porto. Insomma, la società intende ingerire, per affermare i propri interessi commerciali ed industriali, anche nella programmazione urbanistica e negli orientamenti di sviluppo di Brindisi. In questo caso, offre man forte a Bg Group l?Autorità Portuale, e sarebbe gravissimo se la politica locale e gli aspiranti alla carica di sindaco tacessero questa situazione e non si muovessero di conseguenza.

A meno che non abbia ragione il presidente di Confindustria Brindisi, il quale in Comitato portuale ha affermato, rivolgendosi ai rappresentanti del Comune e della Provincia, che in città sono sempre meno i contrari al rigassificatore. Dimenticando però una cosa: che gli stessi ? come gli è stato fatto presente ? sono andati ad esprimere le posizioni di contrarietà al rigassificatore in virtù di un mandato elettivo, cosa che non possono certo rivendicare i rappresentanti delle imprese o della categorie, designati dai loro settori ma non dai cittadini. Al di là di ciò, il fatto che nei Comitati portuali il voto dei governi locali valga esattamente quanto quello di un rappresentante di categoria, è una delle anomalie che deve far riflettere sull?esigenza di riformare la legge 84 del 1994 sulla portualità.

Le Authority enti non economici - Quella norma ha scontentato le città spesso esautorate dalla gestione dei propri porti (è il caso lampante di Brindisi); ha creato sin dall?inizio un conflitto di competenze con l?autorità marittima (le Capitanerie), mai completamente sanato; ha fatto assumere alle Autorità portuali ruoli di fatto prettamente economici, pur considerandole enti esercenti attività di indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali, attribuendo alle stesse  personalità giuridica di diritto pubblico, perciò enti non economici (concetto riaffermato da un pronunciamento del Consiglio di Stato e dalla legge finanziaria per il 2007, la 296/2006).

Una fiction all?italiana, che serve solo a tenere lontana la Corte dei Conti. Le Autorità portuali in realtà gestiscono direttamente servizi, gare di appalto, impongono e incassano tariffe, rilasciano concessioni e ne incassano i canoni. E forse in Italia sono anche troppe, le Authority, stando ai nuovi assetti della logistica che richiederebbero la riorganizzazione dei sistemi portuali regionali italiani, e l?ingresso sempre più massiccio di capitali privati per la realizzazione delle infrastrutture.

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