Depuratore fermo: denuncia alla procura

CAROVIGNO – E dopo le manifestazioni ed i convegni, l’infinita catena di ritardi e di varianti al progetto che hanno impedito l’entrata in funzione del depuratore di Bufalaria, parte la denuncia.

La stazione carabinieri di Carovigno

CAROVIGNO – E dopo le manifestazioni ed i convegni, l’infinita catena di ritardi e divieti, e di varianti al progetto che hanno impedito l’entrata in funzione del depuratore di Bufalaria (che deve servire i centri abitati di Carovigno, San Vito dei Normanni e San Michele Salentino, nonché le marine di Specchiolla e Santa Sabina), parte la denuncia. Se la politica e gli enti preposti non risolvono la situazione, può essere decisivo l’intervento della magistratura, ha pensato Tonino Mosaico, esponente del Partito comunista, che questa volta ha sporto denuncia presso la stazione locale dei carabinieri, affinché venga inoltrata alla procura della Repubblica.

Mosaico denuncia il perpetuarsi dello scarico nel sottosuolo, attraverso cavità carsiche naturali, della rete fognaria di Carovigno (ma la situazione è la stessa anche negli altri due comuni), l’inquinamento biologico e chimico delle falde, a fronte del quale l’opera che dovrebbe risolvere il problema è nuovamente ferma (i tempi di entrata in funzione sono stati allungati dal cambio della destinazione finale delle acque che il depuratore tratterà: non più nel Canale Reale, che sbocca a Torre Guaceto, ma in una condotta sottomarina ad Apani).

L’autore della denuncia però ritiene che dopo 40 anni (data della prima progettazione e finanziamento dell’opera) il depuratore debba entrare in funzione per evitare che le reti fognarie dei tre comuni continuino a compromettere gli equilibri delle falde carsiche. Alla denuncia, Mosaico ha allegato anche analisi svolte dall’Arpa. La denuncia è stata sostenuta da una cinquantina di cittadini, anche se formalmente la stessa è stata presentata da Tonino Mosaico.

 

 

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