Ceglie: e il commissario ad acta presentò il Pug. Più vincoli per le aree di pregio

CEGLIE MESSAPICA – Ultimi passi verso il varo definitivo del Piano urbanistico generale (Pug) di Ceglie Messapica. Nei giorni scorsi il commissario ad acta, nominato dalla regione Puglia su richiesta della maggioranza di centrosinistra del consiglio comunale, ha trasmesso all’amministrazione le osservazioni prese in considerazioni e, quindi, la richiesta di modificare le planimetrie sulla base delle proposte avanzate dai cittadini e accolte.

Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA - Ultimi passi verso il varo definitivo del Piano urbanistico generale (Pug) di Ceglie Messapica. Nei giorni scorsi il commissario ad acta, nominato dalla regione Puglia su richiesta della maggioranza di centrosinistra del consiglio comunale, ha trasmesso all'amministrazione le osservazioni prese in considerazioni e, quindi, la richiesta di modificare le planimetrie sulla base delle proposte avanzate dai cittadini e accolte.

Il Pug in questo Comune ha vissuto una vita assai travagliata. Praticamente Ceglie non ha mai avuto un Piano regolatore. Questo, se riuscirà a vedere la luce, sarà il primo. Avviato anni or sono dal sindaco di sinistra Pietro Mita e condiviso in larga misura dal suo successore di destra Pietro Magno, quest'ultimo fu poi costretto alle dimissioni perché l'ala facente capo al consigliere Nicola Ciracì gli tolse l'appoggio.

Dopo quattordici mesi di commissariamento a Magno subentrò Mario Annese, sempre sostenuto dal centrodestra. Ma anche lui restò in carica solo un anno. I motivi della sua defenestrazione non sono mai stati chiari, anche se ufficiosamente è stato sempre ipotizzato che i rapporti nella sua maggioranza divennero insostenibili per via degli interessi che ruotavano attorno al Piano regolatore (successivamente diventato Pug).

Cinque anni fa fu eletto Pietro Federico, impegnato nel mondo cattolico, sostenuto da una giunta di centrosinistra. Il Pug, dichiarò il nuovo sindaco, sarebbe stato l'atto conclusivo del suo primo mandato. Non ce l'ha fatta perché la maggioranza di centrosinistra, per evitare ricorsi giudiziari ritenendo che ogni assessore e consigliere potesse avere un interesse, anche alla lontana, nel Pug, chiese alla Regione di nominare il commissario ad acta.

Commissario il quale ha varato il piano urbanistico lo scorso autunno. Da quel momento sono scattati i termini previsti per la presentazione delle osservazioni da parte dei cittadini, scaduti l'1 gennaio scorso.

Il commissario ha respinto la maggior parte delle osservazioni. Ne ha accolte, comunque, un bel po', tra le quali due che riguardano le zone entrate nel dibattito del dopo-varo del Pug. Una riguarda Montevicoli, l'altra una zona di via Fedele Grande. Per quanto riguarda Montevicoli, individuata come zona residenziale, il lotto minimo passa da 2500 metri quadrati a quattromila, fermo restando tutti i vincoli che, ai pochi che in questa zona non hanno costruito abusivamente, renderanno assai difficile realizzare una casa.

Per quel che riguarda Fedele Grande, il Pug prevedeva che si poteva costruire. Ora, invece, non si potrà più costruire. L'osservazione presa in considerazione fa notare che in quella zona c'è un problema idro-geologico che si aggraverebbe ulteriormente se alle costruzione abusive, e condonate, realizzate se ne aggiungessero altre.

Se l'amministrazione Federico sarà confermata questo è l'ultimo atto prima che il Pug venga varato. Se, invece, dovessero vincere Magno o Caroli (entrambi del centrodestra) il Piano subirà rallentamenti, se non proprio lo stop. Entrambi, infatti, hanno fatto sapere che non sono d'accordo con le linee guide del Pug, che va rivisto profondamente.

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