Martedì, 18 Maggio 2021
Ambiente

Discarica ex Lepetit, il conto lo paga la Provincia

S.PANCRAZIO SALENTINO - Messa in sicurezza permanente della discarica ex Lepetit "con sistemazione, riqualificazione e recupero ambientale dell’area” che "chiude in modo definitivo una profonda ferita per il territorio che ai più scettici (a dire il vero molto numerosi) è sembrata per molti anni essere priva di soluzioni". Lo annuncia l'amministrazione provinciale di Brindisi con una nota odierna.

In verde, l'area della discarica in uno dei rilievi satellitari dellIrsa-Cnr

S.PANCRAZIO SALENTINO - Messa in sicurezza permanente della discarica ex Lepetit "con sistemazione, riqualificazione e recupero ambientale dell'area" che "chiude in modo definitivo una profonda ferita per il territorio che ai più scettici (a dire il vero molto numerosi) è sembrata per molti anni essere priva di soluzioni". Lo annuncia l'amministrazione provinciale di Brindisi con una nota odierna.

Si tratta della previsione di un intervento del costo di 1,7 milioni di euro a valere sulla linea 2.5 del P.O. Fesr 2007-2013, che interviene su un'area, nel Comune di San Pancrazio Salentino, in località "Mattarella", di circa 11 ettari adibita a cava e deposito di rifiuti industriali (quest'ultima per poco più di un ettaro). Per la caratterizzazione del sito la precendente amministrazione Errico aveva stanziato 815mila euro a sostegno dello sforzo finanziario del Comune.

Il sito fu sequestrato il 16 dicembre 2008 dal Noe dei carabinieri - con apertura di una indagine della procura di Brindisi - mentre Sanofi Aventis, che aveva acquisito Lepetit, al febbraio 2009 si rifiutava di pagare il costo delle bonifiche sostenendo che la discarica era stata chiusa e messa in sicurezza a norma di legge. Secodo gli esiti delle indagini affidate dal Comune all'Irsa Cnr, ecco cosa c'è in quei terreni e nella falda: un solvente clorurato, il cloroformio, nella falda in concentrazioni di 51,7 e 36,6 microgrammi per litro in alcuni piezometri, quando il limite di legge è 0,15.

E poi contaminazione batterica diffusa su tutta l'area di indagine e "la presenza di dimetildisolfuro, sia nell'acqua sotterranea che nei campioni solidi, che indica comunque un fenomeno di trasferimento dei composti organici dal materiale stoccato verso la prima falda sotterranea (quella a 24 metri) e che, quindi, sarebbe opportuno avviare degli interventi mirati ad evitare ulteriori contaminazioni". Lo stabilimento Lepetit di Brindisi scaricava nel sito di contrada Mattarelle fanghi di micelio usati per le colture batteriche, principale specializzazione anche oggi di Sanofi Aventis, che produce soprattutto principi attivi per importanti famiglie di antibiotici.

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