Contestazioni sportive e manifestazione ambientalista: "Non confondiamo le acque"

BRINDISI - Se c'è qualcuno che vuole confondere le acque, e associare la sofferenza dei tifosi del basket con i problemi politici legati allo scontro tra modelli di sviluppo compatibile e vecchie logiche industrialiste, ha sbagliato modi e tempi, ma anche circostanze di riferimento. Il fronte delle associazioni ambientaliste brindisine oggi risponde a critiche e rilievi che ritiene errati e infondati, e puntualizza alcune cose fondamentali. Pubblichiamo il testo integrale della nota inviata agli organi di stampa.

Uno striscione al corteo del 19 giugno

BRINDISI - Se c'è qualcuno che vuole confondere le acque, e associare la sofferenza dei tifosi del basket con i problemi politici legati allo scontro tra modelli di sviluppo compatibile e vecchie logiche industrialiste, ha sbagliato modi e tempi, ma anche circostanze di riferimento. Il fronte delle associazioni ambientaliste brindisine oggi risponde a critiche e rilievi che ritiene errati e infondati, e puntualizza alcune cose fondamentali. Pubblichiamo il testo integrale della nota inviata agli organi di stampa.

"Il tema ufficiale della manifestazione del 19 giugno, annunciato nei documenti delle associazioni promotrici e riportato sugli striscioni di apertura del corteo, è stato il seguente: "Brindisi vuole costruire il proprio futuro - Verso una economia rinnovata - Lavoro e salute: due diritti inviolabili e due emergenze". Le altre iscrizioni e gli altri slogan, tutti nello spirito della manifestazione e tutti legittimi in quanto espressioni di pensiero formulate nell'esercizio del diritto di critica costituzionalmente tutelato, vanno ovviamente riferiti, sotto il profilo del loro contenuto e della loro opportunità, a coloro (gruppi o singoli) che ne sono stati autori.

Rammentiamo che la nostra è stata una iniziativa intessuta di analisi e proposte concrete, discusse in un convegno preparatorio ed esposte in un articolato documento pubblicamente diffuso e letto durante la manifestazione. Così come ricordiamo a tutti che la democrazia è fatta di serio confronto sui problemi e i drammi della gente e di tolleranza verso il dissenso.

L'ambito delle responsabilità e delle scelte politico-sociali e quello dei ruoli e delle valutazioni in campo sportivo sono diversi e vanno tenuti perciò nettamente distinti per evitare innaturali e inopportune confusioni. La manifestazione di sabato scorso ha detto cose di grande rilievo per il futuro di Brindisi e del suo territorio: cose che vanno tenute nella dovuta considerazione dai responsabili delle istituzioni, della politica e delle forze sociali. Per parte nostra, affermiamo che è destinato all'insuccesso ogni tentativo rivolto a distogliere l'attenzione dai contenuti essenziali della manifestazione e dai forti interventi del sindaco Mennitti e del presidente Vendola.

Teniamo poi a precisare che a conclusione del corteo è stato fatto dal palco riferimento a tutti i numerosissimi messaggi (istituzionali e privati) di adesione provenienti dall'intera regione nonché a una nota di positiva attenzione della Chiesa diocesana di Brindisi-Ostuni e a una intervista del presidente Ferrarese con brevissimi cenni ai punti salienti di tali interventi. Si è trattato di una cortese ed al tempo stesso doverosa menzione: intenzioni diverse non ci appartengono ed è perciò ingiusto e offensivo attribuirle a comportamenti improntati alla massima correttezza e lealtà. Quanto alle dichiarazioni del d. g. della Brindisi Lng, Monteleone, rileviamo che esse recano il segno di una intensa preoccupazione per l'innegabile successo della manifestazione e dei contenuti che tanto lo infastidiscono. Sono inoltre irrispettose verso le rappresentanze democratiche del nostro territorio e della regione. Per il resto, non crediamo che esse meritino altri commenti.

Il 19 giugno abbiamo scritto una pagina importante della storia democratica di Brindisi, un evento che merita la massima attenzione e lascia cadere strumentalizzazioni e diversivi di sorta.

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