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Dopo i rifiuti speciali e ospedalieri in discarica, dipendenti Monteco anche dietro incendio di cassonetti

BRINDISI – Il servizio della raccolta rifiuti a Brindisi si rivela sempre più un ginepraio con cui l’attuale società incaricata della gestione, la Monteco Srl, continua a combattere una difficile guerra di normalizzazione per attuare il progetto affidatole dal Comune, malgrado i boicottaggi subìti. Dopo aver accertato che esisteva un giro di smaltimento di rifiuti speciali nella discarica dei rifiuti solidi urbani di Brindisi, alimentato da alcuni depositi nella zona del capoluogo, ma addirittura anche da quello dei rifiuti ospedalieri dell’ospedale Perrino, e reso possibile dalla complicità di dipendenti della stessa Monteco all’insaputa dell’azienda, nei giorni scorsi la polizia ha scoperto anche che sempre dipendenti Monteco sono i responsabili dell’incendio di cumuli di materie plastiche e di cassonetti a ridosso del perimetro del centro immigrati di Restinco.

BRINDISI - Il servizio della raccolta rifiuti a Brindisi si rivela sempre più un ginepraio con cui l'attuale società incaricata della gestione, la Monteco Srl, continua a combattere una difficile guerra di normalizzazione per attuare il progetto affidatole dal Comune, malgrado i boicottaggi subìti. Dopo aver accertato che esisteva un giro di smaltimento di rifiuti speciali nella discarica dei rifiuti solidi urbani di Brindisi, alimentato da alcuni depositi nella zona del capoluogo, ma addirittura anche da quello dei rifiuti ospedalieri dell'ospedale Perrino, e reso possibile dalla complicità di dipendenti della stessa Monteco all'insaputa dell'azienda, nei giorni scorsi la polizia ha scoperto anche che sempre dipendenti Monteco sono i responsabili dell'incendio di cumuli di materie plastiche e di cassonetti a ridosso del perimetro del centro immigrati di Restinco.

Lo dimostra inequivocabilmente la sequenza registrata da una delle videocamere di sorveglianza del Cara-Cie, debitamente analizzata dagli investigatori della Digos che sarebbero prossimi (grazie ad una lavoro di indagine basato soprattutto sulle immagini), ad identificare i due uomini scesi da un automezzo di servizio, i quali invece che raccogliere i rifiuti accumulatisi da tempo in quel punto, vi danno fuoco e se ne vanno tranquillamente via con il camion dell'azienda. Tutto è accaduto il 24 agosto scorso.

Quel giorno il personale di sorveglianza del centro immigrati di Restinco fu costretto a chiedere l'intervento dei vigili del fuoco, visto che dal rogo si sprigionava un fumo denso e tossico che stava invadendo il perimetro del Cara-Cie. Lo stesso personale di sorveglianza esaminava poi le registrazioni del sistema di videosorveglianza, nel tentativo di capire come si fosse sviluppato l'incendio all'esterno della recinzione, e scoprì così che gli autori erano proprio due operatori ecologici. A quel punto la sala operativa della questura inviava sul posto la Digos, che cominciava il difficile tentativo di identificazione dei responsabili.

Un'altra tappa dunque nella ricostruzione delle attività e dei comportamenti illeciti che si celano - chissà da quanto - dietro il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani a Brindisi, un lavoro cui stanno collaborando con una serie di sopralluoghi, controlli e sequestri i carabinieri del Nucleo di tutela ecologica di Lecce.

La sequenza di immagini che segue mostra il sopraggiungere dell'automezzo di Monteco al centro di accoglienza per immigrati, gli uomini che ne scendono avvicinandosi ai cassonetti, la partenza del camion, e il fumo che si leva dai rifiuti prima debolmente, e poi denso e nero.

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