CO2, Legambiente torna alla carica contro Cerano

REGGIO CALABRIA - Le due centrali termoelettriche a carbone brindisine figurano tra i primi sei impianti italiani della lista nera di legambiente sulle emissioni di anidride carbonica, il principale dei gas serra.

La centrale Enel di Cerano

REGGIO CALABRIA - Le due centrali termoelettriche a carbone brindisine figurano tra i primi sei impianti italiani della lista nera di legambiente sulle emissioni di anidride carbonica, il principale dei gas serra. «Al primo posto delle centrali a maggiore emissione di CO2 si piazza l'imbattibile impianto Enel di Brindisi Sud che, con 14,9 milioni di tonnellate (Mt) di CO2, ha sforato di 3,9 milioni i limiti europei», sostiene Legambiente nel dossier 'Carbone: vecchio, sporco e cattivo" presentato oggi a Reggio Calabria. «Al sesto posto con 2,8 milioni di tonnellate di CO2 si trova l'impianto Edipower di Brindisi Nord, con uno sforamento di 1,5 milioni di tonnellate».

«Il polo energetico di Brindisi con i suoi due impianti a carbone da 2640 Mw e 1280 Mw, negli ultimi mesi ha visto la riapertura della partita relativa alla riduzione del consumo di carbone -ricorda Legambiente nel dossier- come previsto negli accordi degli anni '90». Secondo lo scenario elaborato per Legambiente dall'Istituto di Ricerche Ambiente Italia, nel 2020 con le sole rinnovabili si può arrivare a produrre circa 100.000 GWh all'anno di energia elettrica contro i 50.000 GWh all'anno prodotti ipoteticamente dai progetti di nuove centrali a carbone.

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