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Depuratori: "Ferrarese vuole la guerra"

BARI - Per la querelle sui depuratori tra Regione Puglia e Comuni interessati da un lato, e Provincia di Brindisi dall'altro, la soluzione individuata dall'assessore regionale Fabiano Amati è quella di procedere senza indugi e in via transitoria all'attivazione del depuratore di Bufalaria con scarico della acqua affinate a tabella 4 nel canale Reale per un periodo almeno di 18 mesi. nel frattempo, i tecnici degli enti coinvolti valuteranno, e nel caso metteranno a punto se concretamente realizzabile il collegamento tra il depuratore di Bufalaria e quello di Mesagne, un'opera che costerebbe non più di una risistemazione della condotta subacquea di Apani.

BARI - Per la querelle sui depuratori tra Regione Puglia e Comuni interessati da un lato, e Provincia di Brindisi dall'altro, la soluzione individuata dall'assessore regionale Fabiano Amati è quella di procedere senza indugi e in via transitoria all'attivazione del depuratore di Bufalaria con scarico della acqua affinate a tabella 4 nel canale Reale per un periodo almeno di 18 mesi. nel frattempo, i tecnici degli enti coinvolti valuteranno, e nel caso metteranno a punto se concretamente realizzabile il collegamento tra il depuratore di Bufalaria e quello di Mesagne, un'opera che costerebbe non più di una risistemazione della condotta subacquea di Apani. Ma Ferrarese pare si sia impuntato a non concedere comunque l'autorizzazione.

Lo dice il sindaco di Carovigno, Vittoria Zizza, in un comunicato. "Dopo tre ore di riunione con l'assessore Fabiano Amati e il presidente della Provincia, Ferrarese, nonostante tutte le richieste della Provincia di Brindisi cui il Comune di Carovigno ha risposto con i chiarimenti forniti, il presidente della Provincia ha dato il diniego al rilascio della autorizzazione non tenendo conto della Regione Puglia e del Comune di Carovigno. È doveroso sottrarre i cittadini di Carovigno dall'attuale condizione di inciviltà - protesta Zizza - anche con una autorizzazione provvisoria (18 mesi) sul tempo idoneo a realizzare il più generale progetto che oggi ha visto la luce".

Comunque, il sindaco Zizza è pronto anche al braccio di ferro: "Doverosa l'immediata attivazione dell'impianto, con tutte le garanzie di modifica del recapito finale anche in funzione dell'aggravio economico a cui questa situazione espone i cittadini di Carovigno, i quali in momenti di crisi continuano a caricarsi delle spese di autospurgo, come se fossero figli di un'altra regione. Nella combinazione di istanze ambientali degne di tutela, la qualità del mare e del suolo, risiede la richiesta alla Provincia di Brindisi di autorizzare immediatamente lo scarico in Canale Reale".

Alla luce di tale esito, Zizza ha convocato un consiglio comunale per comunicazioni inerenti l'impianto di depurazione per lunedì 20 Febbraio 2012 alle ore 18 presso il Castello Dentice di Frasso. "Ci auguriamo che la Provincia di Brindisi proceda ad esprimersi nei prossimi giorni sulla richiesta di autorizzazione allo scarico, avanzata da alcuni mesi dall'Acquedotto pugliese. Manca solo questo adempimento per attivare l'impianto", rimarca Zizza.

Ma la situazione è precipitata in serata, quando è giunta la notizia di dichiarazioni di Ferrarese in tv, accusatorie nei confronti del Comune di Carovigno e arroccate sulla negazione della autorizzazioni pure in presenza di una procedura di infrazione della Ue. "A questo punto - ha fatto sapere Vittorio Zizza - io impugnerò tutte le autorizzazioni della Provincia per gli scarichi nel Reale da parte di impianti comunali inferiori tecnologicamente al nostro, e poi vedremo". In consiglio, lunedì, sarà ufficializzata la dichiarazione di guerra.

L'assessore Amati aveva rilasciato dichiarazioni prima che tutto ciò accadesse, ma c'è comunque fermezza nella posizione della Regione Puglia: "C'è la necessità di trovare nel più breve tempo possibile una soluzione ad una problematica generale che contempli tutte le esigenze, non dimenticando che in particolare abbiamo il compito etico, morale ed amministrativo di attivare immediatamente l'impianto di depurazione di Carovigno, ormai completato", ha detto a margine della riunione tecnica convocata per analizzare le problematiche relative all'impianto di depurazione di Carovigno - Bufalaria,

Alla riunione hanno partecipato il presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, il commissario straordinario del Comune di Brindisi Bruno Pezzuto, i sindaci dei Comuni di Carovigno e San Vito dei Normanni e rappresentanti dei comuni di Mesagne, Francavilla Fontana e San Michele Salentino, di Acquedotto Pugliese, Autorità di Bacino, Arpa e Consorzio di Bonifica dell'Arneo.

