Centrale Edipower, nuove accuse del Cobas

BRINDISI – E’ polemica aperta sul piano di ferie forzate, mobilità e corsi di formazione su cui oggi Edipower ha chiamato i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil a decidere (incontro fissato in Confindustria, come quello del 18 marzo). L’Rsu Cobas, esclusa dal tavolo tecnico, torna a diffidare gli altri sindacati, sottolineando che non hanno il mandato dell’assemblea.

La centrale Edipower di Brindisi

BRINDISI - E' polemica aperta sul piano di ferie forzate, mobilità e corsi di formazione su cui oggi Edipower ha chiamato i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil a decidere (incontro fissato in Confindustria, come quello del 18 marzo). L'Rsu Cobas, esclusa dal tavolo tecnico, torna a diffidare gli altri sindacati, sottolineando che non hanno il mandato dell'assemblea.

Il 15 marzo, infatti, la maggioranza dei lavoratori della centrale di Brindisi Nord-Costa Morena hanno ribadito, ricorda il Cobas, la volontà di passare all'impianto Enel di Cerano, e di puntare quindi sulla chiusura di un impianto (quello termoelettrico di Edipower, appunto) che non offre più alcuna garanzia occupazionale. Il Cobas definisce con un termine pesante l'esclusione dalla trattativa di queste settimane.

Secondo il Sindacato Cobas "questa è una crisi molto seria a cui devono essere date delle risposte altrettanto serie. Ogni volta assistiamo ad un colpo di scena nei piani industriali presentati da Edipower ai ministeri competenti. L'Edipower di fatto cerca nel tempo di piegare le originarie decisioni relative alla riconversione a gas della centrale di Brindisi Nord, contenute nel decreto D'Alema dell'agosto '99, ad un uso sempre più economicamente conveniente per se stessa".

"A tale proposito vedi l'ultimo piano industriale in cui dopo aver ottenuto la possibilità di realizzare un gruppo a metano -accusa il Cobas- Edipower poi ci rinuncia ben volentieri. Però contemporaneamente chiede di poter bruciare carbone all'1 % di zolfo con l'istallazione di desolforatori, che erano già previsti da altri piani industriali dove era però previsto l'utilizzo di carbone allo 0,1% di zolfo".

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