Ferrarese stoppa il depuratore

BRINDISI - “Tolleranza zero per i depuratori che continuano ad inquinare”. Questo il monito. E pazienza se l’investimento è costato una montagna di soldi e se un’intera comunità, in attesa da anni dell’impianto, rischia di restarne priva. Ma tant’è. La Provincia di dare il suo assenso pare che non ne abbia minimamente voglia. E lo ha messo per iscritto: “Metteremo in campo ogni iniziativa finalizzata a bonificare il Canale Reale e, di conseguenza, a tutelare l’oasi naturalistica di Torre Guaceto. In questa ottica, a seguito di opportuni approfondimenti, si è deciso di negare l’autorizzazione allo scarico delle acque del depuratore che sarà al servizio di Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e delle marine di Specchiolla e Santa Sabina”. Il sindaco di Carovigno, Vittorio Zizza, non nasconde il proprio stupore ma si dichiara fiducioso.

Il depuratore intercomunale di Bufalaria

BRINDISI - “Tolleranza zero per i depuratori  che continuano ad inquinare”. Questo il monito. E pazienza se l’investimento è costato una montagna di soldi e se un’intera comunità, in attesa da anni dell’impianto, rischia di restarne priva. Ma tant’è. La Provincia di dare il suo assenso pare che non ne abbia minimamente voglia.  E lo ha messo per iscritto: “Metteremo in campo ogni iniziativa finalizzata a bonificare il Canale Reale e, di conseguenza, a tutelare l’oasi naturalistica di Torre Guaceto. In questa ottica, a seguito di opportuni approfondimenti, si è deciso di negare l’autorizzazione allo scarico delle acque del depuratore che sarà al servizio di Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e delle marine di Specchiolla e Santa Sabina”. Il sindaco di Carovigno, Vittorio Zizza, non nasconde il proprio stupore ma si dichiara fiducioso.

La Provincia è andata ben oltre questo provvedimento. In data odierna, infatti, ha comunicato all’Acquedotto Pugliese che dovrà farsi carico in tempi brevi della gestione dell’impianto di affinamento delle acque realizzato a Mesagne dalla Provincia (con un investimento di oltre dodici milioni di euro e con acque in uscita in tabella 4, cioè perfettamente riutilizzabili).

“Tale impianto - sottolinea l’Ente provinciale - è assolutamente necessario per affinare le acque degli impianti di depurazione di Ceglie Messapica, Francavilla Fontana, Latiano e Mesagne, che saranno impiegate d’estate per irrigare gratuitamente centinaia di ettari di terreni agricoli, mentre d’inverno confluiranno nell’invaso del Cillarese e quindi consentiranno al Consorzio Asi di cedere acqua riutilizzabile alle aziende della zona industriale di Brindisi.

Allo stato attuale, gli stessi depuratori scaricano acque classificate in “tabella 1” (reflui non sufficientemente depurati) nel Canale reale e quindi, di conseguenza, nell’oasi di Torre Guaceto”. Ed è su questo punto che il presidente della Provincia incalza: “Questa situazione non si può più tollerare – afferma Ferrarese – e quindi l’Acquedotto Pugliese deve sapere che, non solo non autorizzeremo il depuratore di Carovigno, ma siamo pronti a revocare le autorizzazioni relative agli scarichi degli altri depuratori in quanto rappresentano chiaramente una fonte di inquinamento che mette a rischio Torre Guaceto.

Un danno per l’ambiente che verrebbe totalmente eliminato con l’entrata in funzione dell’impianto di affinamento. La tolleranza è pari a zero quando è in discussione la tutela del nostro territorio e la salute dei nostri cittadini”.

Già: ma che ne sarà della salute dei villeggianti di Specchiolla la prossima estate, visto che in previsione dell'attivazione del depuratore sono già state smantellate le vasche dove andava a confluire la fogna? La presa di posizione della Provincia, che si ispira al Piano regionale di tutela delle acque, è stata accolta con imbarazzo al Comune di Carovigno: “Ho parlato con il presidente Ferrarese - spiega il primo cittadino e mi ha assicurato che sarà individuata una soluzione. Ne prendo atto e al momento non aggiungo altro, limitandomi semplicemente a fare chiarezza su un paio di punti".

"Primo: ogni passo sino ad oggi compiuto in sede di conferenze di servizi ha visto l’Amministrazione comunale operare di concerto con la Provincia. Secondo: la custodia dell’impianto sta gravando sulle spalle del Comune di Carovigno, costretto a impegnare 20 mila euro al mese per garantire il servizio di guardiania, resosi necessario - conclude Zizza - a causa dei gravi furti già perpetrati”.

Dura, intanto, la posizione dei Comunisti italiani: “No al depuratore perché inquina? Sino ad oggi, invece, cosa è finito in  mare? Chi si oppone oggi al depuratore, in realtà non vuole tener conto della situazione di disagio che  vive la cittadinanza: per la salute,  per il costo economico e per l’ambiente”, attacca, a nome del direttivo cittadino, Tonino Mosaico.  “Sul nostro  litorale, in estate, la presenza di persone aumenta di decine di migliaia. Tale situazione - prosegue Mosaico - determina uno sversamento di acque non depurate, nella falda. Il risultato è: Inquinamento della falda acquifera dell’intero litorale; rischio di malattie, cattivi odori emanati dagli sversamenti”.

“Chi si oppone al depuratore - conclude Mosaico - favorisce consapevolmente o inconsapevolmente strani poteri economici e politici. E’ necessaria una forte   attenzione alle problematiche che determinano l’intero processo di depurazione delle acque. Per la città di Carovigno e le sue Marine non è più rinviabile la realizzazione del depuratore”.

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