Contesi tra i due Ato i 600mila euro disponibili per la raccolta differenziata

BRINDISI - Giacciono nelle casse della Provincia da quasi un anno, esattamente da febbraio scorso, fondi pari a 600mila euro, inchiodati a un quesito rimasto irrisolto. Tocca al presidente dell’ente provinciale Massimo Ferrarese decidere a chi spetti la somma stanziata dalla Regione Puglia, proveniente dalle cosiddette ecotasse, fra i due ambiti territoriali del Brindisino. Da una parte stanno i comuni capeggiati dal capoluogo, che vorrebbero destinare i fondi al potenziamento della differenziata del secco (carta, vetro, plastica ecc), o alla gestione dell’umido nel momento in cui la raccolta dell’organico sarà finalmente avviata. Dall’altra stanno invece le ragioni dell’Ato Br 2, che con la stessa somma avrebbe la possibilità di continuare a conferire l’umido nella discarica di Modugno, l’unica disponibile fino a questo momento dato che l’impianto di compostaggio che sorge nella zona industriale di Brindisi, opera realizzata da un pezzo, non ha mai aperto i battenti.

La discarica di Autigno

BRINDISI - Giacciono nelle casse della Provincia da quasi un anno, esattamente da febbraio scorso, fondi pari a 600mila euro, inchiodati a un quesito rimasto irrisolto. Tocca al presidente dell’ente provinciale Massimo Ferrarese decidere a chi spetti la somma stanziata dalla Regione Puglia, proveniente dalle cosiddette ecotasse, fra i due ambiti territoriali del Brindisino. Da una parte stanno i comuni capeggiati dal capoluogo, che vorrebbero destinare i fondi al potenziamento della differenziata del secco (carta, vetro, plastica ecc), o alla gestione dell’umido nel momento in cui la raccolta dell’organico sarà finalmente avviata. Dall’altra stanno invece le ragioni dell’Ato Br 2, che con la stessa somma avrebbe la possibilità di continuare a conferire l’umido nella discarica di Modugno, l’unica disponibile fino a questo momento dato che l’impianto di compostaggio che sorge nella zona industriale di Brindisi, opera realizzata da un pezzo, non ha mai aperto i battenti.

L’ultimo sollecito risale al 23 dicembre scorso, e porta la firma del commissario prefettizio Annarita Iaculli, a capo dell’amministrazione di Oria a partire dal licenziamento coatto e anticipato del sindaco Cosimo Ferretti. Le dimissioni in massa del consiglio comunale, oltre a decapitare l’amministrazione, hanno infatti prodotto identico effetto nell’ambito territoriale, già gravato dall’esaurimento della discarica di Francavilla Fontana, colmata sette anni prima del previsto per avere ospitato a lungo i rifiuti dell’Ato Br 1, per l’esattezza 450mila tonnellate in surplus. In questi giorni e fino al 31 gennaio Brindisi sta restituendo il favore, accogliendo ad Autigno l’indifferenziato prodotto dai nove comuni capeggiati da Oria, fintanto che il problema-rifiuti in provincia non sarà avviato a sicura e definitiva risoluzione.

Se verrà il giorno e se gli impianti previsti nel piano del commissario delegato alla gestione dell’emergenza ambientale nel 2005 entrassero in funzione (nel lungo elenco dell’epoca compaiono l’impianto di selezione e biostabilizzazione e produzione del Cdr, un impianto di compostaggio, due impianti di selezione della differenziata ecc).

Alla situazione già complicata si sommano le questioni sollevate, con i caratteri dell’urgenza, dal commissario oritano alla vigilia di Natale che oggi presiede anche l’ambito territoriale Br 2. “Il viceprefetto ha chiesto al presidente della Provincia di sbloccare i finanziamenti – spiega l’ingegnere dell’Ato Giuseppe De Leonardis -. Le risorse del nostro ambito per la gestione dell’umido sono agli sgoccioli e visto che siamo costretti a continuare a conferire la frazione organica nell’impianto di compostaggio, privato, di Modugno, c’è quanto mai bisogno di attingere ai fondi regionali”.

Continuare a destinare risorse a un impianto privato è invece un nonsense per l’Ato Br 1, che avrebbe voluto una rivisitazione complessiva del progetto, catalizzando i fondi disponibili alla differenziata dal secco, prospettiva bocciata dalla Provincia che insiste nella necessità di dare una svolta decisiva alla raccolta dell’umido. La risoluzione è stata accettata malgrado tutto da Brindisi e comuni annessi, che tuttavia hanno rilanciato: “Quello che chiediamo – dichiara l’ingegnere del capoluogo Francesco Di Leverano – è che i 600mila euro vengano congelati fintanto che l’impianto di compostaggio di Brindisi non sarà ultimato”. L’impianto, concepito nel 2000 e fermo al palo delle diatribe legali fra ditte che se ne contendevano la realizzazione a botta di ricorsi e controricorsi, è stato infine assegnato alla As Ws International srl di Milano, dovrebbe essere ultimato entro aprile dell’anno appena iniziato. Per i sei mesi successivi all’entrata in funzione, questo prevede l’appalto, la gestione dell’organico sarà affidata alla stessa ditta, dopodiché subentrerà il gestore unico.

Per la ultimazione dell’impianto in questione, val la pena di precisare, il Comune di Brindisi ha già incassato 350mila euro circa, parte dei 2.181.724,00 più 2.528.750 destinati al primo Ato nel 2008 dalla Provincia, all’epoca presieduta dal presidente Michele Errico. Il totale di 4.710.474, sottraendo i 350mila destinati alla ultimazione dell’impianto di compostaggio, fa la somma deliberata (e non ancora stanziata) dalla Provincia per la gestione dell’umido a Brindisi e provincia. I 600mila euro costituiscono ulteriori fondi regionali che il capoluogo, malgrado le ingenti somme già in cassa, rivendica per sé. Il dilemma sul chi, fra i due Ato, ha diritto alla somma contesa, resta tutto intero. Al palo delle decisioni che spettano per competenza in materia, alla Provincia.

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