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Ceglie, il Tar di Lecce ha deciso: "Il Centro di raccolta rifiuti a spese della Monteco"

CEGLIE MESSAPICA – L'isola ecologica a Ceglie Messapica va fatta, e le spese sono a carico della Monteco. A deciderlo con una sentenza dei giorni scorsi è stato il Tar di Lecce, che ha respinto il ricorso presentato dalla società contro il Comune cegliese, che qualche mese fa aveva promulgato un'apposita ordinanza. L'1 luglio scorso, il sindaco Luigi Caroli aveva ordinato all'Ati Monteco-Cogeir di realizzare, a spese dell'azienda, un Centro temporaneo di raccolta rifiuti su un'area messa a disposizione dall'Amministrazione comunale.

CEGLIE MESSAPICA - L'isola ecologica a Ceglie Messapica va fatta, e le spese sono a carico della Monteco. A deciderlo con una sentenza dei giorni scorsi è stato il Tar di Lecce, che ha respinto il ricorso presentato dalla società contro il Comune cegliese, che qualche mese fa aveva promulgato un'apposita ordinanza. L'1 luglio scorso, il sindaco Luigi Caroli aveva ordinato all'Ati Monteco-Cogeir di realizzare, a spese dell'azienda, un Centro temporaneo di raccolta rifiuti su un'area messa a disposizione dall'Amministrazione comunale.

La Monteco, aggiudicataria dell'appalto per l'affidamento in concessione del servizio di gestione dei rifiuti urbani avviati allo smaltimento nei nove comuni appartenenti all'Ato Br/2, aveva così deciso di adire le vie legali, sostenendo che il Comune non potesse emanare atti di questo tipo. Ebbene, è il tribunale a dare torto all'azienda: "Nessuna norma - spiega il Tar - vieta al sindaco di adottare in materia ambientale, ordinanze urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti". Il provvedimento, d'altra parte, risulta essere stato adottato a seguito di una nota dell'Asl Br/1 del 15 giugno 2010 con la quale si chiedeva al Comune di adottare "interventi mirati a risolvere i problemi connessi all'accumulo di rifiuti di vario genere, con conseguenti pericoli per l'incolumità pubblica, denunciati con diversi esposti da parte dei cittadini ed in considerarsi dell'aggravarsi della situazione con l'arrivo della stagione calda (tenendo conto, ovviamente, del periodo cui si fa riferimento, ndr)".

In considerazione "dell'importanza ed essenzialità del servizio da rendere alla collettività", il Tar ha ritenuto quindi sussistenti le condizioni e i presupposti per legittimare l'ordinanza sindacale. Nessun dubbio nemmeno sui tempi dell'ordine impartito: "Il sindaco - dice la sentenza - ha specificato la temporaneità del servizio richiesto (ottanta giorni) sicchè il provvedimento in questione risulta ancora ai presupposti richiesti per l'esercizio del potere extraordinem, quali la necessità e l'urgenza, la durata limitata nel tempo, la motivazione, ovvero l'insussistenza di altri poteri per risolvere la questione".

Secondo quanto stabilito dal giudice, quindi, sarà la Monteco a doversi far carico della spesa per il centro di raccolta. La società è stata anche condannata al pagamento delle spese processuali in favore del Comune (duemila euro).

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