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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Ambiente

Compostaggio, o emergenza a ottobre

BRINDISI – A ottobre sarà emergenza rifiuti nel Brindisino, se non si procederà all’adeguamento dell’ormai unica discarica in attività per il rifiuto indifferenziato, quella di Autigno al confine tra il territorio del capoluogo e quello di San Vito dei Normanni. E il problema si ripresenterebbe comunque a breve scadenza se non si realizzerà ex novo un impianto di compostaggio della frazione umida della capacità di almeno 40-50mila tonnellate annue, stante il fatto che gli impianti di proprietà del comune di Brindisi sono bloccati sin dalla nascita. Lo scrive il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, ai Comuni (venti) delle due Ato del territorio.

BRINDISI - A ottobre sarà emergenza rifiuti nel Brindisino, se non si procederà all'adeguamento dell'ormai unica discarica in attività per il rifiuto indifferenziato, quella di Autigno al confine tra il territorio del capoluogo e quello di San Vito dei Normanni. E il problema si ripresenterebbe comunque a breve scadenza se non si realizzerà ex novo un impianto di compostaggio della frazione umida della capacità di almeno 40-50mila tonnellate annue, stante il fatto che gli impianti di proprietà del comune di Brindisi sono bloccati sin dalla nascita. Lo scrive il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, ai Comuni (venti) delle due Ato del territorio.

E' urgente che tutti i Comuni, quindi, con senso di responsabilità segnalino alla Provincia i siti in cui è realizzabile l'impianto di compostaggio, raccomanda Ferrarese, che la Provincia può cofinanziare con riscorse rivenienti dal Piano di tutela ambientale. Sin qui ci sono stati troppi ostacoli sul percorso della realizzazione delle strutture per la chiusura del ciclo dei rifiuti, ha detto ancora Ferrarese, "ora però si ha la certezza di essere arrivati al capolinea , e tutte le istituzioni del territorio devono adoperarsi per risolvere i problemi recenti".

A ottobre sarà infatti esaurita la capacità attuale della discarica di Autigno, mentre continua a destare sconcerto il lungo e inutile iter dal 1993 ad oggi di quello che inizialmente doveva essere un impianto di biostabilizzazione collegato alla discarica dell'Ato Br/2 a Francavilla Fontana, gestita dalla Francavilla Ambiente, e poi un impianto di compostaggio. Dopo varie vicissitudini tra Comune di Francavilla, Regione Puglia e Francavilla Ambiente, quest'ultima ricevette l'incarico di bandire l'appalto per la realizzazione dell'impianto, ma la ditta prescelta ha solo scavato le fondazioni, poi si è fermata. Il cofinanziamento Cipe è andato perduto e la Regione ha considerato archiviato perciò anche l'iter di rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale.

Adesso perciò non si può più riproporre quel sito, dove esiste già il problema della messa in sicurezza e chiusura della discarica esaurita, e della sua gestione trentennale. Bisogna cercarne un altro rapidamente, come evidenziato nella riunione del 3 luglio dei sindaci riuniti dalla Provincia, in una zona non già abbondantemente degradata, e poi indire una gara che imponga l'impiego delle migliori tecnologie e si svolga tuttavia in un'ottica di risparmio delle risorse finanziarie.

Per Ferrarese perciò il piano proposto dal Commissario ad acta, che coincideva con il commissario prefettizio del Comune di Brindisi, che aveva previsto una spesa di 12 milioni di euro per la realizzazione e di 1,8 annui per la gestione, e nel sito di Francavilla, non va in questa direzione. Ci vuole una procedura di evidenza pubblica nuova, e il sito - viene ribadito - non può essere quello attiguo alla discarica esaurita dell'Ato Br/2. Quindi nuovo sito con tutte le altre condizioni indicate , poiché sarà la Provincia a valutare ed approvare il progetto. Adesso la parola ai Comuni.

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