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Consorzio di Torre Guaceto, ritirato il punto sull'approvazione del nuovo statuto

BRINDISI - Dietro-front sulle nuove norme per lo statuto del consorzio di Torre Guaceto. Il Consiglio comunale, nella seduta-fiume di martedì proseguita fino a tarda ora ha deciso di ritirare la richiesta di approvazione delle nuove regole. Molte sono state le osservazioni di contrarietà al nuovo statuto, a cominciare dall’intervento di Cosimo D’Angelo (ex Pdl, passato da qualche giorno a “Noi Centro”).

BRINDISI - Dietro-front sulle nuove norme per lo statuto del consorzio di Torre Guaceto. Il Consiglio comunale, nella seduta-fiume di martedì proseguita fino a tarda ora ha deciso di ritirare la richiesta di approvazione delle nuove regole. Molte sono state le osservazioni di contrarietà al nuovo statuto, a cominciare dall'intervento di Cosimo D'Angelo (ex Pdl, passato da qualche giorno a "Noi Centro").

Tra le voci sulle quali è stata mostrata una certa perplessità, innanzitutto richiesta di proroga della data di scadenza del consorzio al 31 dicembre 2050. "L'ente - è scritto nel documento - per motivi legati alle sue finalità e all'efficacia di gestione che prevede una riduzione dei costi, ha intenzione di sviluppare un progetto per l'installazione di tetti fotovoltaici su tutte le strutture gestite dal consorzio, per far ciò per l'attivazione del conto energia è necessario mette a disposizione le superfici solari per venti anni. Il consorzio aderisce spesso a programmi regionali, nazionali ed europei finalizzati alla conservazione degli habitat naturali, e il finanziamento di interventi di tutela prevede, come clausola pregiudiziale, la disponibilità dei terreni spesso per oltre dieci anni". Da qui, la richiesta di proroga fino al 31 dicembre 2050. "No, il termine per il 2035 è più che adeguato", è stato osservato in Consiglio. Un'altra proroga contestata riguardava invece la durata del consiglio di amministrazione, che sarebbe dovuta passare da tre a cinque anni.

Ma nei mesi scorsi, i passaggi più critici hanno riguardato la possibilità che il Consorzio potesse svolgere anche attività commerciale. Non in maniera principale, ovviamente, ma aprendo alla possibilità di vendere alimenti e bevande, oggetti, prodotti artigianali, prodotti editoriali, prodotti agroalimentari anche trasformati. Il rischio sollevato dai consiglieri era però che l'oasi potesse trasformarsi in una spiaggia qualsiasi, altro che Riserva Naturale.

Un ultimo punto si riferiva alla possibilità che il Consorzio si avvalesse di aiuti economici derivanti da "enti e società private". In una parola, di sponsor. Ma anche in questo caso, emergevano delle contraddizioni di fondo: cosa succederebbe se il finanziamento per Torre Guaceto arrivasse, per esempio, da società fortemente criticate dagli ambientalisti (dalla Lng all'Enel, solo per fare riferimenti a caso)? Anche in Consiglio, d'altra parte, è stato ammesso che un codice etico, in grado di frapporre "paletti" per evitare sponsorizzazioni imbarazzanti, in realtà mancasse.

A sostegno del Consorzio, è intervenuto il consigliere Rino Galluzzo (componente del Cda): "Capisco le perplessità avanzate, ma non si può negare che i problemi economici ci siano, alla luce di una riduzione del contributo nazionale, sceso da 800mila a 400mila euro". Alla fine, comunque, è stato deciso per il ritiro della delibera. Il sindaco Domenico Mennitti, però, ha mostrato di voler andare avanti sulla questione Torre Guaceto, affinché il territorio brindisino possa finalmente trarre benefìci da questa preziosa avventura, finora gestita per la maggior parte dal Comune di Carovigno. Mennitti contatterà il sindaco Zizza per avanzare qualche proposta, tra cui lo spostamento della sede legale a Brindisi e un'alternanza sulle indicazioni per presidenza e vicepresidenza (finora il numero uno è sempre stato espressione del Comune di Carovigno).

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