Confindustria: "Il decreto Via soddisfa anche il sindaco"

BRINDISI - Si tratta ovviamente di un'opinione personale del giornalista, ma la nota del presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Marinò, che negli intenti punta a costruire un dialogo sul progetto del rigassificatore di British Gas, non otterrà altro risultato che irritare almeno una delle due figure istituzionali cui si rivolge, il sindaco di Brindisi, e la terza che non cita, il presidente della Regione Puglia, ente che nella vicenda esprime un parere di primaria importanza ma che Marinò snobba.

Giuseppe Marinò

BRINDISI - Si tratta ovviamente di un'opinione personale del giornalista, ma la nota del presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Marinò, che negli intenti punta a costruire un dialogo sul progetto del rigassificatore di British Gas, non otterrà altro risultato che irritare almeno una delle due figure istituzionali cui si rivolge, il sindaco di Brindisi, e la terza che non cita, il presidente della Regione Puglia, ente che nella vicenda esprime un parere di primaria importanza ma che Marinò snobba.

Insomma, Giuseppe Marinò forse avrà servito un assist al presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, che è l'unico che non scende in campo contro il rigassificatore e che ritiene sia giunto il momento di parlare con British Gas, ma per il resto ha solo ricordato - e non ce n'era bisogno - da che parte sta, legittimamente, Confindustria in questa vicenda. Con British Gas e Brindisi Lng, e quindi Marinò non dovrebbe infilarsi in panni altrui per dire se il decreto di Via firmato dalla Prestigiacomo e da Bondi (uno dei due ha detto qualche tempo fa che conviverebbe tranquillamente con una centrale nucleare nel proprio giardino, vorremmo proprio vedere) accoglie le richieste delle istituzioni locali. E quando mai, visto che quella principale è "non a Capo Bianco"?

"La firma del decreto VIA da parte del Ministro dell'Ambiente e del Ministro dei Beni Culturali chiude una lunghissima fase, relativa all'iter autorizzativo dell'impianto di rigassificazione a Brindisi della Brindisi LNG. Confindustria Brindisi - ha dichiarato il presidente Giuseppe Marinò - nel prendere atto con piena soddisfazione della conclusione del complesso processo tecnico, evidenzia che sono state recepite le richieste avanzate dalle istituzioni locali".

E il comunicato di Confindustria continua: "Ciò senza dubbio rappresenta, come autotutela del territorio, un grande risultato per il sindaco di Brindisi Domenico Mennitti e per il presidente della Provincia Massimo Ferrarese, del quale impegno la scrivente organizzazione riconosce i pieni meriti. Le numerose e sostanziali prescrizioni inserite nella VIA, oltre a garantire con il massimo rigore la sicurezza dell'impianto, richiedono ulteriori e notevoli investimenti da parte di Brindisi LNG per la realizzazione dello stesso, con conseguenti significative ricadute sull'economia del nostro territorio; in sostanza - fa sapere Marinò - l'impianto è profondamente diverso rispetto a quello che si sarebbe voluto costruire con le precedenti autorizzazioni".

"Confindustria Brindisi - conclude Marinò - auspica, pertanto, l'apertura di una fase di dialogo fraistituzioni locali e Brindisi LNG, al fine di ottimizzare in una logica costruttiva le ricadute sull'economia provinciale (che, vale la pena ricordarlo, da tempo versa in gravissime difficoltà) che possono derivare sia dalla costruzione dell'impianto che dalla sua successiva gestione industriale, con i conseguenti auspicati effetti in termini occupazionali, ed economici per le stesse Istituzioni locali, a seguito della sottoscrizione delle convenzioni".

Marinò infine dimentica anche che il cantiere di Capo Bianco è sotto sequestro, e che non è affatto scontato che l'eccellente avvocato di British Gas, Giulia Bongiorno, riesca ad ottenerne la liberazione in breve tempo, rimettendo in moto un piano industriale - quello del rigassificatore Bg - che ha già subito molti rinvii sia a causa di violazioni penali che di violazioni amministrative anche di natura comunitaria. E che non basta la propaganda di Brindisi Lng a convincere chi non vuole quell'impianto. Ma forse la società inglese non vuole affatto convincere, ma solo imporre le proprie esigenze commerciali alla città di Brindisi.

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