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Emergenza rifiuti, garantiti soltanto i servizi minimi. Ma si va verso la stretta finale

BRINDISI - Potrebbe essere una giornata decisiva, quella di domani, per quanto riguarda la vertenza-Monteco. Mentre continua la protesta dei lavoratori che hanno interrotto il servizio di raccolta dei rifiuti per spingere l’azienda al ritiro di un piano industriale non condiviso, si attende di capire se nelle prossime ore possano partire le precettazioni da parte della Prefettura.

BRINDISI - Potrebbe essere una giornata decisiva, quella di domani, per quanto riguarda la vertenza-Monteco. Mentre continua la protesta dei lavoratori che hanno interrotto il servizio di raccolta dei rifiuti per spingere l'azienda al ritiro di un piano industriale non condiviso, si attende di capire se nelle prossime ore possano partire le precettazioni da parte della Prefettura.

Un primo segnale, comunque, è stato registrato oggi, con l'invito alla Monteco di redigere un ordine di servizio per provvedere alla pulizia almeno in alcune aree essenziali della città. Venti camion sono stati utilizzati per le urgenze maggiori, ma intanto dal punto di vista dei rifiuti la città soccombe. Nonostante la gente continui a pagare la tassa sulla nettezza urbana, ecco che tocca assistere - basta camminare in un qualsiasi quartiere - a scene vergognose, con una Brindisi ricoperta di immondizia. Tutti i bidoni sono stracolmi, i sacchetti vengono lasciati nelle vicinanze, con grossi problemi di igiene pubblica.

Anche per questo motivo, e per evitare che la situazione diventi esasperante, nella giornata di domani potrebbero essere presi provvedimenti più drastici da parte della Prefettura, che in queste ore è stata costantemente tenuta aggiornata dagli uomini della Questura. Proprio la polizia sta indagando a fondo anche sulle minacce e sugli avvertimenti che avrebbero ricevuto alcuni lavoratori della Monteco che non hanno aderito ad una protesta che - va detto - è sostenuta da Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Usae, ma non da Cobas e Ugl. La Prefettura ha già acquisito dall'azienda nominativi, indirizzi e numeri telefonici di tutti i lavoratori.

Nelle prossime ore, ognuno potrebbe essere chiamato ad assumersi le proprie responsabilità, e a quel punto potrebbe rivelarsi sbagliata la scelta dei sindacati di andare alla rottura piuttosto che alla trattativa. Le organizzazioni a difesa dei lavoratori contestano il riassetto della catena delle responsabilità in azienda e il principio della rotazione delle mansioni, e accusano Monteco di voler attuare "tagli". Ma sulla riduzione delle unità occupazionali e sui demansionamenti, l'azienda ha sempre continuato a fornire le proprie rassicurazioni a sindacati e dipendenti.

Sempre nella giornata di oggi, uno dei capisquadra, Francesco Carratta, di 52 anni, è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di violazione degli obblighi imposti dall'autorità giudiziaria. L'uomo, infatti, che si trovava ai domiciliari ma con il permesso di uscita per andare a lavorare, è stato beccato questa mattina in giro, in compagnia di un altro uomo già noto alle forze dell'ordine. Anche quest'ultimo è un dipendente Monteco, e si occupa di incarichi sindacali. E' stato denunciato per favoreggiamento.

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