"Cillarese, no a sorveglianza Ekoclub"

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiano un invito rivolto ad alcune associazioni ambientaliste al presidente affinché desista dall'affidamento della sorveglianza dell'area del Cillarese ad una associazione di volontari che fa capo alla Federcaccia, l'Ekoclub.

Il bacino del Cillarese

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiano un invito rivolto ad alcune associazioni ambientaliste al presidente dell'Asi, Marcello Rollo, affinché desista dall'affidamento della sorveglianza dell'area del Cillarese (da non confondere con il settore del nuovo parco urbano) ad una associazione di volontari che fa capo, dicono i firmatari della nota, alla Federcaccia.

"Apprendiamo dalla stampa che “si è attivata una collaborazione (attraverso una convenzione) tra l'Ekoclub e il Consorzio Asi Brindisi che permetterà, a breve, alle guardie volontarie, con impegno e professionalità, di fornire il proprio contributo per la tutela del Cillarese, un patrimonio della città che deve essere rispettato e salvaguardato”.

Fermo restando che le scriventi associazioni non hanno da obiettare che finalmente un parco di rilevanza faunistica venga reso fruibile alla cittadinanza secondo una corretta regolamentazione che da anni si reclama, si chiede come mai il Consorzio Asi abbia ritenuto opportuno coinvolgere solo l’Associazione Ekoclub e non le altre associazioni ambientaliste presenti in città che da anni si prodigano per la tutela e la valorizzazione del territorio e delle aree protette, avendo in passato prestato la propria opera volontaria anche presso il parco del Cillarese.

Le scriventi associazioni si dichiarano stupefatte nell’apprendere questa notizia, dal momento che l’associazione Ekoclub International - come noto e facilmente dimostrabile – nasce quale emanazione della Federazione Italiana della Caccia (pratica “sportiva” rientrante negli scopi di tale sodalizio) ed è costituita da praticanti l’attività venatoria, ponendosi quindi in assoluta antitesi con ogni spirito che voglia definirsi “ecologista” o “ambientalista”.

Sia appena sufficiente leggere, al riguardo, i fini istituzionali riportati nello statuto dell’associazione, il cui articolo 3, tra l’altro, recita: o) svolgere attività di formazione, organizzando corsi di protezione civile e di vigilanza ambientale per il successivo ottenimento della qualifica di guardia ecologica, ittica, venatoria e zoofila; p) promuovere l’impiego, a titolo gratuito e volontario, di operatori per lo svolgimento delle attività di previsione, di prevenzione e gestione delle emergenze ambientali e civili, nonché per le attività di vigilanza ecologica, ittica, venatoria e zoofila, per la difesa dal degrado del territorio.

Trattandosi di un’area di elevatissima importanza faunistica, ci stupiamo che l'Asi escluda la partecipazione di associazioni quali le scriventi che hanno qualificate professionalità nella tutela e conservazione di oasi, riserve naturali dello Stato, parchi regionali, affidandosi ad un'associazione le cui finalità non coincidono con un concetto di tutela della fauna che spazia dalla nascita alla morte naturale di ogni singolo individuo, ma che include il concetto di tutela ai fini di una interessata attività venatoria (la caccia) dell'individui adulti. A tal proposito, ci si riserva di agire con ogni tipo di intervento o procedimento che si possa ritenere necessario (Italia Nostra, Legambiente Brindisi Circolo “T. Di Giulio”, Wwf Brindisi, Lepa).

 

 

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
BrindisiReport è in caricamento