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Sabato, 15 Giugno 2024
Ambiente

Crollo falesia, altri sequestri di atti per ricostruire le cause dell'incidente mortale

BRINDISI - Si stringe il cerchio degli inquirenti nella individuazione delle responsabilità intorno alla tragedia in cui ha perso la vita il giovane ricercatore tarantino Paolo Rinaldi, morto a 29 anni mentre eseguiva rilievi con il gps sulla costa di Apani, presso l’oasi di Torre Guaceto. Gli uomini dello Spesal si sono recati questa mattina presso la sede leccese di Universus Csei, il soggetto promotore del corso di formazione per “Tecnico gis per la gestione delle coste e delle aree rurali”, per sequestrare la documentazione relativa allo stage.

BRINDISI - Si stringe il cerchio degli inquirenti nella individuazione delle responsabilità intorno alla tragedia in cui ha perso la vita il giovane ricercatore tarantino Paolo Rinaldi, morto a 29 anni mentre eseguiva rilievi con il gps sulla costa di Apani, presso l’oasi di Torre Guaceto. Gli uomini dello Spesal si sono recati questa mattina presso la sede leccese di Universus Csei, il soggetto promotore del corso di formazione per “Tecnico gis per la gestione delle coste e delle aree rurali”, per sequestrare la documentazione relativa allo stage.

Gli ispettori del Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl hanno cercato di rilevare, in particolare, l’esistenza di un Documento di valutazione del rischio interferenza, ossia un documento che attestasse i rischi nell’area di lavoro nella quale Rinaldi e la collega Anna Scarlino, 30enne di Matino sopravvissuta alla tragedia, sarebbero andati ad operare, ossia l’oasi protetta di Torre Guaceto, gestita dal consorzio omonimo. Ragione per la quale nei giorni scorsi erano state prelevate dal Comune di Brindisi carte e mappe dell’area, divisa in zona azzurra (nessun rischio), zona gialla (basso rischio), zona rossa (alto rischio di crollo).

L’altro dato all’attenzione della procura è la messa a punto della formazione e informazione dei due stagisti sui rischi. Nei giorni precedenti invece, era stata sequestrata sia la convenzione di “tirocinio di formazione e orientamento” fra Universus e consorzio, che il progetto formativo sottoscritto dai singoli tirocinanti prima dell’avvio dello stage, che sarebbe dovuto durare dal 30 settembre al 26 novembre. Da entrambi i documenti si evince l’assegnazione ad entrambi di due tutor regolarmente designati dal contratto: Roberta Casilli per l’ente di formazione e il direttore Alessandro Ciccolella, per il consorzio.

La domanda è: i tutor avevano o no l’obbligo di seguire i tirocinanti lungo i sentieri battuti per realizzare la mission di “Utilizzo del sistema informativo territoriale della riserva. Aggiornamento della linea di costa lungo l’Amp, e individuazione della sentieristica interna”? Precisamente per seguire gli obiettivi prefissati, i due ragazzi si trovavano lì quella mattina, su questo non v’è dubbio. Ma dal consorzio di Torre Guaceto, la risposta alla domanda in questione è “no”. Persino la presenza del guardaparco Franco Marinò, rimasto travolto dal crollo della falesia, senza gravi conseguenze e per fortuna, pare fosse un mero atto di cortesia e non un atto dovuto.

Di più, pare che Marinò sia rimasto ferito proprio nel tentativo di sottrarre il giovane tirocinante da un possibile rischio, e che il crollo sia avvenuto proprio quando l’operatore era riuscito ad afferrarlo per un braccio. Questo pare abbia raccontato anche la ricercatrice sopravvissuta alla tragedia. Il fascicolo d’inchiesta resta contro ignoti, sebbene al vaglio del pm Antonio Costantini si attualmente anche una terza posizione: proprio quella di Marinò.

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