"Sulla questione generale - ha sottolineato Amati - abbiamo accolto con favore la proposta avanzata dal presidente Ferrarese, di veicolare le acque non più in mare ma nell'impianto di affinamento di Mesagne in via di attivazione, attraverso la realizzare di una nuova condotta. La nuova proposta permetterebbe di sostenere gli stessi costi previsti per la rifunzionalizzazione della condotta sottomarina dell'Asi, che originariamente era stata proposta come soluzione dalla stessa amministrazione provinciale.

"Sulla nuova proposta i tecnici compiranno tutti gli approfondimenti necessari, e per questo la riunione è stata aggiornata al prossimo 2 marzo, fermo restando la nostra condivisione e l'impegno a perseguirla, salvo insormontabili problemi tecnici. Nel frattempo - ha spiegato ancora Amati - emerge la necessità di sottrarre i cittadini di Carovigno da un'attuale condizione vicina all'inciviltà, perché idonea ad attentare contemporaneamente i beni della salute e della tutela ambientale, attivando immediatamente l'impianto, anche con una autorizzazione provvisoria calibrata (anche 18 mesi potrebbero andare bene) sul tempo idoneo a realizzare il più generale progetto che oggi ha visto la luce".

Amati aggiunge che "sul punto spero che la Provincia di Brindisi proceda ad esprimersi nei prossimi giorni sulla richiesta di autorizzazione allo scarico, avanzata da alcuni mesi dall'Acquedotto pugliese. Manca solo questo adempimento per attivare l'impianto. La particolare risolutezza che avverto il dovere di tenere sulla immediata attivazione dell'impianto, con tutte le garanzie di modifica del recapito finale (come da proposta avanzata oggi), insiste nella circostanza che anche in questo momento in quell'area inquinata si coltivano prodotti alimentari da portare in tavola e si continua a bagnarsi in acque che risultano amene solo nell'ambizione dei documenti di tutela dei siti ambientalmente rilevanti".

Nella realtà, conclude Amati, tali pezzi di territorio versano in "una condizione qualitativa peggiore di quella di quasi tutte le aree marine pugliesi, magari sprovviste di tanto pedigree. Il tutto condito da una procedura d'infrazione comunitaria che alla fine speriamo porti l'individuazione dei responsabili, quantomeno per i decennali ritardi. Quanto detto restituisce una situazione che giustifica il rivolgimento d'animo che sta coinvolgendo la cittadinanza di Carovigno (ma anche si S.Vito dei Normanni e di S.Michele Salentino, nonché della due marine di Specchiolla e Santa Sabina, ndr), racchiuso nel contenuto unanime di una deliberazione assunta all'unanimità dal Consiglio comunale nei giorni scorsi".

L'assessore regionale alle Opere pubbliche avverte: "A queste istanze non possiamo restare insensibili, così come non possiamo restare inermi, sia pur in via gradata, di fronte all'aggravio economico a cui questa situazione espone i cittadini di Carovigno, i quali in momenti di crisi continuano a caricarsi delle spese di autospurgo, come se fossero figli di un'altra regione. In questo senso e nella combinazione di istanze ambientali parimenti e reciprocamente degne di tutela, la qualità del mare e del suolo, risiede la nostra richiesta alla Provincia di Brindisi di autorizzare immediatamente lo scarico in Canale Reale e il nostro impegno risoluto a realizzare in breve tempo quanto la Provincia di Brindisi ci ha chiesto questa mattina, quale progetto moderno ed ambizioso di tutela di tutti i beni in campo, legittimamente meritevoli di averla".

Riepilogando i termini dei contrasti. Il depuratore di Bufalaria appartiene alla categoria delle opere pubbliche che hanno visto la luce a più di 30 anni dall'appalto. Ma ora c'è, grazie agli sforzi della Regione Puglia. Risolverà il problema di tre comuni, S.Vito, S.Michele e Carovigno che scaricano da vari decenni nel sistema carsico sotterraneo i reflui fognari trattati da impianti molto vecchi, e quelli di due frazioni costiere che vengono servite da autospurgo con costi economici, sociali e turistici altissimi. Il depuratore ha un alto grado di affinamento e dovrebbe scaricare le acque trattate nel Reale (potrebbero anche avere usi irrigui). Ma Ferrarese, che ha sposato l'opposizione di alcuni movimenti, vuole impedire ciò anche in via provvisoria. Tuttavia il Reale, Come ricorda Zizza, riversa nel mare della riserva di Torre Guaceto già da lungo tempo i reflui di altri comuni, e la Provincia non si è mai opposta.

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